Siti di scommesse esteri 2026: chi non ha la concessione non offre tutele
In Italia il confine tra un sito di scommesse estero e un concessionario non passa dalla nazionalità della società, passa da un numero. Chi ha una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza ce l’ha per un singolo sito .it, con un codice a cinque cifre che compare nei suoi termini; chi non ce l’ha sta fuori dall’elenco pubblico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e da lì in poi il conto è presto fatto.

Aprire un conto su un dominio .it senza concessione non è una scorciatoia. È un’operazione che l’ordinamento italiano considera già conclusa a sfavore di chi la fa, e che ADM descrive in questi termini: chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi. Non è una clausola di stile, è la lettura che l’autorità dà dell’articolo 4 della legge 401/1989.
Verificato il 3 Novembre 2026 sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sulle pagine ufficiali di inibizione dell’Agenzia.
- Dieci piattaforme con concessione a confronto: che cosa dice davvero la classifica
- Che cosa rende «estero» un sito di scommesse, e che cosa vuol dire in concreto
- Chi è dentro il perimetro: il numero di concessione, la società e il dominio
- Prima di aprire il conto: limiti di deposito, autoesclusione e RUA
- Quanto costa davvero un’offerta: il conto che nessun banner mostra
- Le dieci piattaforme, una per una: concessione, prodotto e limiti
- Domande frequenti sui siti di scommesse esteri e sui concessionari ADM
Dieci piattaforme con concessione a confronto: che cosa dice davvero la classifica
Una classifica di bookmaker in Italia ha senso solo se prima si stabilisce che cosa viene classificato. Qui non si giudica la simpatia di un marchio: ogni voce che si incontra in queste pagine ha un numero di concessione, un sito .it e una società che risponde di ciò che accade sul conto. Il resto è contorno.

E il contorno, in Italia, è grande. La società concessionaria raramente porta il nome del marchio: su alcuni domini che un giocatore identifica con un’unica insegna, la licenza fa capo a nomi del tutto diversi, ed è la riga di licenza a dirlo. Chi legge le prime pagine dei risultati di ricerca e crede di aver trovato la stessa azienda in dieci vesti diverse si sbaglia, ma non di molto: la concessione è per sito, non per società, ed è un dato di fatto che un solo concessionario possa gestirne più di uno.
Il primo criterio di valutazione di questa lista è quindi il più noioso del mondo: il numero. Il secondo è la trasparenza con cui il numero si fa trovare, perché un concessionario lo scrive nei propri termini e chi non lo scrive in modo chiaro obbliga il giocatore a cercarlo altrove. Il terzo è tutto ciò che l’operatore mette intorno al conto, dagli strumenti di autolimitazione all’app.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono i termini dell’operatore sul tema chiave |
|---|---|---|
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | App di scommesse sportive con quote e risultati in tempo reale, streaming per il live, mercati su Serie A, Serie B, Premier League, F1 e MotoGP |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Apertura conto con documento caricato in .pdf, .jpg o .png oppure con SPID di livello 2; limiti di ricarica, spesa e tempo scelti in registrazione |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus di 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; 5 € di bonus di verifica con la registrazione manuale |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta, dai campionati nazionali ed europei alle coppe continentali |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio agli scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League: calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis |
Il codice di concessione, riportato in tabella, va letto per quello che è: una chiave per verificare, non un sigillo di qualità. Le colonne raccontano due cose diverse e non sempre allineate. Sul primo fronte la lista di ADM è una fotografia del diritto, non del prodotto: i codici presenti vanno dal 16000 al 16051, ogni riga è legata a un dominio .it, e nessuna riga specifica quali giochi quel concessionario può raccogliere. Un concessionario può avere la scommessa sportiva, il poker, i giochi di abilità, il betting exchange e il bingo in qualunque combinazione. Il nome sull’elenco dimostra che l’operatore è autorizzato a raccogliere gioco a distanza in Italia, non che offra scommesse sportive: quel dettaglio lo mostrano il sito e l’app dell’operatore.
Sul secondo fronte si vede quanto la gamma sia disomogenea, e quanto poco il numero di concessione dica su ciò che al giocatore interessa. Alcune piattaforme di questa lista sono nate per il casinò e hanno aggiunto il bookmaker dopo; altre hanno un palinsesto enciclopedico che comprende la pallavolo, il ciclismo, il golf, gli scacchi e perfino i mercati sulle elezioni politiche. La profondità della copertura live varia molto, e la si misura in numeri dichiarati dalle app: si passa da chi pubblicizza oltre 1.000 eventi al giorno con più di 15.000 eventi live a chi preferisce non dire quanto copre e lascia parlare l’offerta commerciale. Nessuna di queste differenze è visibile nel codice di concessione, che è identico nella forma per tutti e dieci.
Chi cerca il «miglior sito scommesse estero» pensando che il criterio sia la nazionalità finisce nella parte sbagliata del problema. Tutti i dieci marchi di questa lista operano in Italia con una concessione italiana, anche quando la società controllante ha sede a Malta. La domanda utile non è dove ha sede la capogruppo, è se il dominio su cui stai per versare denaro compare o non compare nell’elenco dei concessionari.
Un’ultima nota sulla completezza, che è anche una nota sul metodo. Questa lista non esaurisce il mercato italiano: il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, e altre ne esistono e altre ne esisteranno. Un marchio che non compare in queste pagine non è per questo privo di licenza. E la verifica che conta resta una sola: l’elenco pubblicato dall’Agenzia, dove un concessionario può anche risultare titolare di più domini, come accade alla società che gestisce Eurobet.
Che cosa rende «estero» un sito di scommesse, e che cosa vuol dire in concreto
La parola «estero» fa un lavoro preciso nel linguaggio di chi cerca, e quasi mai è quello che sembra. Non indica il paese del server, né la nazionalità dei dipendenti, né la lingua dell’interfaccia. Un dominio .com con una licenza rilasciata in una giurisdizione lontana è un’offerta che, nella pratica italiana, vive di tre cose: un nome facile da ricordare, un bonus generoso e l’assenza di un numero di concessione.
Il fraintendimento più costoso riguarda la società. Le grandi piattaforme che operano regolarmente in Italia hanno spesso una capogruppo estera o maltese; nella lista dei concessionari compaiono nomi di società che non hanno nulla a che vedere con l’insegna pubblicizzata. Chi traduce «società estera» in «sito estero senza tutele» commette un errore di categoria, perché la nazionalità della capogruppo non decide nulla di ciò che accade sul conto di gioco. C’è un solo dominio che conta, ed è quello su cui si versa.
Il secondo fraintendimento riguarda il bonus. Un marchio che opera in Italia con regolarità non è trattenuto da vincoli di ricchezza: nessuna norma impone un tetto ai bonus di benvenuto, e nessuna ne impone uno ai requisiti di puntata. La differenza tra un operatore regolare e uno che non lo è sta altrove, e nel prossimo capitolo si vede meglio.
Il terzo fraintendimento riguarda la lingua. Un sito in italiano con prezzi in euro è una comodità di lettura sì, ma non è una prova di autorizzazione. Un’offerta senza concessione parla italiano molto bene, altrimenti non avrebbe pubblico.
Il quarto, il più tecnico e il più insidioso, riguarda la licenza straniera. Curaçao, Malta, Anjouan: sono giurisdizioni che rilasciano titoli di vario tipo, e nessuno di questi ha valore in Italia. Non c’è reciprocità, non c’è riconoscimento, non c’è conversione. La licenza straniera serve all’operatore per dire a se stesso che rispetta le regole di un paese; non serve a chi punta in Italia, che resta senza registro degli autoesclusi, senza supervisione dell’autorità italiana e senza foro italiano se qualcosa va storto.
Il betting exchange è un buon test per capire come ragiona la normativa italiana, perché somiglia a una cosa che l’Italia non ha mai permesso per caso. È ammesso, ma solo dentro una concessione specifica, e in quella formula il giocatore può essere sia puntatore sia banco: il concessionario si limita a mettere in contatto in modo anonimo due lati della stessa scommessa. La documentazione riportata per il principale operatore di questo tipo di mercato indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e una ricostruzione giornalistica del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcun prelievo, con il tributo in capo al concessionario. Quante piattaforme gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che va verificata caso per caso.
Per un lettore italiano c’è poi una stranezza tutta locale: lo stesso prodotto può essere offerto da un marchio dentro il perimetro e da un altro marchio fuori. La differenza non si vede dal listino. Si vede dalla pagina che appare al posto del sito, quando l’autorità interviene.
Chi è dentro il perimetro: il numero di concessione, la società e il dominio
normativa sulla pubblicità e sugli operatori: chi controlla chi
Il quadro normativo italiano del gioco a distanza poggia sul decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il titolo parla di riordino del settore dei giochi pubblici, e il punto centrale è che le licenze non sono concesse a chi le chiede: sono concessioni assegnate con gara pubblica. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi immagina un sistema dove basta essere una società straniera rispettabile per operare in Italia non ha letto la parte sulla gara.
L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Il comma 3 fissa la durata: al massimo nove anni, senza rinnovo. Le condizioni di gara comprendono una società di capitale con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando, e i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata.
Il palinsesto è la parola che spiega perché nessun operatore possa inventarsi un mercato. L’articolo 2, lettera s) lo definisce come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere raccolta solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo quanto riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto, in concreto, resta cosa da vedere caso per caso.
Per chi punta su un sito senza concessione, il capitolo si chiude con due numeri che valgono più di un ammonimento generico. Il primo riguarda gli intermediari: l’articolo 22 del decreto legislativo 41/2024 prevede, per i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM, una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Il secondo riguarda il giocatore, e non è un numero perché il numero non è noto: la legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero, e ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, precisa che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti.
Questa è la differenza strutturale che una tabella di quote non mostra mai. Un operatore con concessione è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, è sottoposto alla vigilanza di ADM, deve offrire gli strumenti di limitazione previsti dall’articolo 15 del decreto, e se nasce una lite c’è un foro italiano davanti a cui discuterla. Un dominio .com che accetta giocatori italiani non ha nessuna di queste quattro cose. Non è un giudizio morale: è l’elenco di ciò che manca quando il numero di concessione non c’è.
Sul fronte della comunicazione, il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore e vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, le trasmissioni televisive e radiofoniche, la stampa, le affissioni e internet. A darne applicazione è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove però la comunicazione che serve al gioco sicuro e responsabile e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio. Il quadro non è fermo: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025, il TAR Lazio con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Una proposta di modifica per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è stata discussa in sede di legge di bilancio ma non è legge.
Sul versante fiscale conviene essere precisi, perché qui si leggono le imprecisioni più diffuse. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: il 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica, il 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del cosiddetto Decreto Sport di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il giocatore, la conseguenza pratica è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive il meccanismo come una tassazione alla fonte, con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di sempre: consultare un commercialista. Il discorso cambia del tutto per le vincite maturate su siti esteri o privi di concessione: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
vigilanza e inibizione: che cosa succede a un dominio senza autorizzazione
ADM blocca dal 2007 i siti web privi delle autorizzazioni previste e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Il meccanismo è più interessante del principio, perché è lì che si capisce quanto poco serva, oggi, trovare un sito non autorizzato.
L’inibizione si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Chi fornisce connessioni internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Il risultato pratico ha un nome che in Italia si è imposto nell’uso comune: oscurati. L’autorità inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, nella quale si legge che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.
Un dettaglio tecnico che vale la pena conoscere, perché è il tipo di cosa che un giocatore scopre per caso. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. Significa che il blocco non è una parete unica: è un sistema in transizione, con due strade attive contemporaneamente, e con i ritardi dei singoli fornitori di connettività che fanno il resto.
Sul piano delle dimensioni, una ricostruzione giornalistica del 2025 riporta un’ordinanza del 24 settembre 2025 che avrebbe portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta. Il punto che nessun conteggio rende bene è però un altro: i mirror riappaiono nel giro di ore. Un blocco che si aggira in poche ore non è una protezione per il giocatore, è un lavoro di manutenzione per l’autorità. Il numero dei domini inibiti misura la tenacia di chi li apre, non la sicurezza di chi li usa.
Sul fronte di chi ospita e di chi incassa, la norma aggiunge un ulteriore tassello. L’articolo 22, comma 1 del decreto legislativo 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata. È il tipo di norma che, se applicata, cambia il problema: se il pagamento non passa, il sito non serve.
giurisdizione: la licenza straniera, il foro e la partita dei pagamenti
Una licenza rilasciata a Curaçao, a Malta o ad Anjouan non ha alcun valore in Italia. Non è una sfumatura, è un fatto binario: in Italia quella licenza non esiste. Chi punta su una piattaforma che si presenta con quel titolo si trova in una zona dove non c’è un’autorità italiana che vigila, non c’è un registro degli autoesclusi che copra quel conto, non c’è un foro italiano per una contestazione e non c’è l’obbligo di offrire gli strumenti di limitazione che la legge italiana impone ai concessionari.
Il capitolo dei pagamenti merita una precisazione, perché è il punto dove le aspettative dei giocatori e la realtà del mercato italiano si allontanano di più. Presso i concessionari ADM le ricariche passano anche dai punti vendita ricariche disciplinati dall’articolo 13 del decreto legislativo 41/2024: ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie) che accreditano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Questi punti non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Accanto a questo, le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria; l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non si conosce una norma che elenchi i canali approvati. Un lettore che cerca «bookmakers esteri con PayPal» sta cercando una combinazione che presso i concessionari esiste e presso i domini fuori perimetro dipende da regole scritte altrove.
Il foro italiano è un bene che non si vede finché non serve. Se un conto viene sospeso, se un prelievo non arriva, se una promozione viene applicata in modo diverso da come era stata letta, la differenza tra un concessionario e un dominio qualunque non è la cortesia dell’assistenza: è la possibilità di far valere una pretesa davanti a un giudice italiano e di avere un’autorità di vigilanza a cui scrivere. Fuori perimetro, quella possibilità si trasferisce dove sta la licenza, cioè molto lontano.
Prima di aprire il conto: limiti di deposito, autoesclusione e RUA
prevenzione e strumenti di autolimitazione: i limiti li sceglie il giocatore
Il limite di deposito in Italia non è un tetto unico deciso da qualcuno. È una decisione del giocatore, registrata al momento dell’apertura del conto: si sceglie un limite settimanale o mensile, e da quel momento è quello a valere per quel conto. La differenza tra un operatore e l’altro sta in quanto la scelta venga chiesta in modo esplicito e in quanto sia facile correggerla.

Sui dettagli operativi, una piattaforma di questa lista mostra come la cosa funzioni dal lato pratico: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e precisa che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. La simmetria non è casuale: abbassarsi un limite è una decisione che merita di essere eseguita subito, alzarselo è una decisione che merita di raffreddarsi una settimana.
Vale la pena leggere il calendario come si legge una condizione contrattuale. La pausa di sette giorni non è un ostacolo tecnico, è il tempo che serve perché una decisione presa in un momento di entusiasmo non diventi vincolante. È anche il motivo per cui non ha senso aspettare di trovarsi in difficoltà per scoprire come si cambia un limite: conviene provare la procedura quando non ce n’è bisogno, così si sa dove si clicca.
L’articolo 15, comma 1 del decreto legislativo 41/2024 elenca ciò che un concessionario deve mettere a disposizione: strumenti di autolimitazione del tempo, della spesa e della perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Quanto valga il limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara non è noto. Sui rischi, la logica è la stessa di ogni altra tutela scritta: esiste sulla carta e vale nella misura in cui il giocatore la usa.
Il livello minimo di protezione che un lettore può pretendere senza sapere nulla di normativa è un altro e riguarda l’età: il gioco è vietato ai minori di 18 anni, l’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto indica la tutela dei minori di età come principio, e le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco. Su un sito fuori perimetro, questa è una promessa di vetrina.
tutela sul conto: identificazione, RUA e limiti alla pubblicità
Un conto di gioco italiano nasce identificato. Le piattaforme di questa lista offrono strade diverse, e la differenza tra una e l’altra è tutta in quanto tempo richiedono. La registrazione classica prevede un documento caricato fronte e retro in formato .pdf, .jpg o .png; in alternativa c’è SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente, con un evidente risparmio di digitazione. Una piattaforma rimanda esplicitamente alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Chi non usa SPID deve tenere presente la regola generale che le pagine degli operatori riportano: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati.
L’autoesclusione è l’altra cosa che un giocatore scopre solo quando ne ha bisogno, e conviene conoscerla prima. I termini di una piattaforma di questa lista prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018 e blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale fisiche. L’articolo 15, comma 1, lettera e) del decreto richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore.
Qui si tocca con mano la differenza che separa i due mondi. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta: è un registro, non un pulsante aziendale. Un sito privo di concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla. Chi si è escluso da un operatore italiano per un problema reale e poi trova un dominio che accetta la sua iscrizione ha semplicemente lasciato la rete nel punto in cui la rete finiva.
Sul piano informativo, l’articolo 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. È la parte di normativa meno visibile e più concreta, perché è denaro che deve uscire comunque. Alle informazioni pratiche si aggiunge il canale nazionale: i residenti in Italia trovano indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, e alcune piattaforme lo riportano direttamente tra i propri strumenti di gioco responsabile, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento e avvisi sull’attività di gioco.
Un’ultima nota di onestà intellettuale, perché è il tipo di confine che si confonde facilmente. Tutto ciò che si legge in questa parte del testo descrive gli operatori con concessione ADM. Presso un marchio che opera fuori da quel perimetro, il RUA non si applica, i limiti scelti in registrazione non sono previsti dalla legge italiana e il foro competente non è italiano. Non è un’opinione sul merito: è la geografia di un sistema.
Quanto costa davvero un’offerta: il conto che nessun banner mostra
Il calcolo del costo atteso: 100 € di giocate su un mercato a due esiti
Il modo più onesto di raccontare che cosa costa un’offerta è fare il conto su un caso piccolo e concreto, senza scomodare né bonus né requisiti. Prendiamo un giocatore con un budget settimanale modesto, che sceglie in registrazione un limite di deposito tale da giocare 100 € in una settimana, e li punta una volta sola su un mercato a due esiti offerto a quota 1,90 e 1,90. Non è una quota letta su un listino reale: è un esempio, scelto proprio perché è tondo e perché il margine che nasconde è visibile senza sforzo.
Su un mercato a due esiti, la quota che il bookmaker offre su ciascun lato dice quanto paga; la somma del reciproco delle due quote dice quanto del totale viene restituito. Con 1,90 e 1,90 il conto è presto fatto: la quota di ritorno del mercato è 1 diviso la somma di 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, che dà circa il 95 %. Il margine è la parte restante, cioè indicativamente il 5 %. Tradotto in denaro su un volume di 100 € giocati una volta sola, quel margine vale in media circa 5 €: una stima statistica, valida come media su molte giocate nelle stesse condizioni, non come risultato garantito di questa singola puntata.
Il valore che interessa al lettore è la banda, non il punto. Con un mercato al 4 % di margine il costo medio su 100 € giocati si aggira sui 4 €; con un mercato al 6 % si sale verso i 6 €. Nella settimana descritta, quindi, il costo atteso dell’attività sta grosso modo tra 4 e 6 €, a seconda del margine effettivo del mercato scelto. Non è una cifra drammatica: è il prezzo dell’accesso. Diventa drammatica quando lo stesso ragionamento si applica a volumi più alti, perché il costo atteso non conosce sconti e non si ferma dopo la prima settimana.
Dove il margine morde davvero è nella parte di mercato dove nessuno guarda: le combinazioni. Quando più esiti si moltiplicano in un’unica giocata, il margine di ogni singola selezione entra nella quote finale, e il risultato è che il costo atteso cresce con il numero delle gambe. Una singola su un mercato principale è la giocata più economica disponibile; una multipla costruita per alzare la quota è la più costosa, e lo è in proporzione al numero di pezzi che la compongono. Per un giocatore con un limite di deposito modesto questa è la differenza più concreta che esista, molto più della scelta tra un marchio e l’altro.
C’è poi la faccia dell’offerta commerciale, che va letta con lo stesso metro. Un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato e con deposito minimo di 20 €, è denaro che entra nel conto una volta sola; il suo effetto sul costo atteso dell’attività dipende da quanto quel deposito venga poi giocato e su quali mercati. I bonus senza requisiti di puntata in Italia non esistono, ma il punto non è questo: il punto è che il margine si applica a ogni giro compiuto con quel denaro, anche a quelli fatti con i soldi del bonus. Un’offerta non cambia il costo del mercato, cambia solo chi lo paga.
Le dieci piattaforme, una per una: concessione, prodotto e limiti
Lottomatica (Lottomatica.it): la copertura live più raccontata, la concessione n. 16010
Lottomatica opera con la concessione n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sul proprio sito .it. Il punto di forza dichiarato sta nell’app per le scommesse sportive, che copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La combinazione tra risultati in tempo reale e diretta streaming è ciò che sposta questa piattaforma dal lato di chi gioca mentre l’evento accade. Per chi punta pre-match, il pacchetto è utile ma non decisivo: nessuno guarda una partita per piazzare una singola sull’1X2 già decisa il giorno prima. Il vero pubblico di questa offerta è chi costruisce la giocata nei minuti in cui la partita vive, e lì la trasmissione vale più di qualunque quota promozionale.
Fuori da questa zona, la piattaforma resta un bookmaker generalista con una gamba forte. Chi cerca mercati di nicchia, tipi di giocata particolari o sport marginali non trova qui l’argomento principale, e chi vuole leggere prima il regolamento delle promozioni deve cercare nei termini come su qualunque altro sito. La società che risponde del conto non è quella che il nome suggerisce, e questo non cambia nulla per il giocatore.
Il verdetto sta nel mezzo: una macchina costruita attorno alla diretta, che rende bene a chi scommette a evento in corso e lascia indifferenti gli altri. Chi non guarda mai lo streaming non sta perdendo nulla di sostanziale.
AdmiralBet (Admiralbet.it): la piattaforma che pretende l’autolimitazione in registrazione, n. 16048
AdmiralBet è il marchio di Admiral Bet S.r.l., concessione n. 16048, sul sito .it. È l’esempio più chiaro di questa lista di un operatore che tratta la protezione del giocatore come parte del prodotto e non come una pagina nascosta.
Il conto si apre in tre modi: registrazione classica con caricamento di fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png; oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. La differenza tra le due strade non è solo di comodità: importare i dati significa non poter sbagliare una digitazione in fase di apertura, e significa un conto validato in pochi minuti invece che in attesa dell’esito della verifica.
La parte che merita più attenzione è ciò che l’operatore chiede nel momento in cui apri. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e chiarisce che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Non è un dettaglio di usabilità. È la prima volta, per molti giocatori, che il conto si apre con una decisione scritta su quanto si intende spendere, presa in un momento in cui si è lucidi.
Sul gioco responsabile l’operatore va oltre il minimo: i suoi termini prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il periodo intermedio di 60 giorni non è una durata casuale: è abbastanza lungo per rompere un’abitudine e abbastanza corto per non trasformare una precauzione in un abbandono definitivo.
Il verdetto riguarda la sequenza, non il catalogo. Su questa piattaforma il limite arriva prima della prima puntata, e questo la distingue da chi lascia la scelta per dopo, quando il giocatore ha già imparato a saltarla. Chi non sopporta di vedersi chiedere un numero in fase di registrazione troverà la procedura più lenta di altre; chi non ha mai pensato a quanto spende in un mese ci troverà l’unica lezione utile della giornata.
William Hill: due strade di verifica e due bonus diversi, n. 16044
William Hill opera con concessione n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul sito .it. La sua particolarità in questa lista è che la strada scelta per identificarsi cambia l’offerta che si riceve.
Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è invece previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due strade, due tempi, due importi. Non è una scala di valore progressiva: è un incentivo a scegliere il canale di identificazione che costa meno all’operatore, e nessuno lo nasconde particolarmente bene.
Sul piano pratico, il dato da tenere a mente è il termine delle 96 ore, che vale nella seconda strada. Chi carica il documento quattro giorni dopo aver aperto il conto scopre che l’importo non arriva, e scoprirlo a cose fatte dà fastidio più per il principio che per i 5 €. Chi ha SPID elimina il problema alla radice: accredito immediato, nessuna scadenza da rispettare, nessun documento da fotografare.
Il verdetto è una questione di ordine di grandezza, non di convenienza. Dieci euro accreditati subito sono un importo simbolico, utile a chi vuole fare la prima giocata senza versare, irrilevante per chi deposita qualche centinaio di euro. La vera informazione contenuta in questa offerta non è il bonus: è che l’operatore considera la registrazione con SPID la strada preferita, e a ragione.
StarCasinò (Starcasino.it): quando il bookmaker è l’ospite e non il padrone di casa, n. 16026
StarCasinò, concessione n. 16026 intestata ad Azzurri Limited, è il caso più evidente di piattaforma nata per altro. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La struttura dell’offerta dice come è stata costruita: la sezione sportiva sta accanto a slot e Live Casinò, e non è il cuore del prodotto. Questo non significa che le scommesse siano un ripiego; significa che chi arriva qui cercando profondità di palinsesto su sport minori, tipi di giocata particolari o copertura live spinta deve verificare caso per caso quello che trova, perché l’operatore non ha costruito la propria reputazione su quel terreno.
Per il giocatore che cerca un unico conto per tenere insieme una giocata sul calcio e qualche sessione di gioco, la compresenza è un vantaggio reale: un solo conto, un solo prelievo, un solo identificativo. Per chi considera la scommessa sportiva il centro di tutto, la scelta ha poco senso, perché la parte sportiva è trattata come una stanza della casa e non come la casa.
Il verdetto riguarda la direzione del prodotto. Questa è una piattaforma dove la scommessa sportiva deve adattarsi agli altri giochi, non il contrario; chi cerca un bookmaker specializzato troverà altrove un’offerta costruita al contrario.
Planetwin365 (Planetwin365.it): il palinsesto largo, n. 16007
Planetwin365 opera con concessione n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul sito .it, e la sua caratteristica è l’ampiezza dichiarata del palinsesto. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei, da Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, a competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La Serie C in quell’elenco dice più di tutte le altre voci. Un operatore che mette in vetrina il terzo livello del calcio italiano sta dichiarando di voler coprire anche il pubblico che non si accontenta dei grandi campionati, e per chi segue una squadra di provincia la differenza tra trovare il mercato e non trovarlo è tutta la differenza che conta. Accanto a questo, le oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta suggeriscono un’attenzione al live, ma il numero riguarda gli sport coperti, non la profondità dei mercati dentro ciascuno: sono due cose diverse e il secondo dato non è dichiarato.
Il limite di una struttura simile è quello di tutte le coperture larghe: la larghezza non garantisce la profondità. Un campionato minore presente in palinsesto può avere un numero di mercati molto ridotto rispetto a una partita di cartello. Chi scommette su una competizione di nicchia dovrebbe aprire il sito e verificare quanti mercati trova davvero su un evento preciso, invece di fidarsi dell’elenco.
Il verdetto è di sostanza, per una fascia ben precisa di lettori. La copertura dichiarata rende questa piattaforma la più interessante della lista per chi punta su calcio italiano di livello inferiore o su sport che altrove non compaiono nel palinsesto, e la rende poco diversa dalle altre per chi gioca solo sui campionati maggiori, dove tutti offrono tutto.
NetWin (Netwin.it): l’offerta a importo fisso con codice, n. 16035
NetWin opera con concessione n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., sul sito .it. La sua offerta di benvenuto è una delle poche di questa lista a essere descritta con numeri precisi. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e inserimento di un codice promozionale al primo versamento.
Il tetto di 50 € è il dato che decide tutto il resto. Un bonus reale del 100 % suona come un raddoppio, e in effetti lo è sui primi 50 € versati; oltre quella soglia l’operatore non raddoppia più nulla, e chi deposita 500 € riceve comunque 50 € di bonus, cioè il 10 % del versamento. La percentuale pubblicizzata e la percentuale effettiva coincidono solo per chi deposita esattamente la cifra che il tetto premia.
Poi ci sono le condizioni. Il conto deve essere verificato, il deposito minimo è di 20 €, e il codice va inserito al primo versamento: chi sbaglia momento non recupera l’offerta con un secondo tentativo. Sono tre paletti ordinari nel mercato italiano e tutti e tre verificabili nei termini dell’operatore prima di versare, il che è la sola cosa che conti.
Il verdetto è sulla fascia di deposito, non sul valore assoluto. Questa offerta è costruita per chi mette sul conto una cifra vicina al tetto e la gioca con calma; per chi versa somme molto più alte è una percentuale che si assottiglia da sola, e per chi vuole prima vedere il listino delle quote senza versare nulla non serve a niente. Chi deposita esattamente 50 € con conto verificato la porta a casa al massimo valore possibile.
Betfair (Betfair.it): il mercato dove puoi stare da entrambe le parti, n. 16028
Betfair opera con concessione n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., ed è l’operatore storico del betting exchange, il gioco disciplinato dall’articolo 6, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 41/2024. In quella formula il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo.
Anche senza usare l’exchange, l’offerta sportiva ha una struttura riconoscibile: l’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combinazioni e mercati unici a quote maggiorate. I mercati combo sono il posto in cui una piattaforma mostra quanto sa costruire, ed è anche il posto in cui il margine lavora più forte: vale il ragionamento fatto sul costo atteso, e vale in misura maggiore perché il numero di esiti moltiplicati è più alto.
L’exchange è un’altra cosa e va detto con chiarezza: non è il bookmaker che ti offre un prezzo, è un mercato in cui i prezzi li fanno gli altri giocatori, e la commissione è la parte che il gestore trattiene per il servizio. Sulla versione italiana, la documentazione riportata indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; una ricostruzione giornalistica del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcun prelievo, con il tributo in capo al concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni resta da verificare caso per caso.
Il verdetto riguarda la competenza richiesta. Chi conosce il meccanismo del punta e banca trova qui qualcosa che nessun altro di questa lista offre; chi non l’ha mai usato non capirà il vantaggio dalla prima schermata, perché i prezzi non sono esposti con la comodità di una quota fissa. Un lettore che vuole capire il prodotto deve aprire l’exchange e guardare i volumi scambiati, non le quotazioni del listino classico.
Eurobet (Eurobet.it): il palinsesto che sconfina fuori dallo sport, n. 16012
Eurobet opera con concessione n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito .it, e la sua particolarità è dove finisce il suo palinsesto.
L’app Eurobet Sport offre un programma che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica, comprese le elezioni. La voce «politica» è quella che fa alzare il sopracciglio, ed è anche quella che spiega meglio il prodotto: qui la scommessa è trattata come una previsione su un evento qualunque, non come un accessorio del calendario sportivo.
Che sia un pregio dipende interamente dall’uso. Per chi cerca mercati che non esistono altrove il palinsesto è una risorsa rara, e in Italia pochi operatori lo spingono fino a questo punto. Per chi punta solo su calcio e tennis, l’intera sezione non cambia nulla, e non c’è ragione di scegliere un marchio per una vetrina che non si guarderà mai.
Un dato pratico va poi tenuto presente: la concessione è per sito, non per società, e il gruppo che gestisce questo marchio è lo stesso che risponde di altri domini .it presenti nell’elenco dei concessionari. Un giocatore che apre due conti su due di quei siti sta parlando con un solo gruppo, anche se i marchi sono diversi.
Il verdetto sta nella parola «sconfina». Questa è una piattaforma per chi vuole poter giocare su un evento che non è una partita, e che trova in quella possibilità un motivo di scelta; per tutti gli altri l’ampiezza è una nota di colore che non produce alcun vantaggio pratico sul conto.
Sisal (Sisal.it): il volume dichiarato e il pallino del live, n. 16020
Sisal opera con concessione n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., e in questa lista è l’operatore che pubblica i numeri più alti sulla copertura. Nella propria app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Quindicimila eventi live non è un dato di catalogo, è una dichiarazione di intenzione: significa che il lavoro dell’operatore sta nel tenere acceso il flusso, non nell’aggiungere un mercato a un listino. Lo streaming gratuito su quattro sport, calcio compreso, va nella stessa direzione, e per chi scommette durante la partita è la differenza tra seguire l’evento su un altro schermo e seguirlo dentro il conto di gioco.
Sul lato dei tipi di giocata, l’offerta è articolata: tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il cash out è il tipo di funzione che si apprezza solo quando serve, e va letto per quello che è: chiudere prima significa accettare il prezzo che il mercato offre in quel momento, non il prezzo che si era immaginato.
Il verdetto è per chi passa la domenica con il conto aperto. Un volume dichiarato di quella portata serve a chi vuole trovare un mercato su un evento che sta accadendo adesso, anche secondario; chi punta tre volte al mese su una singola pre-match difficilmente noterà la differenza rispetto a un operatore più piccolo.
bet365 (Bet365.it): il marchio che arriva con il calcio in evidenza, n. 16030
bet365 opera con concessione n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live.
La partnership con il principale torneo europeo per club è il tipo di argomento che un operatore costruisce quando vuole essere il primo nome che viene in mente a chi apre il calendario del martedì e del mercoledì. Ha un effetto concreto anche sul regolamento: la stampa di settore riporta che a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner.
Quell’elenco di sport ha una fisionomia precisa e vale la pena notarla: calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf, tennis. È una copertura larga ma non casuale, e l’ippica in seconda posizione dice qualcosa su chi questo marchio considera il proprio pubblico storico. L’effetto pratico per chi cerca un campionato periferico è che va verificato sul posto, perché la larghezza dichiarata non è la stessa cosa della profondità mercato per mercato.
Sul fronte degli strumenti, gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un pacchetto standard per un concessionario e va letto come tale: la sua utilità dipende da quante volte si apre quella pagina nella vita reale.
Il verdetto sta nella visibilità, non nella differenza. Questa è la piattaforma che un lettore trova per prima quando cerca il calcio europeo, e per chi segue la Champions League senza voler cambiare idea ogni anno è un punto di partenza solido; per chi cerca il mercato più conveniente su un campionato italiano di serie inferiore la notorietà non è un argomento.
Domande frequenti sui siti di scommesse esteri e sui concessionari ADM
Quali rischi concreti si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna tutela italiana. Un dominio privo di concessione non è collegato al RUA, non è vigilato da ADM e non offre il foro italiano. In più è esposto all’inibizione e, come ADM stessa precisa, chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice a cinque cifre legato a un sito .it. Attenzione a non fermarsi lì: l’elenco non indica quali giochi il concessionario possa raccogliere, quindi la presenza del numero va confermata con il sito e l’app dell’operatore.
Che cos’è il RUA e che effetto ha l’autoesclusione?
È il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’autoesclusione registrata lì estende il blocco a tutte le piattaforme autorizzate (come già descritto) e alle sale fisiche, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Un sito privo di concessione non è collegato al registro, quindi un giocatore autoescluso non è protetto su un dominio fuori perimetro.
Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del decreto-legge 87/2018 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, su giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. AGCOM applica sanzioni pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiori a 50.000 € per violazione. Il divieto non tocca l’esistenza dei bonus, che restano regolati dai termini di ciascun operatore.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite lo sceglie il giocatore al momento della registrazione, su base settimanale o mensile, e alcune piattaforme lo chiedono anche su base giornaliera insieme ai limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. La cifra che ADM fissa nel bando di gara non è nota.
Preparato dagli editori di «Cestisticaamericana».