Siti di scommesse stranieri 2026: due strade, 52 concessioni e nessuna zona grigia
Chi cerca un sito di scommesse straniero cerca quasi sempre una cosa sola: un’alternativa. Più quota, meno frizione, un casinò che il mercato italiano non mostra, forse un bonus che nessuna pubblicità può nominare. Poi arriva la parte noiosa, e la parte noiosa è questa: un bookmaker che accetta giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata sito per sito, e la strada fuori da quel perimetro non è una variante del mercato legale — è un’altra cosa, con altre regole, altri rischi e, in un caso preciso, un articolo di legge che nomina proprio il giocatore. Le due strade esistono entrambe. Solo una delle due è una strada.

Dati verificati al 3 Novembre 2026 e controllati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sull’elenco dei siti inibiti della stessa Autorità.
- Come si riconosce un operatore fuori dal sistema italiano
- La classifica dei dieci operatori con concessione ADM a confronto
- Scegliere per abitudine, non per classifica: chi guarda cosa
- Fondamenti, anzi: come funziona davvero una scommessa su un sito estero
- Bonus, margine e requisiti: cosa resta davvero nelle tasche di un giocatore
- Normativa italiana: chi ha titolo per raccogliere giocate in Italia
- Vigilanza e quadro sanzionatorio: chi controlla, chi paga
- Prevenzione e tutela di chi gioca: gli strumenti che il sistema italiano mette sul tavolo
- I dieci concessionari, uno per uno
- Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri
Come si riconosce un operatore fuori dal sistema italiano
La prima domanda da farsi davanti a qualunque sito non è quanto paghi, ma da dove parla. Un operatore del mercato italiano si presenta con un numero di concessione e il nome della società concessionaria nelle proprie condizioni; un operatore senza concessione si presenta con una licenza estera — Curaçao, Malta, Anjouan — e nessuno dei due documenti ha lo stesso peso, perché in Italia una licenza straniera non ha alcuno standing. Non esiste una scorciatoia: la concessione è per sito, non per gruppo, e un marchio che accetta giocatori italiani senza di essa sta operando fuori dal perimetro che il legislatore ha disegnato.
La prova pratica è una sola, ed è pubblica. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051 e un sito .it per ciascuna. Una società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. compie la stessa cosa con Eurobet, Bwin e Giocodigitale. La concessione, insomma, non è una patente di gruppo da mostrare una volta e riusare altrove. È un’autorizzazione legata a un indirizzo, e questo dettaglio è la ragione per cui un marchio noto può essere presente in Italia con un sito e assente con un altro.
Attenzione a un equivoco che serpeggia fra i giocatori: stare in una lista non dice cosa quella lista autorizzi a offrire. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Il nome sull’elenco, da solo, non dimostra che dietro ci sia un bookmaker con un palinsesto sportivo. Quella prova la dà il sito stesso dell’operatore, o la sua app, e nient’altro.
Un’ultima nota di onestà intellettuale, perché il contrario si legge spesso: le 52 righe del registro non sono il mercato intero. Esistono altri concessionari oltre ai marchi che questa pagina esamina, e l’assenza di un operatore da questa lista di dieci non significa che quell’operatore sia senza titolo. Un confronto è un insieme di casi scelti, non un censimento. Chi vuole il censimento sfoglia l’elenco.
Quanto costa ogni mercato, in una parola: margine
Prima di guardare le offerte conviene capire cosa si sta guardando, perché una quota non è mai un prezzo al pubblico pulito. Il margine del bookmaker è la fetta che il mercato trattiene su ogni unità puntata: il payout di un mercato è 1 diviso la somma di 1/quota per ogni esito, e il margine è quel 100 % meno il payout. Su un mercato a due esiti proposto a 1,90 e 1,90, il payout è 95 %, quindi il margine è 5 %. Un mercato a due esiti quotato a 1,90 / 1,90 significa, in termini semplici, che il bookmaker trattiene cinque centesimi per ogni euro che passa su quel mercato, a prescindere dall’esito della partita.
Quel 5 % è il vero listino del settore, e spiega molte cose che altrimenti sembrano misteri. Spiega perché un «bonus» non è mai denaro regalato, ma un anticipo su un volume di gioco che qualcuno deve generare. Spiega perché le quote di un mercato secondario sono peggiori di quelle del mercato principale anche quando il margine non lo dichiara nessuno. Spiega, soprattutto, perché i requisiti di puntata contano più dell’importo in vetrina: su ogni euro rigiocato, una parte se ne va nel margine, e la parte che se ne va dipende dal mercato su cui si rigioca.
Vale la pena dirlo una volta e non ripeterlo: nessun confronto fra operatori cambia quel meccanismo. Cambia l’entità del margine, cambia il palinsesto, cambia la generosità dell’offerta di benvenuto. Il listino resta.
Perché «bonus senza deposito» è la formula più raccontata e meno spiegata
Fra tutte le espressioni che circolano attorno ai siti di scommesse stranieri, «bonus senza deposito» è quella che promette di più e chiarisce di meno. Nella sostanza indica un credito di gioco concesso alla registrazione, senza versamento: una cifra che il giocatore non ha messo di tasca propria. È un’offerta perfettamente reale, esiste nel mercato, e ha una caratteristica che nessuno pubblicizza: il suo valore effettivo non è l’importo scritto nella promozione.
Il perché sta in due clausole sempre presenti e sempre poco lette. La prima è che il credito, quasi sempre, non è prelevabile come denaro: va giocato, e quando produce una vincita, la parte che arriva sul conto dipende dalle condizioni del singolo operatore. La seconda è che prima di poter prelevare serve un volume di gioco — i requisiti di puntata — spesso legato a una quota minima sotto la quale la giocata non conta. Un bonus da 10 € con requisiti severi vale meno di un bonus da 5 € con requisiti ragionevoli, e nessuna vetrina lo dice, perché la vetrina vende il primo numero.
C’è poi la questione che riguarda proprio questa nicchia. Un sito estero senza concessione non è tenuto a rispettare le regole italiane sul gioco responsabile, sul conto di gioco, sui limiti di deposito impostati in registrazione. Un bonus «senza deposito» su un operatore fuori sistema è quindi un credito dato in un ambiente dove nessuna autorità italiana ha voce in capitolo, dove i limiti li decide il gestore e dove l’eventuale contenzioso si discute in una giurisdizione che non è quella italiana. L’offerta c’è; la cornice no.
Per questo la formula va letta con un ordine diverso da quello che suggerisce la parola «bonus». Prima la concessione, poi il tipo di credito, poi i requisiti, poi — solo alla fine — l’importo.
La classifica dei dieci operatori con concessione ADM a confronto
Dieci concessionari, dieci numeri di concessione, dieci società diverse in alcuni casi molto diverse fra loro. La tabella mette lato a lato ciò che si sa di ciascuno: chi è il titolare della concessione, e che cosa dicono le condizioni o le app dell’operatore sul proprio prodotto di scommesse.
| Marchio e sito | Numero di concessione e società concessionaria | Che cosa dicono le condizioni o l’app sul prodotto di scommesse |
|---|---|---|
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket; fra le giocate la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Palinsesto su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € |
| Eurobet (Eurobet.it) | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni) |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura del conto con registrazione classica oppure tramite SPID e CIE; il gioco è vietato ai minori di 18 anni |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; fra gli strumenti di gioco responsabile pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
Tre cose saltano all’occhio, e nessuna riguarda la generosità delle offerte. La prima è che due righe portano la stessa società: Azzurri Limited compare sia con Betsson.it sia con Starcasino.it, ed è esattamente quello che il registro ADM prevede, perché la concessione è legata al sito e un gruppo può averne più di una. La seconda è che il marchio che il giocatore ha in testa quasi mai coincide con il concessionario: dietro Lottomatica.it c’è GBO Italy, dietro Betsson.it e Starcasino.it c’è una società con sede altrove, e chi ha un problema con un operatore lo ha giuridicamente con la società, non con lo stemma. La terza è che le concessioni hanno numeri vicini — 16007, 16008, 16010, 16012, 16020, 16026, 16027, 16030, 16035, 16044 — perché provengono dallo stesso tornello: il bando di settembre 2025, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.
C’è poi l’informazione che la tabella non può dare, ed è la più importante: che tipo di scommettitore è ciascuno di questi marchi. Non lo si capisce dal numero di concessione. Lo si capisce dal modo in cui l’offerta è costruita, e per quello bisogna guardare ogni operatore per conto proprio, come fa ciascuna delle dieci voci qui sotto.
Il resto del confronto va fatto sapendo cosa manca. La tabella non contiene margini, perché i margini non sono pubblici e variano da mercato a mercato: il 5 % di un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 è un riferimento di metodo, non un dato che si possa attribuire a un marchio. Non contiene limiti di deposito per operatore, perché il limite di deposito lo sceglie il giocatore in registrazione, non lo pubblica l’operatore in una griglia. E non contiene la profondità del palinsesto in numeri, salvo dove l’operatore stesso ne dà una: Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, Planetwin365 parla di più di 20 tipologie di sport, Lottomatica elenca i campionati e gli sport che copre, gli altri descrivono il prodotto in modo qualitativo. Una tabella costruita riempiendo quelle caselle a caso sarebbe più bella e completamente inutile.
Scegliere per abitudine, non per classifica: chi guarda cosa
Il criterio giusto davanti a questo elenco non è «qual è il migliore», perché non esiste un migliore in assoluto e chi lo sostiene sta vendendo qualcosa. Esistono abitudini di gioco diverse, e ogni marchio risponde bene a una di esse.
Chi scommette poco e vuole capire in fretta se il prodotto è quello che cerca guarda la copertura. Sisal copre più di 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live con streaming gratuito su calcio, volley, tennis e basket; Lottomatica elenca Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale; bet365 porta Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. Chi cerca l’ampiezza, però, ha un candidato che gli altri non battono: Eurobet mette insieme calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv, reality show — e di politica, elezioni comprese. È una copertura che sfonda il recinto sportivo e va detto che a molti lettori serve l’opposto.
Chi vuole giocare durante la partita guarda una cosa diversa dalla copertura: la profondità del live e la possibilità di chiudere prima. Sisal offre la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca e più di 15.000 eventi live con streaming; Lottomatica aggiunge lo streaming per seguire la partita in diretta mentre si scommette. È l’abitudine che dipende più di tutte dalla connessione e dalla liquidità del mercato, e per questo è anche quella in cui la distanza fra un operatore e l’altro si sente subito.
Chi ragiona per quote e non per campionati guarda i mercati. Betsson dispone di 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo su migliaia di eventi pre-match e live; Sisal tiene Goal, No Goal, Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni, oltre a giocate combinate come la Scommessa DUO, la Supercombo e la Supercoppia. Su una multipla la quota finale è il prodotto delle quote delle singole giocate, e il margine si moltiplica invece di sommarsi: è il punto in cui un bookmaker con quote appena peggiori diventa visibilmente più caro, ed è anche il punto in cui conviene guardare prima i mercati che la vetrina.
Chi entra per la prima volta guarda l’offerta di ingresso. NetWin propone il bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 €; William Hill accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, e 5 € di bonus di verifica dopo l’invio dei documenti entro 96 ore con la registrazione manuale. Sono due filosofie opposte — premio sul deposito contro premio sull’identità verificata — e la scelta dice molto su quanto il giocatore vuole mettere subito sul tavolo.
Fondamenti, anzi: come funziona davvero una scommessa su un sito estero
Tolti i marchi, restano le meccaniche, e le meccaniche sono la parte che un confronto serio non può saltare. Una scommessa a quota fissa è un contratto: il giocatore mette una somma, l’operatore ne fissa il prezzo, e il prezzo contiene già la propria fetta. Su una singola da 10 € a quota 1,90, la vincita lorda è 19 € — 10 € di rimborso più 9 € di profitto — e il margine del mercato è quello che spiega perché il 1,90 non sia 2,00. La formula è la stessa ovunque: sui mercati a due esiti il payout è 1 diviso la somma di 1/quota per ogni esito, e su un mercato a 1,90 e 1,90 quel payout vale il 95 %. Nulla cambia se il sito è italiano o estero, se la licenza è italiana o di Curaçao, se l’interfaccia è in inglese o in italiano.

La differenza è il contorno, e il contorno non è cosmetico. Su un operatore con concessione ADM il conto di gioco richiede identificazione completa, e l’operatore offre la registrazione con documento oppure con SPID di livello 2 — che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Le ricariche possono passare dai punti vendita autorizzati, i tabacchi e le ricevitorie presenti in un apposito registro ADM, che alimentano il conto solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già registrati presso il concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; quei punti non pagano vincite e non prelevano saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Chi si aspetta un ecosistema di pagamento senza attriti sul modello di certe piattaforme internazionali troverà qui più passaggi, non meno.
Su un sito fuori sistema, il contorno è quello che l’operatore decide di mettere. Nessun conto di gioco italiano, nessuna verifica SPID, nessun limite impostato in registrazione per volontà del legislatore italiano: i limiti esistono se il gestore li prevede, nella forma in cui li prevede, e le condizioni contrattuali non passano dal controllo di un’autorità italiana. Un conto su un sito estero è quindi un rapporto privato con una società stabilita altrove, e la comodità che si guadagna sul piano dei passaggi va persa sul piano di chi risponde quando qualcosa non funziona.
Il palinsesto, poi, è un concetto italiano che vale la pena conoscere anche da fuori. La legge definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM; una giocata può essere presa solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato, e ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Il risultato è che il catalogo di un operatore italiano non è solo una scelta commerciale; è un elenco autorizzato. Le scommesse sugli eventi simulati — i «Virtuali» — sono esse stesse una categoria definita dalla legge e ammessa dentro la concessione per le scommesse sportive, ed è per questo che le sezioni «Virtuali» dei siti italiani hanno un aspetto regolato e non improvvisato.
Resta un capitolo che il giocatore scopre tardi, ed è quello delle scommesse live. Il live lo offre ogni grande operatore, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono pubbliche nel dettaglio, e non esiste un elenco dei mercati live ammessi. Chi costruisce la propria abitudine di gioco sul live sta lavorando su un terreno dove l’operatore conosce le regole e il giocatore le deduce.
Bonus, margine e requisiti: cosa resta davvero nelle tasche di un giocatore
È il momento di mettere i numeri uno accanto all’altro, con un esempio dichiarato per quello che è: un’illustrazione, non una previsione. Prendiamo un giocatore tipo. Imposta il proprio limite di deposito — la cifra settimanale o mensile che sceglie in registrazione presso un concessionario — a 100 €, e li deposita. Li punta una volta sola su un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90. Il limite di deposito dice quanto può caricare il conto, non quante volte può puntare: è il primo equivoco da chiarire, perché la cifra che entra e il volume che gira sono due grandezze diverse.
Su quel mercato, come si è visto, il payout è il 95 % e il margine il 5 %. Il costo medio atteso di un giro di giocate compiuto per intero è quindi il volume rigiocato per il margine del mercato: su 100 € di volume, il costo atteso è di 5 €, in una banda indicativa fra 4,75 € e 5,35 €, se il mercato su cui si rigioca è quello canonico a due esiti. Se il giocatore esce dalla partita con le tasche leggere di 5 € in media, questo è il prezzo medio dell’intrattenimento, non una tassa e nemmeno una certezza: è una media su molte giocate ripetute nelle stesse condizioni. Su una singola giocata il margine non si materializza affatto — quel giocatore può tornare a casa con 95 € in tasca, novanta di profitto, o può tornare a mani vuote, perché l’esito di quella partita non è una variabile che il margine governi. Il 4,75-5,35 € è ciò che l’offerta costa in media a chi la usa molto; non è ciò che accadrà a chi la usa una volta.
Se in mezzo c’è un bonus di benvenuto, la struttura del costo cambia e peggiora. Un bonus va rigiocato secondo i requisiti di puntata dell’operatore, e la regola generale è che solo le giocate a una quota minima o superiore contano: puntare a quota bassa per far girare il volume non accorcia la strada, la allunga. Facciamo l’esempio più elementare. Un bonus di 100 € con requisiti di puntata fissati a 3 volte l’importo del bonus richiede 300 € di volume, cioè tre puntate da 100 € se si gioca sempre la stessa cifra. A quel punto il costo medio atteso è il 5 % di 300 €, ovvero 15 €. Se il giocatore preferisce puntare 10 € a volta, le puntate necessarie diventano trenta, ma il volume e il costo atteso restano gli stessi: 300 € e 15 €. Il numero dei colpi non è il costo; il volume sì.
Il confronto da tenere in testa è questo: un giro da 100 € costa in media 5 €, un bonus da 100 € con requisiti a 3 volte ne costa 15. L’offerta di benvenuto, letta così, non è denaro in più. È un impegno di volume con un prezzo medio già stimabile, e il prezzo è tre volte quello di chi si limita a giocare quello che ha depositato. Poi c’è la parte che nessun calcolo cattura: requisiti alti costringono a giocare a lungo sui mercati che l’operatore propone, e sono il momento in cui il giocatore pigro abbassa la guardia e punta su qualsiasi cosa pur di arrivare in fondo. È lì che i requisiti fanno il loro lavoro, e quel lavoro non è a favore di chi gioca.
Un’ultima voce per chiudere il conto. Il bonus di benvenuto è un termine degli operatori, e il divieto pubblicitario del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta: nessun tetto statale all’importo di un bonus e nessun tetto statale ai requisiti di puntata esiste, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore e da nessun’altra parte. Chi legge un’offerta sta leggendo un contratto privato, e conviene leggerlo come tale.
Normativa italiana: chi ha titolo per raccogliere giocate in Italia
Il quadro normativo è più semplice di quanto sembri e più severo di quanto si creda. Il riferimento è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS; il testo base è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze non sono aperte: si chiamano concessioni e si assegnano per gara pubblica. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione, e fra questi la lettera a) mette le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; la lettera e) mette il betting exchange, cioè le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori. Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata della concessione in non più di nove anni, senza rinnovo, e il comma 5 richiede fra l’altro una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando.
Il betting exchange merita una riga a parte, perché è il tipo di gioco che i giocatori in cerca di qualcosa di diverso cercano più spesso. Nel punta e banca il giocatore può essere chi punta oppure chi banca, e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. Su un conto italiano di exchange circolano regole aggiuntive: la documentazione di Betfair, riportata dalle fonti di settore, parla di una puntata minima in banca di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscono oggi un exchange in Italia e con quali commissioni è materia che si verifica caso per caso.
Il meccanismo sanzionatorio è dove l’attenzione del giocatore dovrebbe fermarsi più a lungo. ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’inibizione si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Non è un avviso gentile: l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM rischino una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.
Per il giocatore il punto non è la sanzione al fornitore, ma l’esistenza stessa del perimetro. L’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stessa ha dichiarato il 28 febbraio 2024, non si limita a colpire chi pubblicizza: «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella formulazione dell’Autorità che vigila sul settore, e va letta per quello che dice. Quanto ammonti l’ammenda in euro e se esistano casi concreti di giocatori sanzionati non è dato sapere da qui; la norma, però, è scritta e pubblicata. Chi gioca su un sito fuori sistema non sta approfittando di un vuoto legislativo — sta giocando dentro una fattispecie che la legge nomina.
ADM blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Il blocco lavora a livello DNS, alcuni operatori di rete sono più lenti di altri ad adeguarsi, e i mirror ricompaiono in poche ore: il risultato, come si dice nel mercato, sono siti «oscurati» che riappaiono sotto un altro indirizzo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. Da aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a un indirizzo dedicato di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti disponibile è aggiornato al 13 ottobre 2026. Chi vuole sapere se un dominio è nella lista non deve credere a chi glielo racconta: la lista è pubblica sul sito di ADM e su quello della Guardia di Finanza.
Un dettaglio che vale per sé, perché riguarda il modo in cui si forma l’opinione pubblica su questo mercato. Pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: è ADM a ricordarlo, ed è la ragione per cui certi nomi non compaiono sulle testate generaliste con la disinvoltura con cui circolano nei risultati di ricerca.
Decreto Dignità: che cosa vieta la pubblicità e che cosa non tocca
Il divieto pubblicitario è la parte del quadro che i giocatori fraintendono più spesso, e il fraintendimento va in due direzioni opposte. In vigore c’è l’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, il cosiddetto Decreto Dignità, convertito dalla legge 96/2018. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.
Che cosa significa per chi cerca siti stranieri? Significa che l’assenza di pubblicità non è un indizio di illegalità: un operatore con concessione non può farsi pubblicità come gli altri settori, e questo spiega perché il marketing del gioco in Italia passi per canali che con la pubblicità classica hanno poco a che fare. Significa anche che il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta: i bonus di benvenuto esistono, sono descritti dalle condizioni degli operatori, e nessuna norma ne fissa un tetto.
Il decreto, peraltro, non è monolitico. Lo stesso testo promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile e consente a un concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio. La linea non passa quindi fra «giochi» e «non giochi», ma fra ciò che invita a giocare e ciò che invita a farlo con criterio.
Sul fronte applicativo, il quadro è in movimento e chi legge non deve confondere una proposta con una norma. La stampa di settore riferisce che AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese, è stato proposto e non è legge: il divieto è in vigore alla data di verifica. Fino a quando non cambia, resta la regola da cui si parte.
Dove finisce il mercato regolato e comincia il resto
Mettere in fila le due esperienze rende la scelta meno astratta. Un operatore con concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e una sede legale italiana per le controversie; un marchio .com senza concessione non porta nessuno dei quattro, è esposto all’inibizione del dominio e, per come ADM stessa legge l’articolo 4 della legge 401/1989, espone il giocatore a una sanzione di carattere penale. Non è una differenza di grado — è una differenza di natura.
Su alcune cose, però, il mercato regolato è semplicemente incompleto, e va detto anche questo. Quanto all’uso delle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non esiste una norma che elenchi i metodi di pagamento approvati. L’articolo 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione: la sua entrata in vigore non è confermata. Chi cerca un sito straniero proprio per usare strumenti che in Italia non trova sta cercando una cosa che esiste, ma la sta cercando nel posto sbagliato per avere tutele.
Vigilanza e quadro sanzionatorio: chi controlla, chi paga
ADM non si limita a tenere un elenco. Vigila, autorizza, inibisce, e lo fa con strumenti che il giocatore incontra di rado direttamente ma che determinano tutto quello che può fare. Il registro dei concessionari e l’elenco dei siti inibiti sono tenuti da ADM insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, e sono pubblici: sono gli stessi due documenti che un lettore può consultare da solo in pochi minuti, e sono la ragione per cui questa pagina non chiede fiducia a nessuno.
Un secondo strumento riguarda i soldi in modo più diretto, ed è quello delle ricariche. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, tabacchi e ricevitorie iscritti a un registro ADM, che alimentano il conto online su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti entro 100 € a settimana complessivi. Quei punti non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È una rete di accesso pensata per chi vuole alimentare il conto senza carta, e insieme un presidio: ogni ricarica lascia una traccia in un punto identificato.
Sul fronte fiscale il giocatore ha una posizione chiara, ed è più semplice di quanto si pensi, ma con un confine netto. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — introdotta dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, e modificata dalla legge di bilancio per il 2025 — nella misura del 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolata sulla differenza fra le somme giocate e le vincite pagate; sull’ippica a quota fissa valgono le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del cosiddetto Decreto Sport per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se il credito derivante da un bonus entri nella base imponibile, invece, non è dato sapere.
Nel portafoglio del giocatore la conseguenza è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo ricade sul concessionario — la formula che circola è «tassate alla fonte» e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione particolare farebbe bene a consultare un commercialista.
Per le vincite maturate su siti non autorizzati o esteri il discorso cambia radicalmente, e questo è il punto che sorprende chi si aspettava il contrario. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intera somma ricevuta e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta alla fonte, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota da qui. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Chi cerca un sito estero per «non pagare nulla» sta cercando il contrario di quello che gli succede.
Prevenzione e tutela di chi gioca: gli strumenti che il sistema italiano mette sul tavolo
Il pezzo di sistema che un sito estero non replicherà mai è la rete di protezione, e la rete non è un dettaglio amministrativo: è la cosa che esiste nel momento esatto in cui il giocatore ha smesso di divertirsi e non se ne accorge. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: limiti autonomi di tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni alla settimana, otto ore al giorno.

La parte che tocca il giocatore nel modo più diretto è quella dei limiti scelti in registrazione, e funziona con un’asimmetria che conviene conoscere prima e non dopo. Il conto si apre scegliendo un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato ha effetto dopo 7 giorni. La logica è dichiarata: abbassare la protezione è una decisione che si può prendere in un momento di entusiasmo, ed è per questo che il legislatore ha imposto che si aspetti una settimana. Chi si accorge in ritardo di aver protetto troppo poco ha comunque un margine per intervenire con effetto immediato. È una delle poche regole di questo settore scritte pensando al giocatore e non al gestore, e va usata in quel senso: fissare il limite il primo giorno, non il trentesimo.
L’autoesclusione è lo strumento più forte e il più frainteso. Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata, e si estende alle sale fisiche. Non è quindi un blocco sul singolo conto: è un blocco di sistema, e questo è precisamente il suo valore. Nei termini degli operatori le forme ordinarie prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure un tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La stampa di settore riferisce che dal 1° febbraio 2026 partono anche forme parziali di esclusione, per categoria di prodotto, come già prevede la lettera e) dell’articolo 15, comma 1.
Il punto che nessuna pagina di operatore scrive in grande è che il RUA copre il sistema autorizzato e nient’altro. Un sito senza concessione non è collegato al Registro, quindi un giocatore autoescluso che si reiscrive su un dominio estero non è protetto da nulla: nessun blocco di sistema, nessuna vigilanza, nessun canale di contatto con obblighi di orario. Chi ha un rapporto difficile con il gioco e sceglie un sito fuori sistema sta scegliendo l’unico posto dove l’autoesclusione non arriva. Vale la pena dirlo con tutta la chiarezza che merita, e vale la pena dirlo una volta sola: il sistema di protezione italiano è forte dentro il perimetro e assente fuori, e chi ha bisogno di quella forza non dovrebbe uscire dal perimetro.
C’è poi l’obbligo informativo, che riguarda l’operatore e non il giocatore: l’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la ragione per cui certi messaggi sul gioco responsabile compaiono dove il giocatore non se li aspetta.
Infine l’età, che è il primo paletto e non il più ovvio: l’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 pone la tutela dei minori di età fra i principi del settore, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Su una piattaforma senza concessione quella soglia è una condizione contrattuale del gestore, non un divieto che un’autorità italiana fa rispettare.
Le scelte che un giocatore può fare da solo, prima di qualsiasi operatore
C’è una sequenza pratica che vale la pena seguire e che non passa da nessun confronto. Prima si decide quanto si è disposti a spendere in un mese, e lo si imposta come limite di deposito il giorno stesso in cui si apre il conto, sapendo che ridurlo è immediato e alzarlo richiede 7 giorni. Poi si verifica che l’operatore sia nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, e si controlla che il sito su cui si sta per registrare sia quello .it concesso, perché la concessione vale per sito. Poi si legge la clausola dei requisiti di puntata dell’eventuale bonus, con attenzione alla quota minima che conta: è la clausola che trasforma un’offerta in un impegno di volume. Infine si guarda il proprio estratto conto, e non la classifica.
Se un operatore non compare nell’elenco, il lettore ha già la risposta che cercava, e non ha bisogno di chiedere a nessuno. Se compare, e la sua licenza è verificata sul registro, il resto è confronto fra prodotti.
I dieci concessionari, uno per uno
Sisal: il catalogo più profondo sul live, e un pulsante che chiude la giocata
Mille eventi al giorno e oltre quindicimila live non sono un numero da vetrina: sono la misura di quanto lavoro c’è dietro un palinsesto. Sisal, concessionaria con il numero ADM 16020 tramite Sisal Italia S.p.a. sul proprio sito .it, offre diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket, e la combinazione fra streaming e numero di eventi live è la ragione per cui il prodotto regge anche quando il giocatore non cerca una squadra ma una partita da seguire. L’accesso al conto dalla app è previsto anche con Touch ID, dettaglio che sembra minore e che invece dice a quale tipo di giocatore il prodotto è pensato: uno che entra spesso e per pochi minuti.
Sul piano delle giocate, la varietà è dichiarata dall’operatore stesso: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Sono mercati che nella sostanza dicono la stessa cosa — che il bookmaker vuole spostare l’attenzione dal risultato finale agli eventi della partita — e per il giocatore significano una cosa precisa: più mercati vuol dire più modi di sbagliare, e anche più modi di trovare un prezzo decente su quello che si ha in mente. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e va letta per quello che è: la possibilità di uscire a un prezzo fissato dall’operatore, non di uscire a un prezzo fissato dal giocatore.
Il gioco che Sisal vince è quello del live profondo con visione della partita. Chi punta solo sui grandi campionati la domenica mattina non troverà qui niente che gli altri non abbiano; chi vuole un mercato sottile nel secondo tempo di una partita di basket trova il posto.
Lottomatica: copertura larga, numeri in tempo reale e il conto che non porta il suo nome
Lottomatica è uno dei marchi più conosciuti dagli scommettitori italiani, e come quasi sempre accade il nome sul muro non è quello sul contratto: la concessione è la numero 16010 e fa capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Chi ha una contestazione da fare, la fa con quella società. È un dettaglio legale, ma è anche un promemoria utile: in questo mercato il marchio è il negozio, il concessionario è il proprietario.
Il prodotto copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È un’offerta che non cerca la nicchia: prende i campionati che la maggioranza degli italiani guarda e li serve con i numeri aggiornati. Chi scommette seguendo il calcio italiano, o chi entra anche solo per la Formula 1 e la MotoGP nel fine settimana, trova il pacchetto completo senza dover imparare un’interfaccia pensata per un altro mercato.
La forza è la familiarità, e la familiarità è anche il limite: su un palinsesto costruito attorno ai grandi campionati, chi cerca l’evento esotico o il mercato di nicchia si accorge presto che la profondità non è distribuita in modo uniforme. Lottomatica è una scelta da giocatore con abitudini chiare e ricorrenti, non da esploratore.
NetWin: un bonus reale, un tetto basso e un deposito minimo che seleziona
NetWin, concessione ADM 16035 tramite Netwin Italia S.p.a., è il caso più pulito di offerta di benvenuto leggibile in questo elenco. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Tre dati, tre informazioni diverse: il tetto di 50 € dice che l’operatore non sta comprando il giocatore grosso; il 100 % dice che il premio è proporzionale a quanto si versa, quindi il valore cresce con il deposito fino al tetto; il deposito minimo di 20 € dice che sotto quella soglia non si entra.
La parola da mettere sotto la lente è «reale», perché nel mercato dei bonus serve a distinguere questa offerta da quei crediti che non sono prelevabili e vanno rigiocati. Un bonus reale è una forma di credito più vicina al denaro di un bonus di gioco puro, e la condizione di conto verificato è coerente: l’operatore accetta di dare qualcosa che assomiglia a soldi solo dopo aver identificato l’intestatario. Chi parte con 20 € e li versa riceve 20 € di bonus; chi versa 50 € o più arriva al tetto e riceve 50 €.
Per un giocatore che vuole un ingresso a basso costo con una struttura chiara, è la proposta più facile da valutare di tutto l’elenco. Per chi punta su cifre più alte, il tetto di 50 € trasforma l’offerta in qualcosa di proporzionalmente molto più piccolo di quanto il 100 % lasci immaginare.
Eurobet: il palinsesto che esce dagli stadi e arriva alle elezioni
Eurobet, concessione ADM 16012 tramite Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, ha costruito la propria identità di prodotto sulla varietà, e la varietà ha un confine che conviene vedere tutto. Calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi da una parte; eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese, dall’altra. È un palinsesto che non si vergogna di uscire dallo sport, e questo lo rende un caso interessante nel confronto: nessun altro marchio della lista dichiara una copertura che arrivi alla politica.
Che cosa significa per chi legge? Che esistono due lettori diversi davanti a questa offerta. Il primo è il giocatore sportivo che apprezza un catalogo che copre anche gli sport minori e i tornei che le vetrine principali trascurano — baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e persino gli scacchi sono merce rara. Il secondo è il giocatore che cerca l’evento non sportivo, e per lui la profondità di questi mercati è la variabile che decide. Il rischio, per entrambi, è lo stesso: un palinsesto molto largo non è profondo ovunque, e i mercati di spettacolo e politica sono quelli dove il margine tende a essere meno generoso di un 1X2 di Serie A.
Eurobet è la scelta di chi vuole la sorpresa nel catalogo più della profondità su una singola partita, e di chi non considera gli scacchi un evento di serie B.
BetFlag: entrare con SPID o con un documento, senza giri di parole
BetFlag si presenta con la concessione ADM 16008 tramite Betflag S.p.a., e la sua particolarità in questo confronto non è un mercato né un bonus: è il modo in cui si apre il conto. Il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Tre strade, una sola conseguenza: l’onboarding non è un passaggio che si può aggirare.
La differenza pratica fra le strade è tutta tempo ed errori. Con SPID di livello 2 i dati vengono importati automaticamente e serve anche un codice temporaneo; con la registrazione classica si caricano fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png. Chi ha SPID in tasca apre il conto in pochi minuti; chi non ce l’ha deve fare i conti con la scansione del documento e con il termine dei 30 giorni entro cui il conto va convalidato, superato il quale il conto viene sospeso e i prelievi bloccati.
Su BetFlag questo aspetto è messo in evidenza più che altrove, e per un certo tipo di giocatore è esattamente ciò che si vuole sapere prima: non quanti mercati ci sono, ma quanto dura la procedura di apertura e che cosa serve avere a portata di mano. È una scelta da giocatore metodico, che preferisce una porta stretta e ben segnalata a un ingresso rapido e opaco.
Betsson: migliaia di eventi e una struttura di mercati da giocatore esperto
Betsson, concessione ADM 16027 tramite Azzurri Limited, dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi e un elenco di mercati che vale la pena leggere con attenzione perché è più tecnico di quanto sembri: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Sono i mercati canonici del giocatore che costruisce la propria giocata invece di accettare quella che la vetrina propone.
Il 1X2 e l’Under/Over sono i due mercati più liquidi del calcio e, di conseguenza, quelli su cui il margine tende a essere più contenuto; i mercati marcatori e le combo sono quelli dove il margine sale, perché il bookmaker sta prezzando una probabilità più difficile da valutare. Il giocatore che capisce questa gerarchia sa già dove cercare il prezzo migliore e dove il prezzo è il prezzo dell’azzardo. La presenza dichiarata delle combo completa il quadro: è un prodotto per chi somma più esiti in una giocata sola, e su una combo le quote si moltiplicano, quindi un margine appena più alto si sente molto di più che su una singola.
Con migliaia di eventi coperti fra pre-match e live, Betsson è la scelta di chi scommette spesso, su sport diversi, e vuole trovare il mercato giusto invece di adattarsi a quello disponibile.
William Hill: il bonus che arriva prima se ti identifichi con SPID
William Hill, concessione ADM 16044 tramite William Hill Malta Plc, è l’unico della lista che lega esplicitamente l’importo del bonus al metodo di registrazione, e la cosa merita di essere letta con precisione. Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due strade, due importi, due tempi.
Il messaggio implicito è che l’identità verificata in modo forte vale il doppio della verifica documentale, e c’è una logica dietro: con SPID l’operatore riceve dati già validati da un’autorità, con la registrazione manuale deve controllare documenti e attende fino a 96 ore. Per il giocatore la conseguenza è concreta e non è retorica: chi ha SPID prende 10 € subito, chi non ce l’ha prende 5 € quattro giorni dopo, e la differenza fra i due percorsi è di 5 € e di quasi una settimana.
Chi ha SPID e ci mette pochi secondi a registrarsi trova qui il percorso più premiato dell’elenco; chi non ha SPID si trova davanti a un’offerta dimezzata e a un’attesa, e a quel punto ha senso confrontare le 96 ore di William Hill con l’immediatezza di un accredito come quello di NetWin prima di scegliere dove aprire il conto.
StarCasinò: il casinò che ha aggiunto le scommesse, e i limiti di quella scelta
StarCasinò, concessione ADM 16026 tramite Azzurri Limited — la stessa società che gestisce Betsson, dettaglio che il registro rende evidente e che il marchio non pubblicizza — è un prodotto nato attorno a slot e Live Casinò, con le scommesse sportive sui principali eventi italiani e internazionali e varie tipologie di giocata accanto. È la struttura di un operatore «casino-first», e la struttura si sente.
Che cosa comporta per chi scommette? Che il bookmaker esiste ed è legittimo, ma non è il centro del prodotto: la profondità del palinsesto, la copertura del live e la varietà dei mercati sono quelle che l’operatore descrive, e la descrizione resta generica, senza i numeri che Sisal o Lottomatica mettono sul tavolo. Per un giocatore che cerca soprattutto una piattaforma unica dove alternare schedina e slot, l’accostamento funziona; per chi vuole il miglior mercato disponibile su una partita di Serie B un martedì sera, il centro di gravità del prodotto è altrove.
Vale infine una nota sul confronto fra i due marchi di Azzurri Limited, letti fianco a fianco. Betsson ha il prodotto di scommesse al centro, StarCasinò no. Chi cerca il bookmaker sceglie il primo, chi cerca un catalogo di gioco più ampio valuta il secondo, e la società dietro i due siti è la stessa: la concessione è per sito, ma il gruppo è uno.
bet365: il partner della Champions e un’offerta costruita sui grandi eventi
bet365 entra in questo elenco con due credenziali diverse e complementari. La prima è la concessione ADM 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito .it. La seconda è il ruolo di Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, che spiega molto del catalogo: Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È un palinsesto costruito attorno agli eventi che il pubblico internazionale guarda davvero, e l’ippica in mezzo a calcio e basket dice qualcosa sull’identità del prodotto.
Sul fronte della tutela il marchio elenca fra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unico di questa lista a citare direttamente un numero di servizio, e per un giocatore che cerca un punto di contatto quando serve, quel numero è la prima cosa da salvare.
Il dettaglio che sfugge, e che vale per chiunque legga un elenco di grandi marchi: essere partner globale di una competizione è una dichiarazione di sponsorizzazione, non una condizione di licenza, e la licenza italiana di bet365 resta quella del registro. Chi si fida del prestigio internazionale al posto del numero di concessione sta guardando lo stemma invece del contratto.
Planetwin365: campionati europei, oltre venti sport e la sensazione di non restare mai senza partita
Planetwin365, concessione ADM 16007 tramite Pwo S.p.a., copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta. È l’offerta più «calcio europeo» del gruppo, con un occhio che arriva fino alla Serie C e alla Coppa Italia.
La Serie C in un palinsesto dichiarato non è una nota di colore: è il segno di un operatore che vuole coprire anche le partite che il grande pubblico non guarda, e per una parte degli scommettitori italiani quella è precisamente la zona in cui si trovano i mercati meno battuti. Le oltre venti tipologie di sport completano il quadro, con i risultati in diretta come requisito minimo per chi scommette live.
Il profilo che ne esce è quello di un operatore per il giocatore abitudinario del calcio, che conosce i campionati minori e vuole trovarli, e che non ha bisogno che la piattaforma gli spieghi come funziona una schedina. Chi cerca la nicchia dello sport non calcistico ha alternative nel gruppo; chi vive di calcio trova qui la copertura più larga.
Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessun operatore italiano risponde per quel conto. Fuori dal sistema non c’è il Registro Unico degli Autoesclusi, non c’è la vigilanza ADM, i limiti li decide il gestore, e il dominio è esposto all’inibizione con l’elenco pubblico dei siti oscurati. Come ADM stessa ha dichiarato il 28 febbraio 2024, anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, che ADM tiene con la Guardia di Finanza e Sogei. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it; la concessione è per sito, quindi va controllato l’indirizzo esatto. L’elenco non indica i giochi offerti: il prodotto sportivo lo mostrano il sito e l’app dell’operatore.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è presentata. Nei termini degli operatori le forme ordinarie prevedono 30, 60 o 90 giorni o il tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca dopo 9 mesi. I siti senza concessione non sono collegati al Registro.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione. Il divieto è in vigore alla data di verifica; un emendamento proposto alla legge di bilancio 2026 per allentarlo non è legge.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il conto si apre scegliendo un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario anche limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati in base all’età e al comportamento di gioco.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM l’imposta unica la paga l’operatore — 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra giocate e vincite — e le vincite pagate al giocatore non sono tassate né dichiarate: la stampa di settore le descrive come «tassate alla fonte». Su siti esteri o non autorizzati, invece, la risoluzione n. 141/E del 2010 le tratta come redditi diversi, da dichiarare. Non è consulenza fiscale.
Prodotto dalla redazione di «Cestisticaamericana».