AAMS scommesse in Italia 2026: la concessione vale per sito, non per marchio

Updated Novembre 2026
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Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con licenze e numeri di concessione verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di.

C’è un malinteso che continua a circolare, e non è colpa di chi lo ripete. Per vent’anni in Italia l’autorità dei giochi si è chiamata AAMS, Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Oggi si chiama ADM, e la confusione tra sigla vecchia e sigla nuova non è il problema. Il problema è quello che la parola AAMS evoca: un bollino, un timbro, qualcosa che sta al bookmaker e che il bookmaker porta con sé ovunque vada. Non funziona così. La concessione italiana è legata a un sito, con un numero di concessione che identifica quel sito e non il marchio che ci sta sopra, e il titolo si può leggere nei termini del conto di gioco che l’operatore pubblica. Admiralbet, per dirne una, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano. Il numero è quello. Non è un simbolo, è una riga di contratto.

Da qui discende tutto il resto, e discende in fretta. Se il titolo è per sito, allora un marchio celebre nel mondo può non avere alcun titolo per l’Italia, e un marchio che il lettore non ha mai sentito può averlo da anni. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026. Non è un giudizio su di loro: è una fotografia dell’elenco. E l’elenco, va detto subito perché è la cosa che nessuna pagina di comparazione ripete mai, non ha una colonna dedicata ai giochi offerti. Un nome sull’elenco dimostra che quel sito ha una concessione. Non dimostra che su quel sito si possa scommettere sul calcio. Quello lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, con il loro palinsesto.

Il lettore che cerca «AAMS scommesse in Italia» in fondo vuole una cosa semplice: sapere dove i suoi soldi stanno dentro un sistema che ha delle regole. Le strade sono due, e non sono equivalenti. C’è il percorso italiano, con la concessione ADM, i limiti obbligatori, il registro degli autoesclusi e un foro legale in Italia. E c’è il percorso offshore, dove un sito .com con licenza straniera accetta scommesse di italiani senza avere alcun titolo per farlo, e dove le protezioni che il lettore dà per scontate semplicemente non esistono. La differenza non si vede dalla homepage. Si vede quando qualcosa va storto.

Confronto tra i concessionari ADM: dieci piattaforme .it sotto la lente

Prima di elencare le dieci piattaforme, una precisazione necessaria. Queste dieci concessioni, selezionate tra quelle presenti sull’elenco ADM, rappresentano operatori con fatti verificabili sull’offerta sportiva. Non sono un ranking assoluto, né una classifica di convenienza: sul mercato italiano operano altri concessionari, e l’assenza da questa lista non implica assenza di titolo. La selezione è semplicemente una scelta di trasparenza: queste dieci piattaforme offrono i dati necessari per un confronto, mentre su altre il quadro è meno definito.

Il secondo avvertimento riguarda il numero di concessione. Chi legge un numero a quattro o cinque cifre tende a trattarlo come un codice fiscale del marchio. Non lo è. Eurobet Italia S.r.l. è la concessionaria dietro Eurobet, ma la stessa società compare anche su altre concessioni, perché una società può vincere più di un titolo e gestire più di un sito. Il concessionario e il marchio sono due soggetti diversi, e vale la pena guardarli separatamente, anche perché dietro alcuni marchi noti ci sono società che il lettore non ha mai visto nominare. StarCasinò e Betsson, per esempio: due siti, due concessioni, un’unica società. Quando si confrontano due offerte bisogna sapere se dietro c’è la stessa mano, perché certe differenze di trattamento nascono lì.

Il terzo avvertimento è quello che scontenta tutti. Il mercato regolato è pieno di piattaforme nate dal casinò e arrivate alle scommesse dopo. Una piattaforma con concessione può gestire in qualunque combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. Vuol dire che un concessionario perfettamente regolare può avere un’offerta sportiva sottile, e un’app che il lunedì sera propone slot. Non è un difetto di legalità. È una questione di prodotto, e questa è la parte che il lettore deve valutare da solo.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul proprio titolo
Sisal Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app di scommesse sportive consente l’accesso al conto gioco anche con Touch ID
SNAI Concessione n. 16032, Snaitech Spa Il conto si apre con le procedure di identificazione previste dall’operatore
AdmiralBet Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048, servizio sul sito italiano
StarCasinò Concessione n. 16026, Azzurri Limited Il conto di gioco è richiesto per scommettere sui principali eventi sportivi
Betsson Concessione n. 16027, Azzurri Limited L’offerta pre-match e live è accessibile dal conto di gioco italiano
Lottomatica Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Quote e risultati in tempo reale e streaming sul conto di gioco
Betfair Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Il conto di gioco italiano è soggetto alle regole aggiuntive della piattaforma
NetWin Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Il bonus sport è riservato ai nuovi giocatori con conto verificato
bet365 Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Il conto di gioco dà accesso alle scommesse pre evento e live
Eurobet Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Il conto di gioco è il presupposto per l’accesso al palinsesto

Una cosa la tabella non può dire, e il lettore deve saperla. La concessione è il permesso di offrire giochi a distanza, non una promessa sulla qualità del prodotto. Un numero alto o basso non indica nulla: le concessioni del bando di settembre 2025 coprono i codici da 16000 a 16051, e la numerazione segue l’esito della gara, non l’anzianità del marchio. Quello che cambia da una riga all’altra è ciò che sta nella colonna di destra, ed è tutto ciò che l’operatore dichiara sul funzionamento del conto. Chi vuole di più deve aprire i termini e leggerli, perché è lì che un limite, una condizione di prelievo o una clausola di verifica diventano vincolanti.

Sisal: una concessione storica che passa dall’app, non dal marketing

La concessione n. 16020 sta in capo a Sisal Italia S.p.a., e questo è il primo dato utile: non c’è una scatola straniera in mezzo. Il secondo dato riguarda l’accesso. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive consente di entrare nel conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Per un concessionario che dichiara il proprio titolo, la comodità di accesso non è un fronzolo commerciale, è il modo in cui il titolare del conto resta effettivamente il titolare: identificazione biometrica sul dispositivo, nessuna password da condividere, nessun salvataggio improvvisato in un browser.

Su un mercato dove la pubblicità diretta è vietata e il concessionario può firmare solo messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, la partita si gioca dentro il prodotto. Sisal, in questa lista, è la prova che il modello funziona: un marchio con radici italiane, un titolo chiaro, un’app che fa una cosa sola e la fa per il conto di gioco italiano. Non c’è nulla nella sua riga che suggerisca un’offerta costruita per attirare capitali esteri, e non c’è nulla che la esponga alle contestazioni di chi legge un numero di concessione con il sospetto di trovarsi davanti a una scatola vuota.

Il limite dell’analisi è altrettanto netto. Su ciò che l’operatore dichiara in merito al proprio titolo, il dato disponibile riguarda l’accesso al conto; sul resto — palinsesto, quote, condizioni di prelievo — la valutazione si fa sul sito, non qui. Un lettore che sceglie Sisal sa di scegliere un concessionario italiano con un ingresso comodo al conto. Non sa, per questo solo fatto, che le sue quote siano migliori di quelle del vicino.

SNAI: un palinsesto di mercati che non si vedono a colpo d’occhio

SNAI opera con la concessione n. 16032 di Snaitech Spa, e la sua app racconta un’offerta che va letta con attenzione, perché non è la solita coppia 1X2. L’app SNAI Sport propone scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione cash out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Un palinsesto che arriva ai cartellini e ai rigori è un palinsesto pensato per chi non si accontenta dell’esito finale.

Il cash out merita una riga in più, perché è il tipo di funzione che vale la pena capire prima di usarla. Chiudere una schedina prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, che non è mai il prezzo migliore del momento: è il prezzo che incorpora il margine del bookmaker e la sua valutazione del rischio residuo. Non è un favore. È una seconda scommessa, con condizioni interne all’operatore.

Il pubblico di SNAI, in questa lista, è quello che legge un palinsesto come una lista di domande possibili. Chi cerca solo la vittoria secca ha dieci opzioni e questa non è la più economica da valutare; chi vuole costruire una multipla su mercati minori trova qui materiale che altri concessionari non offrono. Il resto — quote, margini, fluidità dei pagamenti — si controlla sul conto, non in una tabella.

AdmiralBet: la concessione scritta in chiaro nei termini

Qui c’è l’esempio più pulito di quello che questa pagina sostiene fin dall’inizio. AdmiralBet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano. Concessionaria, numero, sito: tre informazioni in una riga, tutte verificabili.

Sul conto, l’operatore offre due strade. La registrazione classica con il caricamento fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure l’identificazione con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Sono due percorsi con costi diversi in termini di tempo: il primo dipende da quanto è ordinata la fotografia del documento, il secondo dipende da quanto è aggiornata l’identità digitale del lettore. Nessuno dei due è una formalità aggirabile, perché il conto di gioco nasce identificato.

Poi c’è la parte che questa pagina ha potuto leggere direttamente nei termini. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La asimmetria è il punto: un limite che si abbassa è una decisione già presa e vale subito, un limite che si alza è una decisione che il sistema ti fa aspettare una settimana. È una regola intelligente, e nessun operatore la pubblicizza in vetrina.

Il verdetto su AdmiralBet è che qui il titolo non è un adesivo: compare dove deve comparire, cioè nel contratto con il giocatore. Quello che l’operatore scrive del proprio conto è la cosa più solida del blocco, e chi legge i termini prima di depositare trova esattamente quello che cerca.

StarCasinò: il marchio da casinò che ha aggiunto lo sport

StarCasinò ha la concessione n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che sta dietro Betsson. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La frase va letta tutta: lo sport arriva dopo le slot e il live, nell’ordine in cui l’operatore lo racconta.

Questo non è un problema di legalità, è un problema di identità. Chi arriva qui cercando un bookmaker puro trova un casinò con un’offerta sportiva funzionante, e chi arriva cercando un casinò trova quello che cerca. Il punto di attenzione è il conto unico: tutte le attività passano dal medesimo saldo e dal medesimo conto di gioco italiano, e questo significa che i limiti che il giocatore imposta valgono sull’insieme, non solo sulle scommesse. È un dettaglio che conta per chi entra in questa piattaforma con un budget settimanale stretto.

Il marchio condivide la società con l’operatore successivo di questa lista, ed è una coincidenza che vale la pena conoscere: due concessioni distinte, due siti distinti, un unico gruppo. Chi confronta le due offerte per scegliere la migliore sta negoziando con lo stesso proprietario, anche se le condizioni non sono le stesse.

Betsson: l’offerta sportiva più larga tra le dieci

Betsson opera con la concessione n. 16027, sempre di Azzurri Limited, e la sua app è quella che descrive l’offerta sportiva più ampia di questa lista: scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Migliaia di eventi e cinque famiglie di mercati sono una fotografia precisa: c’è quello che serve al giocatore di calcio domenicale e c’è la profondità che cerca chi scommette anche il martedì.

La larghezza del palinsesto ha un costo che non si vede nell’elenco dei mercati. Più eventi significa più occasioni di giocare, e più occasioni significa che un limite di spesa impostato con prudenza diventa il vero confine dell’esperienza. La stessa ampiezza che rende attraente il prodotto rende più importante la parte del conto su cui si impostano i tetti. È il genere di trade-off che l’operatore non mette in evidenza.

Il verdetto è che Betsson, tra le dieci, è la piattaforma che un giocatore attivo riconosce come bookmaker prima che come casinò. Chi cerca una copertura ampia e usa con disciplina i propri limiti trova l’offerta più ricca del gruppo. Chi invece entra per una singola partita la domenica non ha motivo di preferirla a un concessionario con un prodotto più semplice.

Lottomatica: streaming e dati in tempo reale dentro il conto

Lottomatica porta la concessione n. 16010, di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), e la sua app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È una combinazione che vale più di quanto sembri: il live senza immagini è un esercizio di fiducia nella propria connessione, il live con lo streaming è una decisione presa su quello che si vede.

C’è però una regola di sistema da tenere presente. Il palinsesto, cioè il programma di eventi e tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, è ciò su cui si può scommettere, e gli eventi vengono autorizzati uno per uno. Lo streaming non cambia questo: allarga la comprensione dell’evento, non l’insieme degli eventi su cui è ammesso giocare.

Il profilo di questo operatore è quello del concessionario che investe sulla partita in diretta, e il verdetto lo segue: chi scommette live con continuità trova qui il pezzo che manca altrove, cioè l’immagine. Chi scommette pre-match una volta a settimana paga in complessità un vantaggio che non userà.

Betfair: il modello exchange sotto la concessione italiana

Betfair detiene la concessione n. 16028 tramite Betfair Italia S.r.l. ed è la piattaforma di questa lista costruita su un modello diverso da tutte le altre. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Fino a qui sembra un bookmaker come gli altri. Il punto è sotto.

Il betting exchange è consentito in Italia come gioco separato: il giocatore può essere chi punta o chi banca, e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. È una struttura in cui l’operatore non assume il rischio, e questo cambia il senso delle quote che il lettore vede. Per il conto italiano sull’exchange valgono regole aggiuntive documentate dall’operatore, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Nessun’altra piattaforma di questa lista pone una questione del genere, perché nessun’altra fa quello che fa un exchange.

Il verdetto su Betfair si scrive da solo: è la scelta di chi vuole il meccanismo del punta e banca e accetta di imparare delle regole di piattaforma che gli altri non hanno, non di chi cerca la scommessa sportiva tradizionale con l’operatore dall’altra parte del tavolo. E vale la pena notare che quello che il giocatore vede qui non è un margine applicato allo stesso modo: è lo scambio tra due parti.

NetWin: l’offerta di benvenuto più esplicita del gruppo

NetWin è il concessionario n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., e la sua offerta di benvenuto è la più leggibile di questa lista, nel senso che dice esattamente cosa dà. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Un bonus reale significa denaro, non un gettone di gioco con condizioni di sblocco nascoste, e questo è un dato da tenere in mano quando si confrontano incentivi.

Il vincolo è il deposito minimo di 20 €. Per chi mette sul conto cifre piccole, la soglia non è irrilevante: sotto quella cifra l’offerta semplicemente non esiste, e il 100% del primo deposito diventa un’offerta per chi deposita almeno venti euro, non per chiunque apra un conto. È il classico incentivo che sposta il comportamento senza promettere nulla.

Il verdetto: NetWin, nella lista, è l’operatore la cui offerta di benvenuto un lettore attento può valutare senza aprire cinque pagine, perché la struttura è dichiarata. Resta il fatto che il valore di un bonus si misura nel momento in cui lo si gioca, non quando lo si accredita, e su questo ogni operatore ha termini propri.

bet365: il marchio internazionale con un titolo italiano autonomo

bet365 arriva in Italia con la concessione n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, e la società non è italiana: è la prova che la concessione per sito può convivere con una proprietà estera. L’offerta si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È un catalogo costruito per un pubblico internazionale, con l’ippica in evidenza, e la concessione lo ancora al mercato italiano.

La parte che riguarda questa pagina è però un’altra. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un operatore estero che indirizza gli italiani al numero verde nazionale sta dichiarando dove considera collocato il proprio giocatore.

Il verdetto è che bet365 porta in questa lista la copertura internazionale più riconoscibile, con l’onere che ne deriva: i suoi strumenti di tutela devono dimostrarsi all’altezza di un pubblico italiano abituato a un quadro nazionale. Chi cerca mercati che il bookmaker italiano medio non tratta trova qui l’opzione più larga; chi cerca un prodotto locale con un’interfaccia italianissima trova elsewhere una scelta più vicina, e in questa lista non manca.

Eurobet: il palinsesto che arriva dove le scommesse non arrivano

Eurobet opera con la concessione n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e la sua app è quella che sposta il confine di ciò che è scommettibile in questa lista. Il palinsesto va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Gli scacchi e le elezioni nella stessa app delle scommesse sul calcio sono una dichiarazione: qui il palinsesto è il prodotto.

C’è un dettaglio tecnico che vale la pena ricordare in questo punto, perché distingue un palinsesto largo da un palinsesto arbitrario. Gli eventi su cui si può scommettere sono quelli del palinsesto approvato dall’ADM, e le tipologie di scommessa su eventi simulati — i virtuali — hanno una definizione propria nel quadro normativo. La larghezza del catalogo Eurobet vive dentro questi confini, come quella di ogni concessionario.

Il verdetto: tra le dieci, Eurobet è l’operatore per chi considera la scommessa una domanda su qualunque cosa abbia un esito. Chi vuole solo il risultato della partita si perde in un catalogo enorme senza guadagnarci. Chi cerca il mercato che nessun altro quota, qui lo trova.

Le concessioni di questa lista sono legate al sito, e la società resta sullo sfondo

Chi arriva alla fine di questi dieci blocchi si porta a casa due nomi per ogni riga: il marchio e la società concessionaria. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, Snaitech Spa, Sisal Italia S.p.a., Admiral Bet S.r.l., Netwin Italia S.p.a., Betfair Italia S.r.l., Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Azzurri Limited, Hillside (New Media Malta) Plc. Vederli elencati aiuta a capire perché il numero di concessione non è un adesivo.

Dietro alcuni marchi che il pubblico legge come concorrenti c’è la stessa società. Dietro altri ci sono nomi che il lettore non ha mai visto in uno spot, e non li ha visti per una ragione semplice: in Italia la pubblicità diretta di giochi e scommesse con vincite in denaro è vietata, comprese le forme indirette, su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, le trasmissioni televisive, la stampa e internet. La visibilità di un marchio non misura la serietà di un operatore. In questo mercato misura piuttosto la sua capacità di stare dentro un messaggio consentito.

Il lettore che vuole sapere se un marchio è autorizzato ha uno strumento solo, ed è lo stesso per tutti: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM. Un confronto tra siti, per quanto accurato, non conferisce alcuna concessione.

Fondamenti: come si legge un titolo ADM e come si apre un conto di gioco

La verifica è la prima cosa, e non richiede competenze. In Italia il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto solo da chi ha una concessione dell’ADM; per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. Punto. Non c’è un secondo elenco, non c’è un registro privato, non c’è una certificazione di parte che sostituisca quella pagina.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

L’elenco, però, va usato bene, perché ha una forma che tradisce le aspettative. Le licenze italiane sono concessioni, assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: si diventa concessionari vincendo un bando, non aprendo una pratica. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Ecco perché la concessione si legge per sito e non per marchio, ed ecco perché una pagina di confronto non può conferire un titolo a nessuno.

Poi c’è la riga che nessuno legge e che risolve la questione più frequente. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, con il loro palinsesto.

Il passo successivo è il conto di gioco, e qui la legge non ammette scorciatoie. Il conto richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID, e Goldbet anche con CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi apre un conto in Italia, quindi, sceglie anche il modo in cui dimostra chi è, e i due modi hanno costi diversi in termini di tempo e di attrito. La registrazione con documento dipende dalla qualità della fotografia; l’identità digitale dipende dall’aggiornamento del proprio SPID. Nessuno dei due percorsi è una formalità aggirabile, e non deve esserlo.

Aperto il conto, resta da capire su cosa si può giocare. La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore, cioè la scommessa a monte comune. Il palinsesto — il programma di eventi, sportivi e non, e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM — è il perimetro dentro cui una scommessa può essere accettata, e gli eventi vengono autorizzati uno per uno. Le scommesse su eventi simulati, i virtuali, hanno una definizione propria e vivono dentro la concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione dedicata. L’ippica in Italia è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, e i giochi di ippica nazionale, che richiedono una concessione separata. Quello che non esiste è un tetto statale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore sceglie da sé e il limite di deposito impostato in registrazione.

Sul fronte dei pagamenti, il lettore incontra un canale che conviene conoscere. I punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — sono iscritti a un registro ADM e possono ricaricare il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Accanto a questo, le piattaforme di comparazione mostrano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria. L’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini, ed è lì che va letto. Sul fronte delle criptovalute presso i concessionari ADM il quadro è aperto, e non è nota una norma che indichi canali approvati.

Una nota a parte meritano le app. SNAI, Sisal Matchpoint, Lottomatica, Betsson, Betfair, Eurobet, StarCasinò, bet365: quasi tutte le piattaforme di questa lista vivono ormai su mobile, e non è un dettaglio di comodo. L’app è il luogo dove si piazzano le scommesse, dove si vedono le quote muoversi e dove si controlla il saldo, ed è anche il luogo dove un limite di spesa impostato in registrazione produce il suo effetto. Chi sceglie un operatore dovrebbe guardare prima l’app che la homepage.

Cosa dice la legge su cosa si può scommettere

La domanda «su cosa posso scommettere» ha una risposta più stretta di quanto il lettore immagini, e la risposta sta nel decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; lett. b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; lett. c) i giochi di ippica nazionale; lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; lett. f) il bingo.

L’elenco dice una cosa che il lettore spesso ignora: le scommesse sportive non sono l’unico gioco disponibile per un concessionario, e un concessionario può scegliere di fare altro o di fare più cose insieme. Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Non è un permesso permanente, è un titolo a termine, e questo ha una conseguenza pratica: le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata.

La definizione di palinsesto di cui sopra è la chiave operativa, e la sua conseguenza è che il catalogo di un operatore non è una scelta libera. È un programma approvato dall’ADM, e l’ADM autorizza gli eventi uno alla volta. Chi si chiede perché un mercato che esiste su un sito internazionale non esiste su un concessionario italiano ha qui la risposta: il catalogo vive dentro un perimetro approvato, e non tutto ciò che è scommettibile nel mondo è scommettibile in Italia.

Restano i punti aperti, ed è giusto nominarli come tali. Quali sport e tipi di scommessa stiano nel palinsesto di ciascun operatore è cosa che si vede sul sito. Se un marchio online offra i concorsi pronostici sportivi è un’informazione che non si ricava dall’elenco delle concessioni. Se il palinsesto di un concessionario includa gli esports è una domanda a cui il quadro non risponde, e chi ci tiene la verifica nel palinsesto dell’operatore. Le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono qui delineate, e le scommesse su eventi che coinvolgono minori sono oggetto di un provvedimento ADM che richiama il DM 111/2006 e il cui contenuto non è noto. Sono domande legittime con risposte che stanno fuori da questa pagina.

Normativa: la vigilanza ADM, l’elenco dei siti legali e il Decreto Dignità

Il quadro di vigilanza ha una forma che conviene descrivere con precisione, perché è ciò che distingue un mercato regolato da un mercato dove le regole esistono ma non si vedono. L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Due liste, non una: quella di chi può offrire, e quella di chi non può e viene bloccato. È la struttura prevista dall’art. 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41.

Sui domini inibiti il meccanismo è tecnico e vale la pena conoscerlo. ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, mantiene la lista dei siti il cui accesso viene inibito, e i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’Agenzia sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il termine che descrive il risultato è «oscurati».

Sul versante dei pagamenti esiste una norma che vale la pena seguire. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata. È una di quelle disposizioni che, quando diventa operativa, cambia l’esperienza del lettore più di qualunque avviso: un sito senza concessione che non riesce a incassare un deposito è un sito che smette di esistere nella pratica.

Poi c’è la parte che nessun operatore mette in vetrina. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, il cosiddetto Decreto Dignità, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. La distinzione tra le due cose è tutta lì: il marchio può dire «gioca responsabilmente», non può dire «vieni a giocare».

La cronaca recente di questa norma è più interessante della norma stessa. Secondo la stampa di settore, nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C‑421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C‑194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Nella legge di bilancio per il 2026 è stato proposto, ma non è legge, un emendamento di Forza Italia per rimuovere il divieto sull’advertising indiretto, come le sponsorizzazioni; l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

C’è infine una conseguenza del quadro pubblicitario che riguarda direttamente chi legge. Un operatore senza concessione non può pubblicizzarsi legalmente in Italia, e l’ADM ha ricordato che la pubblicità a siti di gioco illegale è reato. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede, come l’ADM stessa scrive, l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro giocatori non sono noti. Quello che è noto è che il divieto non riguarda soltanto chi vende: riguarda anche chi compra.

Tasse: chi paga l’imposta unica e cosa resta al giocatore

Sulle scommesse sportive a quota fissa l’imposta unica è pagata dall’operatore, e la misura dipende dal canale. Le aliquote sono del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolate sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano gli stessi valori. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel cosiddetto Decreto Sport per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è un punto che il quadro non chiarisce.

Per il giocatore la questione è più semplice di quanto sembri, ma va detta con la cautela che merita. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo avviene alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È un’affermazione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi va trattata come tale: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.

Il quadro cambia quando il sito non ha la concessione. Con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 l’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi», ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica significa nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

Vale la pena fermarsi un istante sulla geometria di tutto questo, perché spiega molto. Sul sito con concessione, l’imposta è un fatto interno al rapporto tra operatore e Stato, e il giocatore non la vede. Sul sito senza concessione, il prelievo diventa un problema del giocatore, in dichiarazione, con una qualificazione del reddito e nessun sostituto d’imposta. Non è una differenza di comodità: è la differenza tra un rapporto mediato e uno che il giocatore si gestisce da sé, con le sue mani e con il suo commercialista.

Prevenzione: limiti di deposito, autoesclusione e il registro RUA

La tutela del giocatore in Italia non è un insieme di buone intenzioni lasciate all’operatore. L’art. 15, comma 1, del decreto 41/2024 elenca gli strumenti che devono esistere: i limiti che il giocatore si dà da sé su tempo, spesa e perdita; i limiti sugli importi depositati in un arco di tempo definito, determinati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; i messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È un elenco secco, e ognuna di quelle voci è un obbligo con un destinatario.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Il primo contatto con questi strumenti è la registrazione, perché lì il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Admiralbet, che è il concessionario i cui termini questa pagina ha potuto leggere direttamente, chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La regola dei sette giorni è la parte da capire bene, e vale la pena ripeterla perché è l’unica difesa strutturale che un giocatore si costruisce da solo: alzare il proprio tetto richiede una settimana di attesa, abbassarlo no.

L’autoesclusione è il secondo strumento, e in Italia è il più efficace perché non dipende dalla disciplina individuale. Dal gioco a distanza ci si può escludere in forma trasversale, cioè verso tutti i concessionari, con il blocco dell’apertura di nuovi conti, oppure su un singolo concessionario, oppure su una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Chi sceglie la forma trasversale non sta cambiando operatore: sta uscendo dal sistema. La durata va fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure può essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Sono due strade con pesi diversi: una vacanza, e una decisione senza scadenza.

La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. È un doppio canale che ha un senso preciso: chi non vuole passare dall’operatore, che è la parte che ha interesse a trattenerlo, può passare direttamente dall’Agenzia. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e bet365 — un operatore estero — lo indica espressamente ai residenti in Italia.

Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, e la sua logica è la ragione per cui questo pezzo di quadro conta più di tutti gli altri: un blocco che valesse per un solo marchio sarebbe inutile, perché l’esclusione si aggira cambiando indirizzo web. Il prelievo del saldo residuo è l’unica operazione ammessa, ed è una scelta sensata: il giocatore che esce non deve essere punito perdendo i propri soldi.

C’è un lato pratico che riguarda anche i gestori. Una parte delle forme di esclusione è diventata operativa dal 1° febbraio 2026, e questo spiega perché le durate indicate nelle condizioni degli operatori convivono con il quadro ADM: i periodi e le forme sono quelli che i termini dei concessionari e la pagina dell’Agenzia riportano.

Il terzo pezzo è informativo, e riguarda il mercato più che il singolo. Ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una cifra che non risolve i problemi di nessuno e che dice però una cosa importante: il legislatore ha deciso che la comunicazione sul gioco responsabile sia pagata da chi organizza il gioco, non dalla collettività.

Dal limite scelto in registrazione al costo reale della giocata

Bisogna ora dare un numero a quello che le sezioni precedenti hanno descritto in parole, perché finché resta qualitativo il lettore non può decidere niente. L’esempio è dichiaratamente illustrativo e non è il prezzo di nessun mercato: un giocatore si dà un limite di deposito di 100 € a settimana e punta quella cifra una volta sola, su un mercato a due esiti con quota 1,90 e quota 1,90. È l’esempio più semplice che esista, e serve a mostrare cosa resta nelle tasche di chi organizza.

Su un mercato a due esiti a quota 1,90 per l’uno e 1,90 per l’altro, la quota di ritorno si calcola sommando gli inversi delle due quote — 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, che fa 1,0526 — e prendendone il reciproco: 0,95, cioè 95 %. Il margine dell’operatore è il resto, il 5 % di ogni unità puntata su quel mercato. Su una puntata di 100 €, il costo medio atteso è quindi di circa 5 €, con un intervallo che va da 4,50 € a 5,50 € se il margine reale si muove tra il 4,5 % e il 5,5 %. Il conto vale se si punta una sola volta la cifra del limite, e se il mercato è davvero quello a due esiti con quelle quote: quattro puntate da 25 € sullo stesso tipo di mercato portano allo stesso ordine di grandezza, mentre un mercato con margine più alto sposta il risultato verso l’alto.

Qui sta il punto che le offerte di benvenuto non dicono. Quel 5 % non è un costo che il giocatore vede in nessun momento, perché non compare mai come voce separata: è dentro la quota, e si paga in ogni caso, sulla singola vincente come sulla singola perdente. Un bonus di benvenuto che promette il 100% del primo deposito fino a 50 € si confronta con questo, non con lo zero. Se per sbloccarlo servono più giocate sullo stesso genere di mercato, ogni passaggio lascia all’operatore la sua fetta, e il valore netto dell’incentivo è quello che resta dopo. La stessa fetta la lasciano, identica, i dieci concessionari di questa lista: il margine non è un difetto di un marchio, è il modo in cui il prodotto è costruito. Cambia la sua misura da mercato a mercato, e cambia il modo in cui si legge la quota di un mercato a più esiti, dove la somma degli inversi sale e il ritorno scende.

Domande frequenti su AAMS e sulle scommesse in Italia

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Sul sito dell’ADM si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: è l’unica verifica ufficiale. Poi si legge il numero di concessione nei termini del conto di gioco dell’operatore, come fa Admiralbet con il n. 16048. Un nome in una comparazione non conferisce alcun titolo.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

La concessione è legata al singolo sito, non al marchio. Ogni riga dell’elenco dei concessionari autorizzati corrisponde a un sito italiano, ed è lì che il titolo vale. Un marchio internazionale può avere concessioni in altri Paesi e nessun titolo per quello italiano.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’autoesclusione può essere trasversale, su un singolo concessionario o su una categoria di gioco; dura fino a 270 giorni o è a tempo indeterminato, con revoca dopo almeno nove mesi. Blocca depositi, giocate e nuovi conti su tutte le piattaforme con concessione ADM.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile, e vale come tetto alle somme depositate nel periodo. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni dei concessionari fanno riferimento ai protocolli approvati dall’ADM, che tengono conto dell’età e del comportamento di gioco.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza ADM e non offre gli strumenti obbligatori di limitazione. È esposto al blocco DNS e finisce nella lista dei siti inibiti; l’ADM ricorda che anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo avviene alla fonte: è la posizione riportata dalla stampa di settore, e conviene consultare un commercialista. Su un sito estero, l’Agenzia delle Entrate le tratta come redditi diversi da dichiarare.

Creato dalla redazione di «Cestisticaamericana».

Siti di scommesse affidabili: come si riconosce la concessione ADM
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