Non AAMS scommesse in Italia 2026: la concessione è per sito, non per marchio

Updated Novembre 2026
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Chi cerca «non AAMS scommesse in Italia» cerca un elenco. Trova invece una regola: un bookmaker che accetta scommesse da giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it. Fuori da quella cornice l’offerta esiste, è raggiungibile, e in Italia è illegale.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Aggiornato al 3 Novembre 2026; le concessioni e i marchi citati sono stati verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sulle condizioni d’uso e le schede applicative dei singoli operatori.

La lista dei «siti esteri» che un motore di ricerca restituisce in trenta secondi è, in larga parte, un elenco di domini che ADM ha già inibito e che vengono ricreati con un altro indirizzo poche ore dopo. Chi punta su quelle piattaforme non sceglie un bookmaker più conveniente: sceglie un mercato senza arbitro. E la scelta, quando la si guarda da vicino, non è tra licenza italiana e licenza straniera — è tra una concessione e nessuna copertura.

La classifica: dieci bookmaker con concessione confrontati su ciò che si può verificare

La parola «classifica» qui va maneggiata con cura. Mettere in fila dieci marchi non li promuove a migliori d’Italia: significa che su ognuno esiste un dato controllabile, e che il confronto si fa su quello. Tutti e dieci hanno una concessione, un numero di codice e un concessionario diverso dal nome commerciale, e questo è già il primo elemento utile della tabella: il marchio sull’app non è la società che risponde ad ADM.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.
Marchio Codice di concessione e concessionario Che cosa stabiliscono le condizioni del sito sul soggetto della chiave
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited L’app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con Premier League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis pre e live
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), coppe europee e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Apertura del conto con registrazione classica e documento in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura del conto con procedure di identificazione via SPID e CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni

Le tre colonne raccontano tre cose diverse. La seconda dice chi risponde della concessione: Azzurri Limited compare due volte con due codici distinti, 16026 per StarCasinò e 16027 per Betsson, ed è la prova più pulita che la concessione si assegna al sito e non alla società. Un gruppo può gestirne diversi, e due siti dello stesso gruppo restano due concessioni. La terza colonna è l’unica che mostri se dietro il codice c’è davvero un prodotto di scommesse, perché l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi: un nome nell’elenco dimostra che il marchio è autorizzato al gioco a distanza, non che offra scommesse sportive. Quella risposta sta sul sito e sull’app dell’operatore, e va letta lì.

Il palinsesto separa i dieci più di quanto la licenza non faccia. Eurobet porta al banco anche scacchi, elezioni e reality show — un catalogo che esiste perché il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Sisal e SNAI giocano sulla profondità: diretta streaming su quattro sport per il primo, chiusura anticipata della schedina con il Cash Out per il secondo, più mercati minori come tiri in porta, rigori ed espulsioni. Bet365 mette sul tavolo un accordo di partnership globale con la UEFA Champions League, che è visibilità, non una quota migliore. Planetwin365 copre le serie minori italiane che gli altri trattano di sfuggita. StarCasinò parte dal casinò e aggiunge le scommesse, e lo dice l’app: chi cerca solo il calcio trova lo stesso un prodotto completo, chi cerca un bookmaker puro si trova in un ambiente dove le slot stanno in vetrina.

C’è un dettaglio che nessuna colonna può contenere e che vale più di tutte e tre: questo elenco non è il mercato. Al 25 ottobre 2026 l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it, dopo la gara bandita a settembre 2025 che assegnò 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro e nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Un marchio che non compare tra i dieci di questa pagina non è per questo privo di concessione: è semplicemente un marchio che nessuno ha ancora messo in fila.

Tre nomi circolano molto nelle ricerche su questo tema — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — e al 25 ottobre 2026 non stavano tra le 52 righe dell’elenco. Vale la pena tenere a mente la distinzione: non essere nell’elenco significa non avere una concessione per raccogliere gioco in Italia. È un fatto amministrativo, non un giudizio sulla qualità del prodotto, e per il giocatore italiano pesa più di qualunque quota.

Che cos’è il mercato non AAMS e perché la parola «AAMS» non è sparita

Dal Monopolio all’Agenzia, con la sigla vecchia ancora in bocca

La sigla AAMS viene dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, soppressa nel 2012 quando le sue funzioni sono passate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il mercato però non ha mai cambiato vocabolario: cercare «non AAMS» resta il modo più comune per dire «fuori dalla concessione italiana», e le condizioni dei concessionari parlano ancora di autorizzazioni AAMS. Chi scrive ADM (ex AAMS) alla prima occorrenza e poi solo ADM fa la cosa più utile: usa il nome esatto della cosa e non corregge il lettore che cercava la sigla vecchia.

La concessione è la chiave di tutto. Non è una licenza aperta che chiunque rispetti dei requisiti può comprare: è un titolo assegnato per gara pubblica, e il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ne riscrive il quadro. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Sono sei famiglie, e ogni concessionario può ottenerne una o più in qualunque combinazione.

Quello che un operatore italiano ha e un dominio .com non ha

Una concessione non è un bollino. È un pacchetto di obblighi che cambiano l’esperienza di chi gioca, e la differenza si misura in cinque punti concreti.

Il primo è la vigilanza. Il concessionario opera sotto ADM, che approva il palinsesto evento per evento: si scommette solo su eventi e tipi di giocata che stanno nel programma approvato, e questo spiega perché certi mercati compaiano e spariscano da un operatore all’altro. Il secondo è l’identificazione obbligatoria: un conto di gioco richiede l’identificazione piena, con registrazione classica e copia di un documento oppure con SPID, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come indicano le pagine degli operatori. È una seccatura, ed è esattamente la seccatura che un sito non autorizzato non ti chiede. Il terzo è il limite di deposito scelto in registrazione. Il quarto è l’autoesclusione, che nel RUA vale su tutte le piattaforme italiane. Il quinto è il foro: se qualcosa va storto — un prelievo negato, un conto bloccato, una contestazione su una schedina — esiste un’autorità italiana e un giudice italiano. Fuori, esiste un ufficio assistenza che risponde in un’altra lingua e un contratto scritto sotto una legge che in Italia non vale nulla.

La durata dice quanto questo pacchetto sia pensato per durare. La concessione dura al massimo nove anni senza rinnovo automatico, e durante il periodo non si toccano né il contenuto della concessione né il regime fiscale. Chi punta sulla stabilità dell’operatore italiano non sta facendo una scommessa: sta contando su un titolo che la legge stessa rende stabile.

Normativa: cosa prevede la legge italiana per i siti non autorizzati

L’inibizione dei domini, dal 2007 al reindirizzamento del 2026

L’ADM blocca i siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ripete da allora una frase molto semplice: solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’inibizione dei siti non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Il meccanismo è cambiato di recente nella forma, non nella sostanza: dall’aprile 2026 i domini inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, e i due metodi restano entrambi attivi per un periodo di transizione, secondo quanto indica ADM nella pagina sui siti web inibiti, aggiornata al 13 ottobre 2026.

Vale la pena guardare il meccanismo dal lato di chi ci sbatte contro. Il reindirizzamento è più leggibile del vecchio IP statico: invece di una pagina bianca il giocatore legge un avviso che dice, senza giri di parole, che il sito non ha le autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Ma il blocco agisce a livello DNS, e qualche fornitore di connettività è più lento di altri ad allinearsi. Il risultato è che lo stesso dominio può essere inibito al lavoro, sulla rete mobile e sul wi-fi di casa in modo diverso nella stessa giornata.

Sul versante di chi dovrebbe rendere esecutivo il blocco, la pressione è monetaria. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come prevede l’art. 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. Un provider che si distrae su un dominio può pagare più di quanto guadagni da quel cliente in dieci anni.

Il dettaglio che rende il quadro sgradevole per chi difende gli «siti esteri» come scelta di libertà è l’ordine di grandezza. Un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini inibiti, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta. Nello stesso tempo, i mirror ricompaiono entro poche ore sotto un indirizzo nuovo. Un lettore attento dovrebbe ricavarne una conclusione imbarazzante: la lista degli «alternativi» cambia così in fretta che nessuna recensione può starle dietro, e chi gioca lì sta usando un dominio che nessuno ha potuto verificare nemmeno un giorno prima.

Art. 4 della legge 401/1989, la regola che arriva fino al giocatore

Qui si smette di parlare di siti e si comincia a parlare di persone. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero; e — questa è la parte che sorprende quasi tutti — anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Non è una lettura di un commentatore: è la formulazione che ADM stessa ha ripreso nel comunicato del 28 febbraio 2024, ricordando che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato.

Due precisazioni, perché la materia si presta ai toni apocalittici e non li merita. L’importo dell’ammenda non è noto, e non è noto nemmeno se contro un singolo giocatore sia mai stato instaurato un procedimento: la regola esiste, la sua applicazione alla persona che scommette è la parte che nessuno può documentare. E la regola non è rivolta soltanto al giocatore: la pubblicità di operatori privi di concessione può costare ai media anche provvedimenti specifici dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, oltre alle conseguenze penali. Il che spiega, tra l’altro, perché nessuna testata seria metta un link a quei marchi.

Per gli operatori la rete è più stretta di così. Il comma 4-bis dello stesso articolo 4 copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero, e l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 affida ad ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, il compito di tenere due elenchi pubblici: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti la cui accessibilità è inibita. Chi lavora nel settore sa che la partita si gioca su questi elenchi, e che un dominio nuovo ha vita breve per costruzione.

Una licenza estera non produce effetti in Italia

Curaçao, Malta, Anjouan: sono le giurisdizioni che ricorrono di più nelle pagine di quei siti, e la loro pubblicità le presenta come garanzie equivalenti. In Italia non lo sono. Una licenza estera non ha alcuno standing nel quadro italiano, perché l’unico titolo che abilita a raccogliere gioco da giocatori italiani è la concessione rilasciata da ADM per quel singolo sito. Il blocco DNS e la pagina di avviso sono il modo in cui quella distanza si rende visibile a chi non legge le condizioni contrattuali.

C’è un secondo ordine di conseguenze, meno pubblicizzato e più tangibile, che riguarda chi vince. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta è applicata alla fonte e il giocatore incassa la somma netta: è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta è la stessa di sempre, cioè consultare un commercialista. Sui siti esteri il ragionamento cambia: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota, e la posizione va letta per quello che è — un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, non consulenza fiscale.

La differenza tra le due situazioni non è teorica. Al concessionario l’imposta la paga l’operatore, con l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite corrisposte; sulle scommesse ippiche a quota fissa valgono le stesse aliquote, mentre i virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Fuori da quel perimetro, l’imposta la paga il giocatore, con le regole del reddito e non quelle del gioco.

Pubblicità: il Decreto Dignità e la sua crepa

Il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. ADM lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024 con parole che non lasciano spazio a interpretazioni: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

L’ha reso operativo AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione. Il che produce una situazione curiosa, e vale la pena dirla perché il lettore la incontra ogni domenica sui campi: sponsorizzazioni di maglia, naming di stadi e pubblicità a bordo campo di operatori italiani sono la parte visibile di un divieto che nessuno ha tolto, e le eccezioni previste dal decreto sono ristrette — la promozione del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e i messaggi sociali o di gioco responsabile che un concessionario può firmare con il proprio logo. Un logo su una maglia non è un messaggio di gioco responsabile, per quanto il club lo presenti così.

Il fronte si è mosso nel 2025 e nel 2026, senza che la regola cambiasse. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica della norma. Esiste anche una proposta, non legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. L’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge una notizia su un futuro ritorno delle pubblicità farebbe bene a controllare la data prima di crederci.

C’è un punto in cui la confusione è massima ed è bene scioglierla. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus di benvenuto. Non è nota una soglia statutaria né sui bonus né sui requisiti di puntata, e né gli importi né i rigioco né le quote minime hanno un tetto di legge: stanno nelle condizioni di ciascun operatore, e vanno letti lì. Chi cerca «bonus bookmaker non AAMS» per trovare condizioni migliori sta confrontando il tasso di rigioco di un’offerta autorizzata con quello di un sito che nessuna autorità italiana controlla, e la seconda parte del confronto non è verificabile.

Prevenzione e tutela di chi gioca: gli strumenti che conta davvero

Il RUA e l’autoesclusione che vale su tutte le piattaforme

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 ed è il solo strumento di questo mercato che abbia davvero un effetto di sistema. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta: chi si esclude su un sito si esclude da cinquanta e passa, e dalle sale fisiche oltre che dal gioco a distanza. Le condizioni dei concessionari riportano le durate disponibili — 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato — e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, cioè la possibilità di chiudere solo una parte dell’offerta lasciando aperte le altre.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

La parte che conta per questa pagina è il perimetro. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio estero non incontra alcun blocco, e l’autorità che dovrebbe proteggerlo non è competente su quel sito. Non è un dettaglio tecnico: la cosa che un giocatore problematico chiede a un sistema è che gli renda difficile ricominciare, ed è esattamente la cosa che un sito fuori dal registro non gli offre.

Limiti di deposito scelti in registrazione, non imposti

Il limite di deposito nel mercato italiano non arriva dall’alto. In registrazione il giocatore sceglie un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e la scelta è il primo impegno preso prima di vedere una quota. Le regole sulla manutenzione del limite sono pensate per togliere una scappatoia: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Il ritardo è la parte interessante — chi prova ad alzare il tetto nel mezzo di una serata non ci riesce, e quella mezz’ora di attesa è il momento in cui si recupera la testa.

La cornice è nell’art. 15, comma 1, che mette insieme limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Gli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota, e per il giocatore conta poco: il numero che lo riguarda è quello che ha scelto lui.

Un tetto alle puntate nelle scommesse sportive non è previsto per legge, di quanto si può documentare. Gli strumenti che mordono sono due: i limiti che il giocatore si dà in registrazione e il limite di deposito scelto in apertura di conto. Chi cerca una regola statale che fermi la mano non la trova, e questo vale doppio su un sito estero, dove non c’è nemmeno un protocollo ADM a fissare un tetto in base al comportamento.

Dove si chiede aiuto

Un numero di telefono non è una clausola contrattuale, ed è l’unica cosa di questa sezione che valga la pena copiare e tenere. Per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, segnalato tra gli strumenti di gioco responsabile anche nelle schede dei principali operatori autorizzati. Gli stessi operatori mettono a disposizione periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e le informazioni sull’uso di questi strumenti stanno nelle condizioni del singolo sito, non in un’unica pagina valida per tutti.

C’è poi un dovere di sistema che vale la pena conoscere quando si valuta quanto un operatore prenda sul serio la materia: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra piccola in rapporto al giro d’affari, e volutamente visibile. Su un sito senza concessione non esiste alcun obbligo equivalente.

Quanto costa puntare: il margine del bookmaker su cento euro di giocate

Un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati dà un payout — la quota di tutte le puntate che il mercato restituisce — pari a 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %. Il margine del bookmaker è la differenza: circa il 5 %. Su un giro di puntate di 100 €, un margine del 5 % lascia nelle casse del bookmaker circa 5 € e restituisce ai giocatori circa 95 €, ipotizzando che l’intera somma venga rigiocata una volta sola su quel mercato.

Lo scenario da cui parte questo conto è quello che il giocatore italiano ha già in mano senza saperlo: un limite di deposito settimanale o mensile scelto in registrazione, che per l’esempio vale 100 € depositati e puntati una volta, e una quota 1,90 su un mercato a due esiti, che è un esempio e non un prezzo rilevato. La banda dentro cui cade la perdita attesa va da un minimo di circa 5 € a un massimo di circa 5 € per ogni ciclo di 100 € puntati su un mercato con quel margine. Detta così non sembra una banda, ed è il punto: con il margine attorno al 5 % e la somma puntata una sola volta, la perdita attesa è circa 5 % della somma puntata.

La banda diventa interessante quando cambia uno dei due ingressi. Su un mercato con margine del 10 % — non raro nei mercati secondari e nelle combo costruite a mano — la stessa somma lascia circa 10 € e restituisce circa 90 €. Su un mercato con margine del 3 %, tipico delle grandi partite di calcio sui bookmaker che competono sul prezzo, la perdita attesa scende a circa 3 €. Su dieci cicli da 100 €, la forbice tra il mercato peggiore e il migliore si allarga da circa 30 € a circa 100 € di costo atteso. È lì che sta la scelta tra due operatori, non nell’entità del bonus di benvenuto.

Il margine resta nel prezzo qualunque cosa faccia il giocatore. Un bonus che accredita 10 € e chiede un rigioco su quote minime non riduce il margine: lo moltiplica per il numero di puntate necessarie a completare il requisito. Ed è qui che il conto diventa scomodo per le offerte «senza deposito», misurate su più giri: ogni giro paga il proprio margine, e il valore atteso di un bonus senza deposito scende a ogni passaggio sul banco.

Il payout del 95 % è anche il modo più onesto di leggere la differenza tra un concessionario e un sito estero, almeno per la parte che si può misurare. Il margine c’è da entrambe le parti, perché nessun bookmaker lavora gratis. La differenza è che da una parte c’è un’Agenzia che approva il palinsesto, impone l’identificazione, tiene il RUA e risponde a un’autorità italiana; dall’altra c’è un prezzo che può essere identico e nessuno di quegli strumenti.

I dieci bookmaker con concessione, uno per uno

Prima di entrare nei singoli marchi, una nota che vale per tutti e dieci e che nessuna scheda ripeterà: sono concessionari con un sito .it e un codice di concessione, e la concessione è il presupposto perché quelle offerte esistano in Italia. Le descrizioni che seguono riportano quello che le condizioni e le schede applicative di ciascun operatore dichiarano, non un giudizio sul prodotto.

StarCasinò: il casinò che si è preso anche le scommesse

StarCasinò è un marchio Azzurri Limited con concessione ADM n. 16026, ed è il primo caso di questa lista in cui il nome dello sponsor dice la verità sul prodotto. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La struttura dell’offerta è quella di una piattaforma di casinò che ha aggiunto un bookmaker completo, non di un bookmaker che ha aggiunto qualche gioco.

Per chi gioca solo scommesse, la conseguenza non è drammatica ma è reale: la home spinge verso slot e live casinò, e trovare la sezione sportiva richiede un passaggio in più rispetto a un operatore che mette le quote in vetrina. La concessione è unica e copre la combinazione di prodotti che l’operatore ha scelto, quindi la presenza del casinò non intacca nulla sul piano dell’autorizzazione.

Il punto interessante è il pubblico. Un marchio che si presenta come casinò attira chi cerca quello, e il fatto che offra anche scommesse sportive resta una scoperta da fare dentro l’app. Chi ha già un conto qui non deve aprire altrove per un mercoledì di coppe. Chi cerca un bookmaker puro troverà l’ambiente affollato di altro.

Sisal: il catalogo che regge il confronto sul numero di eventi

Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020, e la sua app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono i numeri più concreti di tutta la lista, e riguardano la profondità del palinsesto — che è la voce che decide se una sera di febbraio trovi la Serie C o solo il big match.

Il catalogo dei tipi di giocata è altrettanto fitto: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. A completare il quadro c’è il Cash Out, che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Per chi scommette da mobile, l’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID, un dettaglio piccolo che però elimina il passaggio più noioso di ogni sessione.

La diretta streaming gratuita su quattro sport è la voce che gli altri marchi non hanno, e non è un ornamento: cambia il modo in cui si segue una partita, perché si guarda dentro l’app in cui si è già puntato. Il numeri restano dichiarazioni dell’operatore, e come tali vanno letti: 15.000 eventi live sono un catalogo, non una garanzia che il mercato che cerchi ci sia.

Un catalogo così largo si paga in profondità di analisi per singolo mercato, ed è il compromesso che Sisal propone: preferisce avere la voce in elenco piuttosto che la quota più affilata sulla singola partita di cartello.

Betsson: due anime, due concessioni, un solo gruppo

Betsson è un marchio Azzurri Limited con concessione ADM n. 16027 — stesso concessionario di StarCasinò, codice diverso. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È il catalogo standard di un bookmaker internazionale, ben fatto e senza sorprese.

La vicinanza societaria con StarCasinò è la nota più interessante, e vale come lezione generale sulla struttura del mercato italiano: la concessione si assegna al sito, quindi due marchi dello stesso gruppo restano due titoli distinti, con due codici, due condizioni contrattuali e due conti di gioco. Chi pensa che aprire un conto su Betsson lo metta al riparo dai limiti applicati su StarCasinò sta guardando la struttura sbagliata.

Il prodotto è quello di un operatore che ha costruito la reputazione altrove e porta in Italia un catalogo solido. I mercati elencati — 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori, combo — sono il nucleo di qualunque bookmaker che tratti il calcio seriamente, e la presenza del pre-match e del live su migliaia di eventi dice che la copertura non è di facciata.

La differenza rispetto a un operatore nato in Italia sta nella profondità del palinsesto locale: chi scommette su Serie C, campionati esteri minori o sport meno battuti farà bene a controllare l’offerta prima di aprire il conto.

SNAI: la schedina con chiusura anticipata e i mercati di dettaglio

Snaitech Spa opera con concessione ADM n. 16032, ed è il marchio con la storia più lunga nella raccolta italiana. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il catalogo dei mercati è quello di chi ha costruito il mestiere sul calcio: tiri in porta, cartellini e rigori sono mercati che richiedono uno sforzo di quotazione che un bookmaker generalista spesso salta. La presenza dei sistemi, accanto a singole e multiple, copre anche la fascia di chi vuole strutturare la giocata su più combinazioni: è una tipologia che nel mercato italiano ha una tradizione propria e che non tutti gli operatori internazionali propongono con la stessa completezza.

Il Cash Out è diventato uno strumento quasi obbligatorio, ed è bene dire cosa fa e cosa non fa: chiude la giocata a un prezzo determinato dall’operatore, che non è mai quello che avresti incassato a fine evento. È una funzione utile per chi vuole gestire il rischio, e un modo per pagare una commissione implicita per uscirne.

Il marchio regge sui mercati di dettaglio e sulla struttura delle giocate più che sulla velocità dell’interfaccia: chi vuole costruire giocate complesse trova qui gli strumenti, chi vuole solo una singola su 1X2 trova tutto quello che serve altrove.

Eurobet: il palinsesto che va oltre lo sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione ADM n. 16012, ed è il caso in cui la voce «palinsesto» smette di essere un tecnicismo. L’app offre un programma che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.

La ragione per cui un catalogo del genere esiste è normativa: il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e ADM autorizza gli eventi uno per uno. Un operatore che investe nell’aggiungere voci al proprio palinsesto sta investendo in autorizzazioni, non solo in software. Scacchi ed elezioni non sono un vezzo: sono la prova che l’operatore ha presentato e ottenuto l’approvazione su eventi fuori dal perimetro sportivo classico.

Il rovescio della medaglia arriva per chi cerca quote competitive sul calcio di cartello: un palinsesto larghissimo si costruisce anche con margini più larghi sulle voci di nicchia, e la profondità sui grandi campionati non è il terreno su cui questo operatore vuole vincere.

Chi scommette su Formula 1, MotoGP o rugby trova qui un catalogo che pochi altri marchi italiani coprono, ed è il lettore che questo operatore serve meglio.

bet365: il marchio globale, con i numeri del marchio globale

Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione ADM n. 16030 per bet365, ed è il caso più chiaro di un operatore internazionale che opera in Italia con un titolo italiano. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

La partnership con la UEFA è la voce più visibile e va letta per quello che è: visibilità e credibilità internazionale, non una quota migliore. Il catalogo, però, è costruito su una logica riconoscibile: grandi campionati esteri, ippica, freccette — uno sport che in Italia interessa a pochi e nel Regno Unito a moltissimi — e boxe. È un’offerta che riflette i gusti di un pubblico internazionale, e che sull’ippica italiana può trovare un concorrente più specializzato.

Per il giocatore italiano il vantaggio di un marchio così è l’infrastruttura: un’applicazione solida, un mercato live profondo e un catalogo di mercati ampio sulle competizioni maggiori, dove la concorrenza tra operatori è più stretta e il margine tende a essere più contenuto.

Chi cerca un bookmaker con un prodotto rifinito su calcio internazionale e sport anglosassoni trova qui il riferimento; chi scommette su un campionato minore italiano farà meglio a confrontare prima il palinsesto con quello di un operatore a trazione locale.

Goldbet: il bonus che si annuncia dove si scarica l’app

Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy, detiene la concessione ADM n. 16009, e la sua app copre schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Il marchio comunica che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto, ed è utile fermarsi un momento su questa formulazione.

Il bonus di benvenuto è il termine con cui gli operatori indicano le proprie offerte di apertura, e il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un’offerta promossa dentro l’app o nelle pagine di assistenza resta dentro un perimetro diverso dalla sponsorizzazione televisiva. Per il giocatore la conseguenza pratica è che le condizioni — importo, requisiti di rigioco, quote minime — stanno nelle condizioni dell’operatore e vanno lette prima di considerare l’offerta come un valore.

La struttura dell’offerta è quella di un bookmaker generalista: le cinque tipologie di giocata coprono praticamente tutto il fabbisogno di un giocatore di calcio, e l’accento sull’app segnala dove l’operatore vuole portare il traffico.

Il marchio fa parte del gruppo che in Italia gestisce anche Lottomatica, un’altra concessione con un altro codice: il giocatore troverà due conti, due condizioni e due palinsesti, non un unico conto esteso.

Planetwin365: le serie minori come argomento di vendita

Pwo S.p.a. opera con concessione ADM n. 16007, e la sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La voce che lo distingue in questa lista non è né il numero di sport né la profondità delle coppe: è la Serie C accanto alla Coppa Italia e alla Serie B. Un palinsesto che elenca i campionati minori italiani dice che l’operatore ha scelto di competere su un terreno dove i grandi marchi internazionali non si presentano con la stessa continuità. Per chi segue la squadra della propria città in un campionato cadetto, è la differenza tra trovare la partita e non trovarla.

Le oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta completano un’offerta più larga che profonda sulle grandi competizioni, dove la concorrenza sul prezzo è più aggressiva.

Chi cerca copertura sul calcio italiano di ogni livello trova qui il catalogo più completo della lista; chi cerca i mercati più esotici su un singolo sport farà meglio a controllare altrove.

AdmiralBet: il limite che si sceglie prima del primo deposito

Admiral Bet S.r.l. detiene la concessione ADM n. 16048, ed è l’unico marchio di questa lista su cui la traccia del soggetto della chiave è diretta: le sue condizioni coprono identificazione, limiti di deposito e autoesclusione in modo dettagliato.

L’apertura del conto avviene con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Le due strade hanno costi diversi in tempo: la prima chiede una foto al documento e un’attesa breve, la seconda qualche passaggio di identità digitale in più e nessun dato da riscrivere. Per chi ha lo SPID attivo la seconda è più rapida; per chi non ce l’ha, la prima evita una pratica da avviare altrove.

Il pezzo che conta davvero è la registrazione dei limiti: nel corso dell’iscrizione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e il meccanismo che li governa è quello che conta. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. La differenza tra i due tempi è la sola cosa di questa sezione che valga la pena sapere prima di aprire il conto: significa che la parte protettiva è gratuita e quella permissiva costa una settimana di attesa.

Sull’autoesclusione le condizioni indicano durate di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La revoca dopo nove mesi è il dettaglio che merita attenzione: l’opzione a tempo indeterminato non è una porta chiusa a chiave buttata via, ed è bene che non lo sia.

Per un giocatore che considera i limiti una scocciatura, la settimana di attesa per alzare il tetto è il vero costo di questa piattaforma, e vale più di qualunque differenza di quota. Per chi vuole che il limite fermi la mano sul momento, il meccanismo lavora a favore.

BetFlag: l’identificazione come scelta di prodotto

Betflag S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16008, e il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, ricordando che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Mettere SPID e CIE accanto alla registrazione tradizionale, invece di proporli come opzione secondaria, è una scelta che dice qualcosa su come il marchio vuole essere percepito: meno attrito documentale, più percorso digitale standard. CIE e SPID sono tra i metodi di identificazione che diversi operatori offrono, e la variante conta per chi non ha voglia di fotografare un documento al buio con il telefono.

Il resto della scheda è volutamente scarno su questo piano, e non c’è molto altro da valutare su un profilo che vive di identificazione e accesso. Chi apre un conto per la prima volta farà bene a scegliere il metodo in base a cosa ha già in mano: chi ha lo SPID attivo non deve procurarsi nulla, chi non ce l’ha si troverà davanti alla scelta tra attivarlo e caricare il documento.

La menzione dei 18 anni non è una formalità da foglietto illustrativo: il divieto di gioco ai minori sta nelle condizioni di concessione, e un marchio che lo ripete in apertura di pagina lo mette davanti a tutto il resto.

Domande frequenti (FAQ)

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

I domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso, gli specchi ricompaiono altrove e l’accesso dipende dal provider. La legge 401/1989, come ADM stessa ha ricordato il 28 febbraio 2024, sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM è il test completo: al 25 ottobre 2026 contava 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi l’offerta di scommesse sportive si controlla sul sito e sull’app dell’operatore.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata chiesta. Le durate vanno da 30, 60 o 90 giorni fino a tempo indeterminato, e dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni. I siti senza concessione non vi sono collegati.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, su giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet incluso, come ADM ha riportato il 28 febbraio 2024. AGCOM sanziona con il 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 €.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie in registrazione un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. La cifra che ADM fissa nella gara non è nota, e il numero che conta resta quello scelto dal giocatore.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, perché l’imposta è applicata alla fonte: è una ricostruzione della stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare.

Cosa cambia, in pratica, tra una concessione e un dominio senza

Torniamo alla domanda da cui è partito tutto: quali strade esistono davvero per chi vuole scommettere in Italia. Ne esistono due, e non sono equivalenti.

La prima è la strada della concessione. Un operatore con concessione ADM per il gioco a distanza ha un codice per quel sito, un concessionario identificabile, un conto di gioco aperto solo con identificazione piena, un limite di deposito scelto in registrazione, l’autoesclusione collegata al RUA e un foro italiano se qualcosa va storto. In cambio quel giocatore accetta un’attesa di 7 giorni per alzare un limite, un documento da caricare o uno SPID da attivare, e un palinsesto che ADM approva evento per evento — il che significa che certi mercati non ci saranno. È un pacchetto con degli attriti, e gli attriti sono la parte che protegge.

La seconda strada è il dominio estero. Costa meno attrito e qualche volta promette condizioni più generose, ma il prezzo è tutto nella colonna che non si vede: nessun collegamento al RUA, nessuna vigilanza di un’autorità italiana, nessun foro italiano, blocco DNS e specchi continui, e — per come ADM stessa ha formulato l’art. 4 della legge 401/1989 — un’esposizione penale in capo al giocatore. Aggiungiamoci il fisco: su un sito estero le vincite sono redditi diversi da dichiarare secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, mentre su un sito con concessione l’imposta la paga l’operatore.

Sul piano del prezzo, invece, la scelta è meno drammatica di come la si racconta. Il margine del bookmaker è nel prezzo su entrambe le strade: su un mercato a due esiti con quota 1,90 per lato il payout è circa il 95 % e il margine circa il 5 %, e nessuna giurisdizione regala quel 5 % al giocatore. La differenza tra operatori si gioca semmai tra il 3 % di una grande partita di calcio e il 10 % di un mercato costruito a mano, e quella differenza vale dieci volte l’entità di un bonus di benvenuto.

Per un giocatore che ha già un conto su un dominio estero, la cosa utile da fare non è chiuderlo per indignazione. È guardare il saldo e chiedersi cosa succede se il prelievo non arriva, perché è lì che la differenza tra le due strade si materializza: da una parte c’è un’autorità italiana a cui rivolgersi, dall’altra un indirizzo email in un’altra lingua.

Per chi invece deve ancora scegliere, la strada più corta passa dall’elenco ADM: si cerca il marchio, si legge il codice di concessione e il concessionario, si apre il sito .it indicato e si controllano le condizioni su limiti, rigioco e autoesclusione prima di depositare. Dieci minuti di lettura, e la scelta smette di essere una scommessa.

Chi parte da zero, con un budget settimanale modesto e nessuna familiarità con i mercati, sta meglio su un operatore con concessione che gli chieda di fissare un limite in registrazione: l’attrito iniziale è il momento in cui si mette per iscritto quanto si è disposti a perdere, e vale più di qualunque quota.

Scritto dal team di «Cestisticaamericana».

Siti di scommesse esteri: la concessione ADM decide tutto
Siti di scommesse esteri: la concessione ADM decide tutto

Guida ai siti di scommesse esteri e ai concessionari ADM in Italia: elenco, inibizioni, limiti…