Scommesse con deposito 2026: il minimo è 1 €, il vincolo è il rigioco

Updated Novembre 2026
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Sul deposito quasi nessun operatore fa storie. Il conto gioco di un concessionario italiano si apre con una cifra modesta, e chi cerca un deposito minimo da 1 € o da 2 € trova presto di che accontentarsi. Il punto è un altro, e sta un passo più in là: tra il momento in cui i soldi entrano e il momento in cui escono c’è la parte che nessuna vetrina mette in vetrina: requisiti di puntata, quote minime, tempi di lavorazione, limiti che il legislatore impone al concessionario venditore. La cifra che versi è la parte facile. Il costo vero comincia dopo.

Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
William Hill indica per i depositi con carte di credito e debito un minimo di 10 € e un massimo di 99.000 €, per gli e-wallet un minimo di 10 € e per il bonifico bancario un minimo di 30 € e un massimo di 100.000 €.

Nota di trasparenza sul metodo di questa pagina: le condizioni riportate sono quelle pubblicate dai singoli operatori e quelle delle fonti istituzionali citate, come risultano alla data indicata qui sotto. Non sono dati in tempo reale, e le condizioni di un operatore possono cambiare anche senza preavviso. Chi legge le usa come punto di partenza, non come ultima parola.

Condizioni rilevate e verificate al 3 Novembre 2026 sui termi­ni e condizioni degli operatori e sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

## Concessione ADM (ex AAMS): chi può accettare un deposito in Italia

C’è un malinteso che circola da anni e che vale la pena smontare subito. L’Italia non ha un mercato di licenze aperte: il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, parla di concessioni assegnate per gara pubblica, non di autorizzazioni rilasciate a chi presenta un modulo. La differenza non è burocrazia: è la ragione per cui l’elenco dei soggetti legali è corto e verificabile, e quello dei siti che accettano scommesse italiane no.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per ottenere il bonus cash del Benvenuto Sport di William Hill serve un deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni dalla registrazione.

L’organo di vigilanza è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS, e che nelle comunicazioni ufficiali si trova scritto «ADM (ex AAMS)». Sul sito dell’Agenzia vive l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza»: una tabella con un codice per riga, letta al 25 ottobre 2026, che conta 52 righe e codici da 16000 a 16051. Ogni riga è legata a un sito .it. Il numero di concessione, però, identifica il sito e non l’azienda: Eurobet Italia S.r.l. compare su Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e una sola società può quindi reggere più insegne.

Che cosa può offrire un concessionario lo stabilisce l’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — simulati compresi — e su corse dei cavalli; concorsi pronostici sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, di carte e di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. La durata della concessione, per i vincitori della gara, arriva a nove anni senza rinnovo (art. 6, comma 3), e la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro a titolo, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.

L’elenco, però, non è un catalogo di prodotti. Non ha una colonna per i giochi offerti: un nome presente in tabella non dimostra da solo che quel sito prenda scommesse sportive, e un posto in una pagina di confronto non è una concessione. Chi vuole sapere se un marchio tratta sport deve guardare il palinsesto dell’operatore, non il codice ADM.

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di gioco preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può scommettere solo su eventi che stanno dentro lì. Che cosa contenga il palinsesto sportivo di un singolo marchio non è oggetto di pubblicazione; si vede entrando nel sito. Nota di contorno interessante: nel settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 indicato come primo partner dalla stampa di settore.

Il conto di gioco, il codice fiscale e i trenta giorni

C’è un passaggio amministrativo che vale più di qualunque minimo di deposito, e nei confronti tra operatori passa quasi sempre sotto silenzio.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Il bonus Sport-50 di NetWin richiede un deposito minimo di 20 €, con il codice promo SPORT-50 inserito al primo deposito, e vale il 100% del versamento fino a 50 €.

Un «conto di gioco» richiede identificazione piena del titolare. Chi si registra con il modulo classico deve caricare copia di un documento; chi passa da SPID salta il passaggio, e i siti che dichiarano le procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione tradizionale lo scrivono nelle proprie pagine di assistenza all’apertura conto. C’è anche una scadenza: senza SPID l’account va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. È la regola scritta nelle pagine degli operatori, non un’opinione.

Per chi ha identità digitale attiva è una formalità da un minuto. Per chi non ce l’ha, il conto può diventare un armadillo: si paga l’unico conto non ancora convalidato del proprio panorama digitale, e ci si ricorda sempre troppo tardi.

Sul fronte più importante: l’accesso al gioco è riservato ai maggiori di 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione impongono di escluderli dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

## Profilo del giocatore e limiti ADM: dove finisce il deposito libero

Chi apre un conto solo per versare piccole cifre può pensare che i limiti siano roba da grandi giocatori. È esattamente il contrario: sono la parte del sistema che tutela chi gioca meno soldi. E sono limiti scritti nella legge.

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti obbligatori: autolimitazioni sul tempo, sulla spesa e sulla perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno.

La parte che riguarda il deposito in senso stretto è la seconda. Non è una cifra uguale per tutti. Il numero preciso che l’ADM indica nei bandi di gara non è pubblico, e non è ricostruibile da qui: quello che si vede nell’esperienza quotidiana è la soglia che il giocatore sceglie in registrazione — settimanale o mensile — e le tempistiche confermate dagli operatori, cioè limiti abbassati che hanno effetto immediato e limiti alzati che aspettano sette giorni.

Sette giorni sono più lunghi di quanto un giocatore medio creda. Chi alza il tetto di lunedì per giocare la partita di mercoledì scopre che il vecchio limite, quello che voleva superare, resta in vigore esattamente per la partita che voleva giocare. Non è una svista del sistema. È l’attrito progettato: il meccanismo esiste per rallentare una decisione presa a caldo, e la stessa cosa vale per la registrazione, dove il modulo chiede di impostare in anticipo un tetto di ricarica, uno di spesa e uno di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. Prima di depositare, insomma, si decide quanto si potrà depositare.

Autoesclusione, RUA e il vincolo che resta in piedi

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, è il pezzo che fa la differenza tra una promessa e un blocco. L’iscrizione blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche, e resta in vigore per la durata che il giocatore ha scelto.

Sulle tempistiche attenzione a una data. Prima del 1° febbraio 2026 l’autoesclusione si poteva impostare per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o resta indeterminata, con revoca possibile dopo nove mesi. È una finestra molto più ampia di prima, e cambia la vita a chi pensava di rimediare con una pausa breve. A sette giorni si è fuori in fretta; a 270 giorni, o senza scadenza per nove mesi, la pausa non è una pausa.

C’è poi il punto che nessun confronto fra siti scrive mai abbastanza forte: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su una piattaforma senza concessione non è protetto da nulla, e il registro non lo sa nemmeno. Una misura che funziona solo dove esiste un’autorizzazione è, per il resto del web, carta straccia.

Sul piano dell’informazione c’è infine un obbligo che appartiene al concessionario: l’art. 15, comma 2 destina ogni anno lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 €, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa.

Per chi cerca un numero da chiamare, il Telefono Verde Nazionale per il gioco d’azzardo è l’800 55 88 22; alcuni operatori lo indicano espressamente ai residenti in Italia fra i propri strumenti di gioco responsabile.

## Bonus e free bet: quanto deposito serve e quanto rigioco costa

La parte più pubblicizzata della faccenda è anche quella dove i conti tornano meno, e vale la pena farla con ordine.

Il termine tecnico è «bonus di benvenuto», ed è linguaggio degli operatori, non del legislatore. Il punto che sfugge: il divieto pubblicitario del Decreto Dignità riguarda la promozione, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto statale all’importo del bonus né ai requisiti di puntata; importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ogni singolo operatore. Chi cerca «bonus 100 sul primo deposito» o «bonus con deposito» troverà quindi decine di offerte diverse, e nessuno può copiarne le condizioni da una all’altra.

Vediamo i casi concreti, con i numeri che gli operatori pubblicano.

Il bonus cash del Benvenuto Sport di William Hill richiede un deposito minimo di 20 €, con carta o PayPal, entro 7 giorni dalla registrazione. Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è del 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il Sport-50 di NetWin è un bonus reale del 100% del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promozionale SPORT-50 inserito al primo versamento. Tre offerte, tre meccaniche diverse, tre depositi minimi.

La domanda che vale la pena farsi non è «qual è la più grande», ma «quanto resta in tasca al netto delle condizioni». Il bonus del 100% di un operatore che accetta fino a 5.000 € è tecnicamente enorme e praticamente irrilevante per chi versa 20 €: sopra la propria prima ricarica il tetto pubblicizzato non dice niente. Il tetto che conta è il proprio, non quello della vetrina.

Sul fronte contrattuale va detto anche l’altro lato. Non esiste un tetto di reddito, di patrimonio o di condotta che renda un giocatore «non ammissibile»: le condizioni di ammissibilità sono quelle scritte dall’operatore nel proprio regolamento promozionale — conto verificato, nuovo giocatore, deposito entro una finestra temporale, taglio minimo. Sono tutte condizioni che si leggono in tre minuti e che nessuno legge in tre minuti.

codici promo e schedine: le due cose che nessuno controlla

Il codice promozionale è la parte più citata e meno utile. Chi lo dimentica al primo deposito di solito non recupera nulla, perché l’errore si scopre quando il versamento è già partito e il conto non è più nuovo. La finestra per inserirlo è una sola.

Sul piano delle schedine, il quadro delle puntate minime è più uniforme di quanto si pensi. Il regolamento delle scommesse a quota fissa fissa la posta unitaria di gioco in cinque centesimi di euro e stabilisce che l’importo minimo per ogni ricevuta non può essere inferiore a un euro. Nella pratica i minimi di schedina ricalcano questa soglia: su William Hill il minimo di una singola o multipla è di 1 €, un sistema parte da 2 € e l’importo unitario per colonna è di 0,05 €. Cifre che contano poco in sé, ma che spiegano perché un deposito da 1 o 2 € non è quasi mai troppo basso per giocare.

## Deposito e prelievo in pratica: metodi, ricariche, minimi

Il versamento è il lato banale, e la banca dati è corta: nessuno statuto elenca i metodi approvati, e quali strumenti accetti un operatore — con quali minimi e quali tetti — si legge solo nei suoi termini. Il massimo che si può fare, onestamente, è confrontare i listini pubblicati.

Il quadro che emerge è questo: carte di credito e debito, PostePay e altre prepagate, e-wallet come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti ai punti vendita convenzionati. Ogni operatore ha la sua lista. Admiralbet dichiara ricariche online con carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente. Su bet365 la carta di debito, PayPal e Apple Pay sono tra i metodi indicati, e il conto si gestisce da sito o da app. William Hill indica per carte di credito e debito un minimo di 10 € e un massimo di 99.000 €, per gli e-wallet un minimo di 10 €, per il bonifico bancario un minimo di 30 € e un massimo di 100.000 €. BetFlag vende la propria Ricarica in tagli da 10, 25, 50 e 100 €, mentre per gli altri metodi non indica un importo minimo nella pagina dei versamenti.

Il tema che ricorre in tutti i listini è uno solo: lo strumento deve essere intestato al titolare del conto. Non è una formalità. È la ragione per cui una carta prestata da un familiare viene rifiutata al primo controllo, e per cui il prelievo torna indietro se il nome sull’IBAN non corrisponde.

Poi c’è il canale che molti non considerano. I «punti vendita ricariche» — tabacchi e ricevitorie — sono previsti dall’art. 13, D.Lgs. 41/2024. L’ADM tiene un registro dedicato, e il negozio ricarica il conto online su richiesta del titolare, previa identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Il punto vendita non paga vincite e non sborsa saldo. La registrazione al registro costa 100 € all’anno.

Quanto ci mette il prelievo

Qui conviene ragionare sui minimi, perché sono loro a trattenere il saldo.

William Hill indica un prelievo minimo di 5 € con carte, Skrill, PayPal e Neteller, e di 30 € con bonifico bancario. Se il saldo è inferiore al minimo del metodo scelto, si preleva per intero, il che apparentemente risolve il problema e in realtà complica la vita a chi vuole tenere qualche euro in conto. Le condizioni che regolano la velocità dei prelievi sono quelle che l’operatore scrive nei propri termini; è lì che si legge quanto tempo richiede la lavorazione di ogni metodo, e va verificato caso per caso perché non esiste uno standard di mercato.

Il conto di gioco si gestisce ormai dall’app per molti operatori: si aprono depositi e prelievi da telefono, si consultano i movimenti, si controlla lo stato di lavorazione. C’è poi il canale fisico, che resta il più sottovalutato: a chi passa dall’app di un operatore con rete di negozi conviene ricordare che alcune operazioni si possono fare allo sportello o al punto vendita, con accredito immediato e nessuna attesa di lavorazione.

Un’ultima cosa sui costi. Il decreto prevede all’art. 22, comma 1 un regolamento, da concordare con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La data di entrata in vigore non è confermata, e il punto non è tecnico: nel giorno in cui entrerà, una parte dei canali che oggi funzionano su siti senza concessione si chiuderà da sola.

## I dieci siti a confronto: criteri e panorami di deposito

Dieci siti, dieci listini, nessuna classifica di merito: la concessione dice che un operatore può stare sul mercato italiano, non che sia il migliore. L’ordine che segue è quello della nostra selezione, e va letta come tale. Quello che si può confrontare è il dichiarato: chi ha la concessione, con quale numero e con quale società, e cosa dicono i termini dell’operatore sul suo conto.

Il panorama dei numeri di concessione copre codici da 16007 a 16048 in questo elenco, e due marchi appartengono alla stessa società: Goldbet e Lottomatica fanno capo entrambi a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). Non è un dettaglio da commercialisti: due insegne dello stesso gruppo tendono ad avere la stessa infrastruttura di pagamento, e chi cerca un’alternativa reale al primo operatore potrebbe ritrovare il secondo. NetWin, AdmiralBet e un terzo marchio su cui torneremo sono quelli con condizioni di deposito e di limite documentate; sugli altri il quadro si ferma alle funzioni dichiarate per l’app e alle pagine di assistenza. Vale la pena guardare caso per caso.

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul deposito
NetWin ADM 16035, Netwin Italia S.p.a. Sul conto Sport-50: deposito minimo 20 € e codice promozionale al primo versamento
Planetwin365 ADM 16007, Pwo S.p.a. Nessuna condizione di deposito pubblicata: la scheda dell’app elenca campionati di calcio e oltre 20 sport con risultati in diretta
Eurobet ADM 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Nessuna condizione di deposito pubblicata: l’app consente depositi e prelievi da iPhone o iPad
Goldbet ADM 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Nessuna condizione di deposito pubblicata: il conto si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi
Betsson ADM 16027, Azzurri Limited Nessuna condizione di deposito pubblicata: sono indicati limiti di deposito impostabili e assistenza 24 ore su 24 tutti i giorni
SNAI ADM 16032, Snaitech Spa Nessuna condizione di deposito pubblicata: l’app consente la ricarica con più modalità e assistenza 7 giorni su 7
bet365 ADM 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Nessuna condizione di deposito pubblicata: tra i metodi indicati figurano carta di debito, PayPal e Apple Pay
AdmiralBet ADM 16048, Admiral Bet S.r.l. Ricariche con strumenti intestati al cliente, senza costi aggiuntivi; minimo e massimo di ogni giocata sono nei regolamenti
Sisal ADM 16020, Sisal Italia S.p.a. Nessuna condizione di deposito pubblicata: si ricarica e si preleva nel punto vendita e le schedine si scansionano dall’app
Lottomatica ADM 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Nessuna condizione di deposito pubblicata: il conto accetta tra i metodi PostePay e PayPal oltre ad altri

Una nota per chi legge la tabella guardando solo la colonna di mezzo. Un bonifico con minimo di 30 € e un e-wallet con minimo di 10 € non sono due cartellini diversi per lo stesso servizio: sono due canali con costi e tempi diversi, ed è il momento in cui si salta dal metodo piccolo a quello grande che il lettore scopre che il conto non è un unico saldo indistinto, ma un saldo con vincoli diversi a seconda di come ci esce.

Chi vuole la versione breve: il minimo di deposito non è una barriera all’ingresso in Italia, è un dato di fatto quasi irrilevante. Il vincolo che pesa è a valle: quanti giorni prima di poter prelevare, quante giocate prima di poter toccare il bonus, quanti euro di schedina minima prima di poter usare il saldo. Il resto sono dettagli tecnici.

## Concessione ADM: segnali per riconoscere chi ha i requisiti

C’è un modo per non fidarsi delle apparenze.

L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti ADM e Guardia di Finanza. Chi si collega a un dominio inibito viene reindirizzato a una pagina di avviso dell’Agenzia.

La verifica corretta è banale, e molti la sbagliano. Non basta trovare il nome di un marchio su una pagina di confronto, perché un posto in una lista non è una concessione, e non basta la presenza su un’app store, perché la presenza sugli store non è una verifica di concessione. Il titolo di legittimazione sta nell’elenco ufficiale, con il numero di concessione e la società concessionaria che l’operatore dichiara nei propri termini.

Sui tempi delle blocchi c’è però una nota di realismo. Un ordine del 2025 ha portato il totale dei domini inibiti a 11.481, secondo quanto riportato dalla stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno. Il blocco agisce a livello DNS e alcuni provider arrivano in ritardo; le copie speculari riappaiono nel giro di poche ore. Il termine tecnico è «oscurati», e la parola non promette una pulizia definitiva del web.

Sogni d’oro anche sul fronte sanzionatorio. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 all’art. 4, per come l’ADM stesso la riassume il 28 febbraio 2024, «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e le vicende giudiziarie concrete dei giocatori non sono noti qui.

La differenza tra un concessionario e un marchio senza concessione si può riassumere così: il primo porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un .com non autorizzato non porta niente di tutto questo, ed è esposto al blocco DNS.

Pubblicità, Decreto Dignità e il vincolo che sorprende

Sulla promozione il quadro è cambiato, e non è solo una nota di costume.

Il Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018 — è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso, all’art. 3 lett. l), promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e consente messaggi sociali o di gioco responsabile con il logo del concessionario (art. 3 lett. m e art. 15, comma 3). L’ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione espone i mezzi di comunicazione a provvedimenti dell’AGCOM.

Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica al bilancio 2026, di fonte parlamentare, per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come gli sponsor è stata avanzata ma non è legge, e l’esito non risulta; il divieto resta in vigore alla data di verifica. Al giocatore tutto questo arriva in modo obliquo: se le sponsorizzazioni tornassero lecite, la pressione promozionale crescerebbe, e i limiti che oggi proteggono il conto diventerebbero la parte più difficile da far rispettare.

## Imposte, vincite e la differenza tra un operatore con concessione e uno senza

Qui si tocca il portafoglio in modo diretto, e la parte che interessa di più è quella che nessuna promozione scrive.

L’operatore con concessione paga l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — con aliquota del 20,5 % se la raccolta è su rete fisica e del 24,5 % se è a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Il lato del giocatore è quello che conta per la tasca. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata da una pagina dell’Agenzia delle Entrate, e in materia fiscale vale la regola di sempre: consultare un commercialista.

Il confronto con l’estero è la parte che vale la pena leggere due volte. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR — anche per i siti registrati o ospitati all’estero — tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa come andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

C’è un secondo costo di un conto .com, meno visibile e più concreto. Un marchio che accetta giocatori italiani senza concessione non è collegato al RUA, non ha l’obbligo di far scegliere un limite di deposito in registrazione, non ha il canale di contatto obbligatorio previsto dall’art. 15 e, come l’ADM dichiara, espone il giocatore a una sanzione penale. L’offerta non autorizzata esiste e si vede nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. La zona è quella che descrive meglio l’aggettivo «non protetta».

## La legalità non è un bollo, è la struttura del deposito

C’è un equivoco da sciogliere, perché è quello che rende confuso il resto.

La legalità di un operatore non è un timbro che si aggiunge al servizio: è la struttura che decide come funziona il denaro dentro e fuori dal conto. Il codice di concessione determina se il conto entra o no nel RUA, se i limiti di deposito sono obbligatori o facoltativi, se esiste un foro italiano per una contestazione, se i pagamenti restano nei canali regolati. Un marchio senza concessione può essere tecnicamente veloce, avere un’interfaccia pulita, accettare un deposito minimo più basso; non ha nessuno di quegli ingranaggi.

Per questo la lettura dei listini va fatta al contrario di come la fa il mercato. Non si parte dal minimo di deposito — quello è la parte dichiarata da tutti e la meno interessante — si parte da chi controlla il conto. Un deposito da 1 € su un concessionario e un deposito da 1 € su un sito non autorizzato non sono lo stesso gesto, anche se la cifra è identica.

Da qui discendono le due cose che conviene controllare prima di versare, nell’ordine in cui si incontrano. Primo: numero di concessione e società concessionaria dichiarati nei termini dell’operatore, verificabili sull’elenco ADM. Secondo: il metodo di pagamento intestato al titolare, perché è la condizione che blocca il prelievo quando salta. Il resto — importo minimo, tagli della ricarica, massimale del metodo — viene dopo, e su questo i listini sono più generosi di quanto la pubblicità lasci intendere.

## ## I dieci operatori con concessione ADM

L’ordine che segue non è una graduatoria e non è una raccomandazione. Le condizioni sono quelle che gli operatori stessi pubblicano; le funzioni sono quelle che le schede delle app dichiarano. Le schede riportano il numero di concessione e il concessionario di ciascun marchio, così come compaiono nei termini dell’operatore.

NetWin: il bonus Sport-50 e i suoi tre vincoli tutti insieme

NetWin è una delle poche insegne di questa lista che mette per iscritto il meccanismo del proprio bonus di benvenuto sportivo invece di limitarsi a un titolo. La concessione è la numero 16035, in capo a Netwin Italia S.p.a.

L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promozionale SPORT-50 da inserire al primo versamento. Le condizioni sono tre in una riga, e la seconda è la più insidiosa: il tetto di 50 € rende il bonus poco sensibile alla cifra versata, perché chi mette 100 € prende comunque 50 €. Il minimo di 20 € è la soglia che conta davvero, e il vantaggio del deposito minimo basso che la pubblicità promette si esaurisce lì.

Il deposito minimo di 20 € non è una cifra arbitraria: è calibrata sul bonus. Sotto quella soglia l’offerta non esiste, e questo è il vero senso di quel numero. Per chi versa 20 € esatti il rapporto tra deposito e bonus è ottimale; per chi versa molto di più la percentuale effettiva crolla.

Da un bonus del genere ci si aspetta un requisito di rigioco pesante, perché è la struttura tipica degli incentivi con contropartita. Le condizioni che NetWin pubblica non offrono qui una cifra precisa: quello che si può dire è che il vincolo temporale dell’inserimento del codice al primo versamento è l’unico elemento di rigidità dichiarato con chiarezza.

Il giudizio: NetWin è l’operatore da leggere quando si ha già in mente l’importo del primo versamento, perché è il proprio deposito — non il massimo pubblicizzato — a decidere quanto valga davvero.

Planetwin365: un catalogo sportivo prima ancora di un listino

Planetwin365 mette il palinsesto al centro e non nasconde che la sua proposta è la copertura degli eventi. La concessione è la numero 16007, in capo a Pwo S.p.a.

La scheda dell’app elenca i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È una fotografia del palinsesto, non delle condizioni di pagamento, ed è quello che l’operatore stesso dichiara.

Per il deposito la scheda non fornisce cifre. Il tema della pagina è il costo del deposito, e qui il costo si legge solo entrando nei termini dell’operatore: metodi accettati, minimi, tempi di prelievo. Chi sceglie Planetwin365 per la profondità del palinsesto dovrebbe fare quel passaggio in più, perché il listino dei versamenti è la parte che le schede degli store non raccontano.

Il giudizio: la copertura non è un argomento sul deposito, ma è l’argomento su cui questo marchio si difende — chi gioca su tanti campionati diversi trova qui la scelta più ampia, e per quel pubblico il costo del versamento è una variabile trascurabile.

Eurobet: il conto gestito dal telefono

Eurobet gioca la carta della mobilità: il conto si amministra dall’app, non solo dal desktop. La concessione è la numero 16012, in capo a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, che risulta presente anche su Bwin e Gioco Digitale.

Dall’app si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. È una comodità concreta per chi gestisce il conto fuori casa, e vale un avvertimento: un deposito fatto in trenta secondi dal telefono è anche un deposito fatto senza pensarci troppo, ed è esattamente il motivo per cui i limiti scelti in registrazione contano più della comodità dell’interfaccia.

Sul piano delle condizioni di deposito la scheda non dà cifre, quindi il confronto con Eurobet si ferma ai metodi e ai tempi che l’operatore pubblica nel proprio regolamento. Il gruppo, però, è un dato rilevante: chi cerca un’alternativa reale a Eurobet con la stessa infrastruttura la trova sotto altre insegne, e non è un’alternativa.

Il giudizio: la gestione da app è il vero argomento — chi usa il conto prevalentemente da mobile trova qui il flusso più corto, e chi non lo usa così non guadagna nulla dalla scheda.

Goldbet: due marchi, un solo gruppo, lo stesso listino

Goldbet ha una posizione ambigua in una lista di dieci: appartiene allo stesso gruppo di Lottomatica. La concessione è la numero 16009, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), la stessa società che compare sulla riga di Lottomatica.

Il conto gioco si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet. Il ventaglio è quello standard del mercato: prepagate, wallet, carte.

Qui il confronto onesto non è tra Goldbet e il resto ma tra Goldbet e Lottomatica, e la risposta è che la scelta tra le due insegne non è una vera scelta: la società è la stessa, l’infrastruttura di pagamento è la stessa, e chi cerca due opzioni indipendenti le cerca altrove.

Il giudizio: la doppia insegna è il fatto più utile della scheda, e rende il confronto tra Goldbet e Lottomatica un confronto tra due vestiti della stessa persona.

Betsson: limiti impostabili e un’assistenza che risponde sempre

Betsson arriva su questa lista con una concessione intestata a una società con nome poco italiano. Il numero è 16027, in capo ad Azzurri Limited.

L’operatore indica ai giocatori la possibilità di impostare facilmente i propri limiti di deposito e un servizio clienti disponibile tutti i giorni, 24 ore su 24. Sono due cose concrete, e la seconda vale più di quanto sembri: un limite che si imposta ma non si spiega diventa un ostacolo, e un canale di assistenza permanente è il modo pratico di sciogliere i dubbi su come alzarlo o abbassarlo.

Sulle cifre del deposito la scheda è silenziosa. Il tema è quindi la combinazione tra limiti dichiarati e supporto continuativo, che è una delle poche cose di questa lista a riguardare direttamente il giocatore prudente.

Il giudizio: la presenza dei limiti impostabili è la caratteristica da guardare in questa scheda, perché riguarda la parte del conto che nessuna promozione pubblicizza.

SNAI: la rete fisica conta ancora

SNAI è uno dei marchi con la rete di agenzie più riconoscibile, e questo si riflette nel modo in cui racconta il conto. La concessione è la numero 16032, in capo a Snaitech Spa.

Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e l’operatore indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7. La rete fisica è il vero differenziale: per una parte dei giocatori il passaggio in agenzia non è un ripiego ma il modo normale di gestire il denaro, e questo cambia il calcolo dei tempi.

Sulle condizioni di deposito la scheda non fornisce importi, quindi il confronto va fatto sui metodi che l’operatore pubblica. Resta il fatto che un conto gestito in parte allo sportello riduce la dipendenza dai tempi di lavorazione dei canali online, ed è l’unico caso di questa lista in cui il problema dei tempi di prelievo si aggira in modo strutturale invece che con un metodo più veloce.

Il giudizio: la rete di agenzie è il motivo per cui SNAI resta utile a chi vuole gestire il conto di persona, e per quel pubblico i minimi online contano meno.

bet365: carta di debito, PayPal e Apple Pay

bet365 porta in lista un marchio internazionale con una concessione italiana. Il numero è 16030, in capo a Hillside (New Media Malta) Plc.

Tra i metodi di pagamento indicati figurano carta di debito, PayPal e Apple Pay, e il conto si usa dal sito o tramite l’app. La combinazione è interessante perché Apple Pay è un canale rapido e PayPal è il wallet più diffuso, mentre la carta di debito resta il metodo base per chi non vuole intermediari.

Mancano, per questo marchio, cifre pubblicate sui minimi di deposito. Il tema diventa quindi la copertura dei canali, che è buona ma non è un listino: chi ha bisogno di sapere a partire da quanto si versa deve leggere i termini dell’operatore.

Il giudizio: la scelta dei metodi è il punto forte della scheda, e vale per chi vuole pagare con un wallet o con il telefono senza passare dalla carta.

AdmiralBet: strumenti intestati al cliente e nessun costo aggiuntivo

AdmiralBet è la scheda più densa di questa lista sul fronte delle condizioni, perché è quella che documenta di più. La concessione è la numero 16048, in capo ad Admiral Bet S.r.l.

L’operatore indica per le ricariche online carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. Il ventaglio è il più ampio dell’elenco: carte, prepagate, wallet, voucher e bonifico, tutti sulla stessa pagina. E aggiunge una precisazione che vale più della lista: nei regolamenti dei giochi sono visibili gli importi minimi e massimi di ogni giocata e l’importo massimo di vincita consentito dalla normativa.

Il secondo elemento è la registrazione. In fase di apertura il conto chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e la regola è quella degli altri operatori: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La scelta dei limiti viene prima del primo deposito, il che è esattamente il contrario di come il giocatore medio immagina il processo.

Il terzo elemento è l’autoesclusione. Prima del 1° febbraio 2026 le durate previste erano 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una forbice del genere cambia la natura dello strumento: chi pensava di tornare in gioco dopo un mese adesso deve scegliere con più attenzione, perché la finestra lunga è davvero lunga.

Il giudizio: la trasparenza sulla lista dei metodi e sui massimi di giocata è quello che distingue questa scheda, ma il vero peso sta nella combinazione tra limiti scelti in registrazione e durate di autoesclusione, che è il pacchetto più vincolante dell’elenco.

Sisal: la schedina si gioca allo sportello

Sisal ribalta il punto di vista: il conto si gestisce tanto in agenzia quanto online. La concessione è la numero 16020, in capo a Sisal Italia S.p.a.

Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. È un modello ibrido: il deposito avviene dove c’è uno sportello, e il controllo dell’esito dove c’è il telefono. E sul bonus di benvenuto la scheda aggiunge un elemento utile: per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.

Il tema del costo dei tempi qui cambia, perché il prelievo in punto vendita non ha la lavorazione di un bonifico. Resta il fatto che l’operazione richiede un passaggio fisico, e il tempo che si risparmia sul sistema si paga in spostamento.

Il giudizio: il modello ibrido premia chi ha un punto vendita comodo e penalizza chi non ce l’ha — è l’unica scheda dell’elenco in cui il costo del prelievo si misura in passi, non in ore.

Lottomatica: PostePay e PayPal su un conto con accesso classico

Lottomatica chiude la lista con la stessa società di Goldbet alle spalle. La concessione è la numero 16010, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy).

Il conto accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. La scelta di canali è corta ma sensata: due strumenti diffusissimi, nessuna complicazione. Il tema è che i metodi comodi tendono a essere anche quelli con i limiti più stretti, ed è qui che la verifica dei termini dell’operatore diventa il passaggio decisivo.

Sui minimi di deposito la scheda non pubblica cifre. Il lettore che vuole sapere a partire da quanto si versa deve leggere le condizioni dell’operatore, dove stanno anche i tempi di lavorazione dei prelievi e gli eventuali massimali per operazione.

Il giudizio: è la scheda da considerare se i due metodi indicati sono quelli che si usano già di solito, perché la comodità non richiede apprendimento; chi vuole un ventaglio più ampio lo trova altrove.

Domande frequenti

Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?

Non esiste una lista legale dei metodi: ogni operatore pubblica la propria. Il quadro tipico comprende carte di credito e debito, PostePay e prepagate, e-wallet come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico bancario, voucher e ricariche in contanti ai punti vendita convenzionati. Lo strumento deve essere intestato al titolare del conto.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 rende obbligatori i limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore. In pratica si sceglie un limite settimanale o mensile in registrazione; abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede 7 giorni.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato dall’ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, e si confronta il numero dichiarato nei termini dell’operatore. Un posto su una pagina di confronto o su un app store non è una concessione.

Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?

Si gioca dai 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori tra i principi del settore. All’apertura si identificano titolare e documento — con SPID o CIE se l’operatore le accetta — e senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti si bloccano i prelievi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Per le giocate presso un concessionario ADM il prelievo è a carico dell’operatore, che versa l’imposta unica: 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite. Il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, secondo quanto riportato dalla stampa di settore: conviene consultare un commercialista.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota. Con 10 € a quota 1,85 il ritorno è di 18,50 €, e il profitto netto di 8,50 €. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un’unica quota: due esiti a 1,85 valgono 3,4225, e 10 € ne rendono 34,225 €.

Preparato dagli editori di «Cestisticaamericana».

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