Cartellini scommesse 2026: due punti per un rosso, il margine a parte
Ultimo controllo dei dati: 3 Novembre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Il cartellino rosso vale due punti, il giallo uno, il doppio giallo tre: bastano tre righe di regolamento per capire che una scommessa sui cartellini non è una scommessa sul calcio. Non c’è un attaccante da indovinare, né un risultato da azzeccare. C’è un conteggio, fatto da un terzo, su una partita che si gioca con undici uomini in campo e con un arbitro che decide quanti cartellini alzare. Chi scommette compra un numero, e quel numero lo stabilisce qualcun altro.
Poi arriva il resto, ed è la parte che nessuno mette in vetrina. Sopra ogni punto cartellino c’è una quota, dentro ogni quota c’è un margine, e dentro ogni margine c’è il pezzo che il bookmaker si tiene prima che la partita cominci. Il mercato dei cartellini è, per giunta, uno dei più magri del palinsesto: poche partite lo propongono, la liquidazione dipende da dati che il bookmaker stesso sceglie, e una statistica corretta a fine gara può trasformare un pronostico giusto in una schedina persa. Conviene saperlo prima di giocare, non dopo.
Questa è una guida ai punti cartellino scritta dalla parte di chi paga: quanto costa un mercato così, cosa dicono i regolamenti dei concessionari ADM, dove il conto si fa salato e dove invece il campo si apre. Chi cerca un pronostico ha sbagliato pagina. Chi vuole capire perché una quota da 1,90 su un mercato a due esiti non è mai il 50 % di probabilità è nel posto giusto.
- Come si legge il confronto: criteri, tabella e numeri che contano
- Fondamenti: come funziona la scommessa sui punti cartellino
- Normativa: concessione ADM, palinsesto approvato e siti oscurati
- Gioco responsabile: limiti, autoesclusione e dove si chiede aiuto
- Quota, margine e tipi di giocata: che cosa si compra davvero
- I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno
- Domande frequenti sulle scommesse sui cartellini
Come si legge il confronto: criteri, tabella e numeri che contano
Dieci concessionari, un solo metro. Prima le regole del gioco, perché senza quelle la classifica diventa una vetrina.
Contano tre cose. La prima è la concessione: numero, società titolare e sito .it su cui è rilasciata, così come l’operatore stesso li dichiara nelle proprie condizioni. La seconda è che cosa l’operatore scrive, nei suoi termini o nella sua app, su ciò che offre davvero: non su ciò che il marchio suggerisce. La terza è il costo, e il costo non è il bonus — è il margine, il rigioco, la quota minima, la scadenza, il massimo di vincita.
Un avvertimento sul primo metro, perché è quello che i comparatori usano peggio. La concessione è rilasciata per sito, non per società: la stessa azienda può gestirne diversi, e nell’elenco ADM ogni riga corrisponde a un solo indirizzo .it. L’elenco, inoltre, non ha una colonna per i giochi: un nome presente non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive, e una posizione in classifica non è una concessione su nessun mercato. Il concessionario può detenere in combinazione diritti su scommesse sportive, poker e skill games, giochi di tipo casinò, exchange e bingo — in qualunque combinazione. Che l’offerta sportiva esista lo dice il sito dell’operatore, non la lista.
Numero di concessione, società titolare e sito: i dieci profili a confronto
Ecco il quadro che serve a chi vuole verificare da sé, prima di depositare. La colonna centrale non è folklore burocratico: è il nome che compare sulle condizioni dell’operatore e che si ritrova nell’elenco pubblico, ed è l’unica prova di licenza che un lettore possa controllare senza fidarsi di una classifica.
| Marchio | Concessione ADM e società titolare | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore sul soggetto di questa pagina |
|---|---|---|
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | singole, multiple e sistemi; le giocate in corso o concluse sono raccolte in My Bets |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | punti cartellino con regolamento proprio: giallo 1, rosso 2, massimo 3 per giocatore |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | calcio, F1 e MotoGP, quote in tempo reale e streaming per il live |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Cash Out, Supercombo e Supercoppia; tra i mercati goal, no goal e multigoal |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | autoesclusione per periodi definiti e limiti di ricarica, spesa e tempo in registrazione |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | pre-match e live su migliaia di eventi, mercati 1X2, Under/Over, marcatori e combo |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | streaming degli eventi in diretta, con tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | esito finale, Under/Over, multigol e combo, con la sezione Supercombo |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | bonus sport con giro di 3 volte il deposito e vincoli su multiple e quota minima |
Quattro colonne sarebbero state più comode e più bugiarde. La quarta — «quota media sul mercato cartellini» — non esiste, perché nessuno di questi operatori pubblica un listino del genere, e inventarla riga per riga avrebbe prodotto dieci numeri finti con l’aria di essere precisi. La riga di William Hill è l’unica che parla del soggetto con una regola; le altre dicono ciò che l’operatore dichiara su di sé. Chi vuole sapere se Goldbet accetta un certo mercato cartellino su una certa partita trova la risposta nel palinsesto del giorno, non in una tabella.
La colonna di destra va letta come una fotografia, non come una promessa. Sisal mette davanti il Cash Out e le combo; NetWin mette davanti il proprio bonus sport con il suo giro di puntate. Sono cose diverse che rispondono a domande diverse: quanto è flessibile la giocata, e quanto costa sbloccare l’incentivo. Confonderle è l’errore tipico di chi sceglie il bookmaker dalla home page.
Quanto trattiene davvero il bookmaker su un mercato così
Il margine è la parte che nessun operatore scrive in grande. Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota letta su un listino: un mercato a due esiti, entrambi a 1,90.
La quota pagata per ogni unità puntata sull’esito vincente è 1,90, ma i due esiti insieme valgono 1 su 1,90 più 1 su 1,90, cioè 1,053 circa. Il bookmaker incassa più di quanto restituirebbe se l’esito fosse certo: il margine è quindi compreso tra il 4 % e il 6 % di tutto il giocato, e la parte ridistribuita ai vincitori resta tra il 94 % e il 96 %. Quel 5 % non si vede mai in una schedina, ma è già dentro ogni quota.
Su un totale giocato di 1.000 € sul mercato, con quel margine, la quota trattenuta dal bookmaker vale nell’ordine di 50 €; è una stima media su molte giocate, non un esito garantito su una singola partita. Il punto è un altro: i mercati laterali come i cartellini portano margini più larghi di quelli della 1X2, perché il conteggio dei punti è meno prevedibile del risultato finale e perché gli operatori coprono meno volume. Se la 1X2 sta intorno al 5 %, i punti cartellino stanno più in alto, e su una singola giocata la differenza si sente.
Su una puntata da 10 € a quota 1,90 il ritorno in caso di vincita è 19 €, con un profitto netto di 9 €. Lo stesso esempio su una multipla: due selezioni a 1,90 fanno una quota di 3,61, e 10 € rendono 36,10 €. Basta aggiungere gambe perché la quota cresca e il margine si moltiplichi a ogni passaggio — un motivo in più per non infilare un mercato dai margini generosi dentro una multipla lunga senza guardare il prezzo finale.
Fondamenti: come funziona la scommessa sui punti cartellino
La scommessa sui cartellini è, tecnicamente, una scommessa a quota fissa su un evento sportivo: la forma più classica prevista dalla legge italiana. Cambia l’oggetto — non chi vince, ma quanti cartellini escono — e cambia tutto il resto: come si costruisce il numero, come si liquida, quando arriva il denaro.

Il meccanismo ha una struttura semplice. L’operatore fissa una quota prima del fischio d’inizio; la puntata moltiplicata per quella quota dà il ritorno in caso di pronostico esatto; il margine del bookmaker è già incorporato nella quota. Il palinsesto è il programma di eventi e tipologie di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva, e una scommessa può essere accettata soltanto su eventi compresi in quel programma approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026, per esempio, è stato autorizzato il Setka Cup, un torneo di tennis tavolo, con un operatore come primo partner. La conseguenza pratica è questa: il mercato cartellini compare dove l’operatore lo ha inserito nel proprio palinsesto, e non su tutte le partite.
Poi c’è il conteggio, ed è qui che la scommessa si fa o si disfa. Un regolamento non vale l’altro, e il regolamento del bookmaker è quello che decide se il tuo pronostico è giusto o sbagliato.
Punti, doppi gialli e rossi: il regolamento decide il risultato
Il caso più esplicito è quello di William Hill, che scrive la regola per esteso nelle proprie condizioni. Nei mercati sui cartellini un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso ne vale 2, con un massimo di 3 punti per giocatore. Per i mercati sui punti cartellino, un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto ne vale 2.
Sembra la stessa cosa detta due volte. Non lo è. Nella seconda formulazione il giocatore espulso per doppia ammonizione esaurisce comunque il tetto dei 3 punti; nella prima il rosso diretto pesa quanto due gialli. Chi gioca un pronostico del tipo «oltre 4 punti totali» su una partita nervosa scopre che le due regole danno totali diversi sulla stessa gara, e che il bookmaker applica la sua.
Nei mercati che contano soltanto i cartellini gialli, invece, l’operatore assegna due punti al doppio giallo e non considera alcun cartellino rosso nel conteggio finale. Un difensore espulso per fallo da ultimo uomo su un mercato «solo gialli» non produce punti: il rosso diretto è invisibile al totale, e chi ha comprato «over» su un match che ha visto più gialli del previsto può comunque perdere perché l’arbitro ha tirato fuori il rosso al posto del secondo giallo.
Il perimetro conta quanto il conteggio. Nei mercati sui cartellini gialli e rossi le scommesse riguardano soltanto i giocatori in campo: sono escluse le espulsioni di giocatori in panchina, quelle di allenatori e altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita. Una panchina agitata non muove il totale, una rissa negli spogliatoi dopo il triplice fischio nemmeno. L’ordine di grandezza di queste esclusioni è modesto; la loro esistenza è la differenza tra una scommessa su un evento e una scommessa su un verbale.
E poi c’è la fonte. William Hill referta le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se quei dati non sono disponibili si usano i dati OPTA e, in casi particolari, la registrazione video dell’incontro. La fonte preferita non è la stessa per tutti: il sito ufficiale di un campionato può assegnare un cartellino diversamente da un provider statistico, e la differenza non è teorica. Chi verifica la giocata il giorno dopo su un portale qualsiasi può trovare un totale diverso da quello con cui è stata liquidata.
Va detto con chiarezza, perché è la parte che fa arrabbiare: il regolamento del bookmaker è il regolamento della scommessa. Non è un dettaglio tecnico, è il contratto.
Come si costruisce una giocata sui cartellini, dal singolo alla combo
Le forme disponibili sono quelle del mercato italiano: singola, multipla, sistema, e le composizioni create dall’operatore. Per il giocatore che vuole mettere insieme un marcatore e un cartellino nella stessa partita, la strada esiste ed è quella dei prodotti combo.
Il Player Builder di William Hill combina sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. Il vincolo è la correlazione: gli stessi eventi che fanno aumentare una quota tendono a dipendere l’uno dall’altro — una partita nervosa produce ammonizioni e tiri, e le due cose si muovono insieme. La quota unica non «paga il doppio» per due rischi indipendenti, perché indipendenti non sono.
La My Combo di SNAI lavora allo stesso modo e con un passo in più: permette di unire più combinazioni su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Eurobet e SNAI offrono singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse finiscono in una pagina dedicata; su SNAI il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Cash Out è utile su un mercato cartellini proprio perché il totale può girare in pochi minuti: un’espulsione al sessantesimo cambia il numero, e la scelta è tra incassare subito e aspettare.
Sul tavolo non c’è nessun diritto di recesso. La quota fissata quando la scommessa è stata piazzata è la quota che vale: è la stessa logica che il quadro normativo applica alla vincita, che è la puntata moltiplicata per la quota fissata in quel momento. Se il mercato si muove a tuo favore, il prezzo non si aggiorna.
Dove i cartellini compaiono nel palinsesto degli operatori italiani
Non tutti gli operatori comunicano di avere i cartellini in griglia, e questo è già un’informazione.
Goldbet li elenca fra i mercati di calcio, accanto a 1X2, marcatori e numero di goal, e la sua app permette giocate live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. SNAI propone scommesse su tiri in porta, cartellini e rigori accanto al risultato esatto e al numero di goal, con singole, multiple e sistemi e il Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Sono due conferme esplicite, e due operatori che trattano i punti cartellino come un mercato laterale tra i tanti, non come una specialità.
Whilliam Hill fa un passo in più e ci costruisce sopra un regolamento dedicato, con la pagina del regolamento sport che entra nel dettaglio di punti, esclusioni e fonte di refertazione. È l’unico dei dieci a documentare per iscritto la meccanica del conteggio, e per un mercato dove la meccanica è tutto questo conta più di una quota promozionale.
Gli altri grandi del confronto parlano di mercati in generale: 1X2, Under/Over, goal e no goal, marcatori, combo, multigol, esito finale, sezione Supercombo con mercati a quote maggiorate. Che i cartellini siano inclusi in quelle griglie è cosa che si vede nel palinsesto di una singola partita. Nessuna di queste informazioni va letta come una promessa: la disponibilità di un mercato dipende dall’evento, non dal marchio.
Il lato meno piacevole del quadro è la densità. Su un turno di campionato, i cartellini sono proposti su una minoranza di incontri, spesso quelli con più storia — derby, sfide salvezza, squadre con un alto numero di ammonizioni. Un mercato che appare solo dove c’è interesse attira una quota di giocate concentrata su poche partite, e su un campione così piccolo le medie non proteggono nessuno.
Normativa: concessione ADM, palinsesto approvato e siti oscurati
Il quadro normativo italiano non è una cornice decorativa, è il motivo per cui alcune cose sono possibili e altre no. Vale la pena guardarlo da vicino, perché quasi tutte le domande che un lettore si fa su un sito di scommesse — è legale, mi pagano, posso rivalermi — hanno la risposta scritta qui.

Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS: nelle pagine degli operatori e nei vecchi contratti la sigla vecchia resta, e su questo conviene non fare confusione quando si verifica una licenza. La disciplina è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.
Il punto che cambia la prospettiva è che le licenze non sono aperte. Si chiamano concessioni, e si assegnano con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; bingo. Sotto l’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Due cose vanno tenute insieme: la concessione è per sito e non per società, e l’elenco non ha una colonna per i giochi.
Da qui nasce l’errore più comune di chi confronta bookmaker. Un marchio può essere sull’elenco e avere un’offerta sportiva sottile, o non averla affatto; e un marchio assente dalle nostre dieci schede non è per questo senza licenza, perché il mercato è più grande di qualunque classifica. Quello che l’elenco non dice lo dice il sito dell’operatore, che per prassi dichiara numero di concessione e società titolare nelle proprie condizioni. È lì che si guarda, non su una pagina di comparazione.
Le condizioni che il concessionario accetta: depositi, informazione, pubblicità
Lo schema di concessione porta con sé obblighi che il giocatore incontra senza saperlo, e ognuno di essi ha un costo o un beneficio preciso.
L’art. 15, comma 1 impone al concessionario tutta una serie di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento di gioco del giocatore e sulla base di protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne di informazione o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
C’è poi il capitolo pubblicitario, che in Italia ha una forma dura. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 in una formulazione senza margini: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.
Lo stato di attuazione è meno compatto di quanto sembri. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 il TAR Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica della norma). Una proposta di modifica — un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese — non ha avuto esito noto, e alla data di verifica il divieto resta in vigore.
Qui però serve precisione, perché è il punto che quasi tutti i comparatori sbagliano. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un bonus di benvenuto può esistere, non può essere reclamizzato come una promozione a mezzo stampa. Non esiste, in Italia, un tetto statutario all’importo di un bonus né un tetto al rigioco richiesto: ammontare, requisiti di puntata e quota minima vengono dalle condizioni del singolo operatore. È il motivo per cui un bonus va letto, non paragonato a memoria.
Che cosa succede al denaro: prelievi, ricariche e tassazione
Sul denaro le regole sono poche e vanno lette con attenzione, perché riguardano cose che il giocatore dà per scontate.
La vincita di una scommessa sportiva a quota fissa è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, e questo è il cuore del contratto. L’imposta la paga il concessionario, non il giocatore: l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504 come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è pari al 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e al 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e quelle restituite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è questione aperta.
La conseguenza per il lettore è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta è prelevata a monte dal concessionario — è la lettura riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte», e il giocatore riceve la somma netta. Non è una conferma su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta è sempre la stessa: per il proprio caso, consultare un commercialista.
Diverso è il discorso sulle vincite arrivate da siti esteri o non autorizzati. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata che resta indeterminata. Detto in modo piano: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Sul versante dei versamenti, l’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — tenuti in un registro ADM: ricaricano il conto di gioco solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né far prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Le rotaie che le pagine di comparazione mostrano sui concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria; l’elenco effettivo di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e non risulta una norma che nomini le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
I siti non autorizzati, il blocco DNS e il rischio che ricade sul giocatore
L’offerta di gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la norma che lo dice è la stessa che protegge il giocatore quando il concessionario c’è.
L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello DNS e qualche provider è più lento di altri: un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore.
Il lato che riguarda il portafoglio è la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, che ADM stessa cita il 28 febbraio 2024: la legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
La differenza tra le due strade si misura in cose verificabili. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Non è una questione di marchio più o meno affidabile: è una questione di a chi si può chiedere qualcosa quando il conto non torna.
Gioco responsabile: limiti, autoesclusione e dove si chiede aiuto
Se il costo di un mercato come i cartellini è la parte che si paga in quota, il costo in tempo e in denaro è la parte che si paga in abitudine. Qui gli strumenti esistono, sono previsti dalla legge, ma vanno usati prima di averne bisogno.
Impostare i limiti in registrazione: cosa cambia davvero
All’apertura del conto il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano la sequenza esatta: il limite si imposta al momento dell’iscrizione, un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo occorre aspettare sette giorni.
AdmiralBet spinge il meccanismo un passo più in là, e chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile — con la stessa regola: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Il ritardo di sette giorni non è un dettaglio tecnico ed è la parte che più spesso fa arrabbiare. È l’unico punto del sistema costruito contro l’impulso: se una sera si vuole alzare il tetto per inseguire una perdita, la procedura impone una settimana di attesa. Chi trova quella frizione fastidiosa dovrebbe chiedersi perché la trova fastidiosa.
Resta il limite di fondo. Un limite di deposito è una soglia sull’ingresso del denaro, non una soglia sulle giocate: chi lascia saldo sul conto può puntarlo tutto senza incontrare nessuno stop. In Italia non risulta un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive; gli strumenti che vincolano sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in fase di registrazione.
Periodi di pausa, autoesclusione e RUA
L’autoesclusione è lo strumento più forte disponibile, e il suo funzionamento è la cosa più utile da conoscere prima di aprirne uno.
Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La combinazione dei due dati dice una cosa semplice: la richiesta non ferma un solo sito, ferma l’intero sistema autorizzato, perché il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio.
Il limite è altrettanto semplice, ed è quello che nessuno mette in evidenza. I siti senza concessione non sono collegati al RUA: il giocatore che si è autoescluso lì resta senza protezione, e non c’è un registro a cui appellarsi. Il perimetro della tutela coincide con il perimetro della licenza, non con la buona volontà del marchio.
Sul piano più leggero, gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione stessa: è quanto elenca bet365, che per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 richiede del resto strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono il 1° febbraio 2026.
Sull’identità, infine, c’è una regola che ha un costo pratico. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e Goldbet anche con CIE tramite un provider SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. È un dettaglio che non ha niente a che vedere con i cartellini, e che con i prelievi ha moltissimo a che fare.
Quota, margine e tipi di giocata: che cosa si compra davvero
Resta da mettere in fila la meccanica del prezzo, perché è il punto in cui una decisione da dieci euro si trasforma in una decisione informata.
Dalla quota al margine: il conto che nessuno mette in vetrina
La quota è il prezzo di un esito. Moltiplicata per la puntata dà il ritorno in caso di pronostico esatto, con l’esempio già visto: 10 € a 1,90 rendono 19 €, per un profitto netto di 9 €. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico: due gambe a 1,90 valgono 3,61.
Il margine è la differenza tra ciò che il mercato incassa e ciò che restituisce, e si legge da tutte le quote di uno stesso mercato. Sull’esempio a due esiti a 1,90 la quota pagata per unità puntata è circa il 95 % di tutto il giocato, con un margine poco sopra il 5 %. Su un totale giocato di 1.000 € quel margine vale nell’ordine di 50 € trattenuti dal bookmaker, sempre come stima media e non come garanzia sul singolo evento.
Da qui la regola che serve al lettore: due operatori che espongono 1,90 e 1,88 sullo stesso mercato non stanno proponendo la stessa cosa, e la differenza non è di due centesimi ma di margine. Su un mercato dai margini larghi come i cartellini, dove il conteggio dipende da un regolamento e da una fonte di refertazione, il prezzo relativo pesa più che sulla 1X2. Confrontare i prezzi su un mercato laterale richiede pazienza; leggerli a occhio li rende tutti uguali.
Una nota sul formato: in Italia le quote si scrivono in forma decimale con la virgola. Una quota «1,85» è la stessa cosa di una quota «1.85» scritta all’inglese, e di una quota frazionaria scritta in un altro modo. Cambia la grafia, non il prezzo.
Quanto costa sbloccare un bonus: rigioco, quota minima e scadenze
Il bonus di benvenuto è la parte dell’offerta più raccontata e meno letta, e per chi scommette sui cartellini è quella che decide se l’incentivo vale qualcosa.
Prendiamo due strutture reali, e guardiamo il conto. Il Benvenuto Sport di William Hill è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il bonus Sport-50 di NetWin chiede invece un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.
Il tipo di incentivo è la prima cosa da fissare, perché cambia il valore più del numero. Il bonus cash di William Hill è denaro: arriva in tranche e non richiede un giro di puntate sul bonus stesso, ma richiede una multipla da cinque selezioni con quota minima 5.00 per ogni tranche. Il bonus NetWin è vincolato a un giro di tre volte il deposito, e i tre eventi con quota minima 2.00 per evento escludono la singola ben pagata.
Vale la pena fare il conto in astratto, con un caso illustrativo e non con il numero di una promozione in corso: su un deposito di 50 €, un giro di 3 volte il deposito significa 150 € di puntate complessive. A 10 € per giocata sono 15 giocate da piazzare, e solo quelle che rispettano i vincoli di multipla e di quota minima contano davvero. Applicando il margine del mercato citato sopra, poco più del 5 %, il costo medio di quel passaggio è nell’ordine di 8 € se tutto il rigioco avvenisse su un mercato a margine contenuto — ed è una sottostima, perché le multiple da tre eventi e le quote minime imposte spingono verso mercati più cari. Il numero va letto per quello che è: una stima media, non un esito.
C’è poi il vincolo che rende il rigioco incompatibile con questo mercato. Sia il regolamento di William Hill sia quello di NetWin escludono le scommesse con cash out attivo dal conteggio, e NetWin esclude anche i sistemi, l’antepost e il live. Chi gioca cartellini in live e chiude la giocata prima del fischio finale sta usando uno strumento che il requisito di puntata non conta: la giocata è legittima, non è utile ai fini del bonus. Leggere la clausola prima di costruire la strategia conviene più che scoprirlo a promozione scaduta.
Il quadro complessivo, con le regole italiane accanto, è questo: nessun tetto statutario all’importo di un bonus e nessun tetto statutario al rigioco, quindi ammontare, requisiti di puntata e quota minima vengono dalle condizioni dell’operatore e cambiano da marchio a marchio. Una quota minima alta trasforma una promozione generosa in un obiettivo raggiungibile solo con multiple lunghe, e su un mercato cartellini la copertura è troppo rarefatta per costruire a comando cinque selezioni da 5.00 di quota. Il bonus è denaro reale solo alla fine del percorso.
I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno
Nessuna classifica, nessun ordine di merito: dieci profili, ognuno con ciò che le sue condizioni dichiarano e con la lettura che se ne ricava. Il metro resta lo stesso per tutti — cosa scrive l’operatore, e quanto costa al giocatore.
William Hill: l’unico che scrive per esteso il regolamento dei cartellini
La concessione è la n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul sito William Hill. È l’unico dei dieci a documentare la meccanica del conteggio: giallo 1 punto, rosso 2 punti, massimo 3 per giocatore; doppio giallo con rosso 3 punti, rosso diretto 2; nei mercati solo gialli due punti al doppio giallo e nessun rosso nel totale; solo giocatori in campo, con panchina, staff e provvedimenti dopo il fischio finale fuori dal conteggio; refertazione sui dati del sito ufficiale della manifestazione, con OPTA e in casi particolari la registrazione video come alternative.
Il valore pratico di questa trasparenza è che si può calcolare il proprio pronostico prima di giocare. Sul mercato goldbetiano dei «solo gialli» — scusi, sul mercato «solo gialli» — un’espulsione diretta non produce punti, e chi legge il regolamento lo sa in anticipo; chi non lo legge lo scopre a referto. Il Player Builder permette poi di legare nella stessa partita un marcatore, un ammonito e almeno un tiro nello specchio, che è la sintesi di ciò che questo operatore vende: combinazioni costruite a mano su eventi che si assomigliano.
Il bonus è un bonus cash del 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni e tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. La condizione è pesante per un giocatore di cartellini e lo dico chiaro: cinque selezioni da quota complessiva 5.00 sono una cosa diversa da una giocata sui punti, e chi vuole sbloccare le tranche deve costruire una multipla sul calcio generale. Denaro vero, percorso obbligato altrove. Chi cerca regole chiare e accetta di giocare le tranche su mercati principali trova qui il pacchetto più leggibile del gruppo; chi vuole i cartellini e basta lasci perdere il bonus e guardi il prezzo.
Eurobet: il conto più semplice, la pagina My Bets per controllarsi
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet. L’offerta copre scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte in una pagina dedicata all’interno dell’app.
Il dato interessante non è la varietà — è la contabilità. Un mercato dove il totale viene deciso da una fonte esterna e da un regolamento ha bisogno di un posto dove ricontrollare le giocate; una pagina che raccoglie le schedine aperte e chiuse rende il controllo immediato, senza scavare nelle email. Sui punti cartellino, dove una discrepanza di refertazione è la contestazione più frequente, questa è una funzione che si usa.
L’apertura del conto passa per le procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Sul costo, la pagina non dice nulla di diverso dagli altri: il margine se lo prende la quota, e a Eurobet conviene guardare il prezzo sul singolo mercato più che l’ampiezza del catalogo. La sostanza del profilo è la solidità operativa, e in un mercato dove la contestazione è frequente è una virtù concreta, non un complimento.
Lottomatica: streaming e live, il contrario di una scommessa ragionata
Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Lottomatica. L’offerta copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La concessione intestata a GBO Italy è l’esempio più chiaro di quanto detto sulla natura per sito della licenza: la società che si legge sulle condizioni non porta il nome del marchio, e chi verifica un conto deve guardare la riga della concessione, non il logo. Sull’offerta, lo streaming è la funzione che qualifica il profilo e, insieme, il suo punto debole. Il live su un mercato come i cartellini invita a inseguire il numero mentre cambia: un’ammonizione al ventesimo sposta il totale, la quota si muove, e la comodità di vedere tutto in diretta diventa la ragione per aggiungere una giocata che non era prevista.
Chi ha disciplina trova nello streaming un modo per seguire la partita che si è già giocato in pre-match; chi non ne ha trova un moltiplicatore dell’impulso. Il prezzo di una quota live, per giunta, è in genere meno generoso di quello pre-match sullo stesso mercato. Il profilo regge sul calcio dei grandi campionati, non sulle nicchie statistiche: chi cerca i punti cartellino li trova dove il palinsesto li mette, e qui il palinsesto è orientato allo spettacolo.
Sisal: l’operatore con il Cash Out al centro
Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., su Sisal. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati goal, no goal e multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Le espulsioni sono un mercato cugino dei cartellini, e vederle citate accanto a rigori e tiri in porta dice che l’operatore presidia la parte «eventi disciplinari» della partita. Il Cash Out, su questo tipo di mercato, vale più che altrove: il totale può girare su un episodio isolato e la possibilità di uscire prima del fischio finale ha un prezzo, quello della quota di chiusura, che l’operatore fissa. È una funzione che si paga, e questo va ricordato quando la si usa come assicurazione.
Il rovescio è che la combinazione tra Cash Out e requisiti di puntata è quasi sempre vietata: le giocate con cash out attivo restano fuori dal conteggio del rigioco. Chi apre un conto per un bonus e chiude le schedine a metà partita si trova con un percorso che non avanza. La profondità dei mercati e la flessibilità della giocata sono il vero punto di forza; il prezzo della flessibilità lo fissa Sisal.
AdmiralBet: il limite diventa una scelta obbligata
Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., su AdmiralBet. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Il dettaglio che distingue questo profilo dagli altri non è l’esistenza degli strumenti — sono previsti dalla legge per tutti i concessionari — ma il momento in cui vengono chiesti. Il limite in fase di registrazione arriva prima che il giocatore abbia provato il prodotto, cioè prima che abbia una percezione realistica di quanto spende; chi non ci ha mai pensato deve pensarci ora. La scala da 7 a 270 giorni per l’autoesclusione copre anche chi vuole solo spegnere l’accesso per una settimana senza una decisione definitiva, e la revoca a nove mesi per la forma indeterminata è la via d’uscita per chi ci ripensa.
Il difetto è che nessuno di questi strumenti tocca il prezzo. Il limite riduce quanto entra nel conto, non quanto costa una giocata: sui cartellini, dove il margine è più alto che sulla 1X2, il freno è sul volume e non sul valore. Per un giocatore che sta valutando se il conto è sotto controllo, questa è la ragione più forte per iscriversi qui: il conto lo si apre già con un tetto scritto.
Betsson: catalogo ampio, nessuna specialità sui cartellini
Concessione n. 16027, Azzurri Limited, su Betsson. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, goal e no goal, marcatori e combo.
Azzurri Limited è la stessa società che compare sulla concessione di StarCasinò, e questo è il modo più pulito per rendersi conto di quanto la licenza sia legata al sito: una società, due indirizzi, due concessioni distinte. Sul prodotto, la scala è la caratteristica: migliaia di eventi tra pre-match e live significano che il problema non è trovare una partita, è scegliere. Su un mercato di nicchia come i punti cartellino la scala non aiuta — non è documentato che i cartellini facciano parte della griglia offerta — e questo va pesato da chi cerca esattamente quello.
Chi gioca su molti sport e molte leghe trova qui una copertura che pochi eguagliano, con l’Under/Over come mercato naturale per chi ragiona su un numero più che su un esito. La profondità del catalogo resta la ragione principale per aprire qui, sempre che il mercato cercato ci sia.
Planetwin365: eventi minori e streaming quotidiano
Concessione n. 16007, Pwo S.p.a., su Planetwin365. L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
L’inserimento del tennis tavolo non è un dettaglio da pagina secondaria. È un mercato che ADM segue evento per evento — a settembre 2026 ha autorizzato il Setka Cup, il torneo di tennis tavolo, con un operatore come primo partner — e che vive accanto al palinsesto tradizionale solo presso chi lo presidia con continuità. Chi cerca partite su cui ragionare senza la pressione del grande calcio trova in questa fascia la copertura più regolare del gruppo.
Sui cartellini, però, il profilo non promette nulla, e su un mercato disciplinare di un torneo minore la variabile umana è ancora più alta: arbitri, regolamenti federali e refertazione sono terreno meno standardizzato del campionato di Serie A. Chi vuole seguire in streaming un evento poco battuto è nel posto giusto; chi vuole un numero stabile da giocare deve contare su sé stesso.
Betfair: exchange e mercati a quota maggiorata
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., su Betfair. L’app propone mercati come esito finale, Under/Over, multigol e combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
L’exchange è riconosciuto dal quadro normativo come gioco a sé — scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le parti — e la documentazione dell’operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è noto, e Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Il modello è diverso da quello di un bookmaker tradizionale e va letto come tale: sul mercato a quota maggiorata il prezzo viene da altri giocatori oltre che dall’operatore, e il margine non è una percentuale fissa che si legge dalle quote. Per chi vuole confrontare i prezzi invece di accettarli, è l’unico profilo dei dieci che lo permette davvero.
StarCasinò: il casinò che accetta anche scommesse sportive
Concessione n. 16026, Azzurri Limited, su StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Qui la concessione e la scheda del prodotto raccontano due storie diverse, ed è il caso in cui il lettore deve decidere da sé. La concessione abilita il sito, il cui centro è il casinò; l’offerta sportiva c’è, è dichiarata sui principali eventi, ma è chiaramente la seconda gamba di un prodotto pensato per altro. Sui punti cartellino non c’è nulla di specifico: chi li cerca deve verificare nel palinsesto.
Il costo nascosto di un profilo così non è nel margine, è nella vicinanza. Un conto aperto per le scommesse vive accanto a slot e Live Casinò a un clic di distanza, e il gioco da casinò ha margini e ritmi diversi dalle scommesse sportive. Chi tiene separate le due cose può usare il bookmaker per quello che serve; chi non le tiene separate ha aperto più di un conto sportivo.
NetWin: rigioco corto, vincoli stretti
Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a., su NetWin. Per sbloccare il bonus Sport-50 l’operatore chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.
Il giro di 3 volte il deposito è un requisito contenuto rispetto a quanto il mercato propone altrove, e in assenza di un tetto statutario al rigioco questo è un vantaggio che si nota. Le condizioni, però, sono strette in modo coerente: tre eventi con quota minima 2.00 ciascuno e quota totale di almeno 10.00 allontanano la giocata costruita bene, quella su un mercato a margine contenuto come la 1X2 di un singolo incontro, e la sostituiscono con la multipla a tre gambe su cui il margine si somma. Il divieto di antepost e live, e l’esclusione delle scommesse con cash out attivo, restringono ulteriormente il campo.
Sul valore, il conto si fa presto: se il requisito è corto ma la quota minima imposta è alta, il costo medio per sbloccare il bonus sale, perché si è costretti a giocare dove il prezzo è meno generoso, e il tempo utile è di sette giorni. Chi gioca multiple da tre eventi come abitudine — e sono tanti — trova un requisito che assomiglia alla propria giocata abituale. Chi conta sulla singola o sul live paga il requisito in giocate che non avrebbe fatto.
Domande frequenti sulle scommesse sui cartellini
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il sito .it: ogni riga corrisponde a un indirizzo, con un codice che va da 16000 a 16051. La concessione è per sito; la lista non indica i giochi offerti. L’operatore dichiara numero e società nelle proprie condizioni.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata quando la scommessa è stata piazzata: 10 € a 1,90 rendono 19 €, cioè 9 € di profitto netto. In una multipla le quote si moltiplicano in un prezzo unico. Il prezzo non cambia dopo la giocata, qualunque cosa accada al mercato.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un mercato a due esiti a 1,90 la somma è circa 1,053: la parte ridistribuita ai vincitori è intorno al 95 % di tutto il giocato e il margine poco sopra il 5 %. Il numero vale solo per quel mercato e per quelle quote.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
All’apertura del conto si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo occorrono sette giorni. Le condizioni di alcuni operatori chiedono in registrazione limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco, giornalieri, settimanali e mensili. Il limite riguarda l’ingresso del denaro, non le puntate.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM l’imposta la versa l’operatore, non il giocatore: il prelievo è a monte e il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, secondo la lettura riportata dalla stampa di settore. Non è una conferma dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non autorizzato?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza di ADM e non offre gli strumenti di limite obbligatori. È esposto al blocco DNS, e come scrive ADM il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Le vincite ricadono poi sotto la disciplina dei redditi diversi.
Preparato dagli editori di «Cestisticaamericana».