Elenco dei migliori siti di scommesse per l’Italia 2026: 52 concessioni, e cosa ti costa ognuna

Updated Novembre 2026
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Una concessione ADM non rende un bookmaker generoso. Rende un bookmaker legale, verificabile e — questa è la parte che interessa a chi punta — obbligato a metterti in mano gli strumenti per fermarti. Una lista di siti di scommesse, per come la intendono tutti, non serve a niente senza quel numero. Da lì parte tutto: chi ha la concessione, su quale sito .it la esercita, che cosa la legge italiana gli impone verso di te e quanti soldi resta in tasca al banco su ogni giocata che fai.

Tre palloni di sport diversi allineati uno accanto all'altro su una panca di legno
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con le concessioni e i numeri di registro confrontati con l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS).

Valutazione: come si costruisce una classifica di siti di scommesse

Il numero di concessione è l’unico dato su un bookmaker italiano che non si può aggiustare con il marketing. Tutto il resto — quante partite, quanti mercati, quanto vale il bonus — è materiale che l’operatore scrive e riscrive come vuole. Quello no: o il sito sta nell’elenco di ADM con un codice, oppure sta fuori, e stare fuori significa una cosa sola per chi gioca.

Nell’elenco letto il 25 ottobre 2026 ci sono 52 righe, con codici da 16000 a 16051. Ogni riga è legata a un sito .it e a una società. La concessione è per sito, non per azienda, e la differenza si vede subito: Eurobet Italia S.r.l. compare per Eurobet, per Bwin e per Gioco Digitale. Una società, tre siti, tre concessioni. Un confronto che metta in fila i marchi invece dei siti sbaglia già la prima riga.

Il particolare che smonta l’idea più diffusa sull’elenco: ADM non ha una colonna per i giochi. Una riga dice che quel sito può raccogliere gioco a distanza, non che cosa ci trovi dentro. Un concessionario può avere in mano i diritti per scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Essere nell’elenco, quindi, non dimostra da solo che quel bookmaker abbia un palinsesto sportivo. Lo dimostra il sito dell’operatore, il suo palinsesto, la sua app. E una presenza in una lista di confronto non è una concessione.

Da qui i criteri con cui ho guardato i dieci marchi che seguono, in quest’ordine di peso. Prima l’ADM e la società dietro al marchio, perché senza quello non c’è nulla da discutere. Poi che cosa l’operatore stesso dichiara del proprio prodotto sportivo, nelle sue condizioni e nelle schede della sua app: i mercati, le tipologie di giocata, gli strumenti di conto. Poi la prova del costo, che è il punto di tutta la faccenda e che nessun operatore pubblica in vetrina: il margine che sta dentro le quote e la forma dei requisiti che il bonus porta con sé. Infine ciò che l’operatore ti mette in mano per limitarti, che l’ordinamento italiano gli impone e che un sito senza concessione non ha alcun motivo di offrirti.

Marchio Concessione ADM e concessionario Che cosa dicono le condizioni dell’operatore
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, valida su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Palinsesto dei principali campionati di calcio nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol, combo e la sezione Supercombo a quote maggiorate
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, Scommessa DUO, Supercombo e Cash Out
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Giocate Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket fino a spettacolo e politica, con Virtual, Ippica e My Bets
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote in tempo reale e streaming

Due righe di questa tabella meritano di essere lette insieme, perché raccontano la stessa azienda da due lati. Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — GBO Italy — tiene la concessione n. 16009 per Goldbet e la n. 16010 per Lottomatica. Sono due siti, due concessioni, due palinsesti, e nella pratica due prodotti diversi per lo stesso proprietario. Chi confronta i marchi senza guardare i siti finisce per duplicare la stessa società in classifica.

L’altra cosa che la tabella non dice, e che nessuna tabella di questo tipo può dire, è quanto costa giocare. Non c’è un numero, in nessuna riga, che ti dica se quella quota da 1,90 è onesta o se è una quota da 1,88 spacciata per 1,90. Quel numero non esiste da nessuna parte se non nelle quote stesse, e si ricava in un modo solo, che vale la pena fare una volta nella vita prima di scegliere dove versare i soldi.

Fondamenti: la quota, il margine e la parte che non torna indietro

Il meccanismo è più semplice di come lo raccontano. Su un mercato a due esiti, per esempio un 1X2 ridotto alle sole due squadre che contano, il bookmaker non ti offre mai la quota che corrisponderebbe alla probabilità reale. Ti offre una quota appena più bassa, e la differenza tra le due cose è il suo compenso.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota quotata da qualcuno: due esiti a 1,90 e 1,90. Un bookmaker che volesse restituire tutto quello che incassa su quel mercato offrirebbe 2,00 e 2,00. Con 1,90 e 1,90, la quota implicita di ogni esito è 1 diviso 1,90, cioè circa 0,5263. Sommi le due: 1,0526. Quel numero sopra l’1 è il margine. Detto in percentuale, il bookmaker restituisce sotto forma di vincite circa il 95 % di quanto raccoglie su quel mercato e ne trattiene all’incirca il 5 %.

Sono valori di banda, non un numero secco, perché il margine di un due esiti a 1,90 e 1,90 non è il margine di un 1X2 con tre esiti, non è quello di un Under/Over, non è quello di un handicap e non è quello di una combo. Più esiti ha un mercato, più è larga la forbice che il banco si tiene, e la combo — la multipla costruita dentro una sola partita — è il posto dove la forbice si allarga di più, perché la combinazione moltiplica le quote e moltiplica insieme il margine che c’è dentro ognuna.

Qui sta la prima cosa che conviene capire, e che nessun bonus di benvenuto ti dice: il margine non è un costo che paghi una volta, è un costo che paghi su ogni singola giocata, vincente o perdente. Su cinquanta giocate da 10 € a un margine del 5 %, l’aspettativa è di lasciare sul tavolo circa 25 € di valore, in media e nel lungo periodo, prima di qualsiasi bonus. Venticinque euro non sono la fine del mondo. Sono però l’unico costo certo della faccenda, mentre il bonus è un costo condizionato.

Il margine non è uguale per tutti e non è uguale su tutto. Cambia da operatore a operatore e cambia dentro lo stesso operatore tra il pre-match di Serie A e un mercato minore su una partita di Serie C, tra una singola e una multipla a quattro esiti. Un confronto serio non può quindi dire «questo bookmaker ha il margine più basso»: può solo dire che quel margine va guardato sul mercato che giochi tu, con la tua giocata tipo, perché è lì che il numero diventa tuo.

E c’è un dettaglio matematico che vale la pena tenere a mente quando si legge una quota. Su un mercato dove la somma delle quote implicite dà 1,0526, il payout è il 95 %. La stessa identica cosa, vista da due lati. Un payout del 95 % e un margine del 5 % sono lo stesso mercato, e un sito che scrive «payout fino al 98 %» sta parlando di un mercato completamente diverso da quello su cui stai per giocare — probabilmente il 1X2 di un grande campionato, dove la concorrenza tra operatori stringe davvero il margine. «Fino al» è la parola che fa il lavoro in quella frase.

C’è poi un secondo costo, che è il contrario esatto del margine e che quasi nessuno calcola: il costo di sbagliare il bookmaker, cioè di giocare su un sito che non ha la concessione italiana. Quel costo non è una percentuale, è una voce di legge, e la trovi spiegata nella sezione sulla normativa.

Normativa: AAMS, ADM e la differenza tra una lista e una licenza

La sigla AAMS resta nella testa di tutti e nei motori di ricerca, ma l’autorità che consegna e controlla le concessioni del gioco a distanza è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che si scrive «ADM (ex AAMS)» la prima volta e poi semplicemente ADM. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.

Qui c’è la differenza che quasi tutti i siti di scommesse evitano di spiegare: in Italia non esistono licenze aperte. Esistono concessioni, assegnate per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 del decreto elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Il comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Tradotto in soldi: un operatore che vuole accettare la tua scommessa da 5 € ha dovuto mettere sul tavolo sette milioni e mezzo, più o meno, e li recupera con il margine. Non è un argomento emotivo, è il motivo per cui il margine esiste.

Sull’elenco pubblicato da ADM ci sono due avvertenze che valgono più di ogni confronto. La prima: la concessione è per sito. La seconda: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi il tuo nome sull’elenco non dimostra che tu offra scommesse sportive. E ancora: quello letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, non è l’intero mercato, e un marchio che non compare tra le dieci schede di questa pagina non è per questo privo di concessione. Esistono altri concessionari.

Poi c’è la parte scomoda, quella che riguarda i siti che in Italia non ci sono. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga due liste pubbliche: quella dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM pagano da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello DNS e qualche operatore di rete è più lento di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con aggiornamenti del 2026 che ne aggiungono decine o centinaia per volta. La parola tecnica è «oscurati». Il risultato pratico è che certi siti spariscono e tornano con un mirror nel giro di ore.

Ma il pezzo che riguarda te lettore è un altro, e va detto senza addolcirlo, perché è una regola di legge e non un’opinione: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la cita ADM il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. È la regola lato giocatore, nella forma in cui la scrive ADM stessa. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti. Quel che è noto è che la norma esiste e chi la cita non sta facendo terrorismo.

Il quadro sui pagamenti segue la stessa logica. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la data di entrata in vigore non è confermata. Il messaggio è comunque chiaro: il canale legale è quello dei concessionari, e i punti vendita ricariche regolati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 — tabaccai e ricevitorie, iscritti a un registro che costa 100 € l’anno — ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti già registrati o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non pagano vincite e non fanno prelievi. Chi cerca un modo per aggirare l’identificazione ha sbagliato indirizzo: quel canale esiste per fare l’opposto.

Prevenzione: limiti, RUA e quello che succede quando decidi di fermarti

Qui la concessione diventa qualcosa di concreto, e conviene partire dalla cosa che hai in mano tu, non dall’operatore: il limite di deposito. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile. L’art. 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM. Le condizioni degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per rialzare un limite. Sette giorni sono una vita, se la serata è quella sbagliata: è esattamente il tempo che l’ordinamento ti mette davanti quando l’istinto ti dice di alzare il tetto alle due di notte. Il meccanismo funziona perché è lento. Non c’è modo di renderlo gentile.

Il secondo strumento è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sale sul territorio. Un’autoesclusione non è un «mi prendo una pausa»: è un blocco che vale su tutto, e le condizioni di AdmiralBet lo mostrano nella versione più chiara, con durate di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un trade site riporta che dal 1° febbraio 2026 esistono anche forme parziali di esclusione, per categoria di prodotto.

Il punto che nessuno dice abbastanza forte: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Se ti sei autoescluso e poi vai a cercare un bookmaker offshore, quella autoesclusione non esiste più da nessuna parte. Il registro è lo strumento, ma il suo perimetro è la rete dei concessionari, e fuori da quel perimetro non ti sta proteggendo nessuno. Non è una questione morale, è una questione di architettura: il RUA non può interrogare un database che non gli è collegato.

Il terzo pilastro è l’età e l’identità. La legge italiana fissa a 18 anni l’età minima e l’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto mette la «tutela dei minori di età» tra i principi; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco. Il conto di gioco richiede un’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure con SPID e CIE: per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come indicano le pagine degli operatori.

Quest’ultimo dettaglio è il più frainteso di tutti, e vale la pena dirlo nel modo più netto possibile: la verifica dell’identità non è un ostacolo burocratico che rallenta il divertimento, è la condizione che rende possibile il blocco dei prelievi. Un conto non verificato è un conto dove il denaro entra e da cui non esce. Chi cerca un bookmaker «senza documenti» sta cercando un posto dove non esiste né il RUA né la convalida obbligatoria. Poi si lamenta del prelievo.

Il quarto pezzo è quello informativo, e ha un numero che pochi conoscono: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. L’operatore, cioè, è obbligato per legge a spendere soldi per dirti di giocare con la testa. Per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, e l’art. 15, comma 1, lett. f) richiede un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Sulla pubblicità la situazione italiana è quella che è. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore: ADM lo cita il 28 febbraio 2024 ricordando che «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo». L’applicazione è affidata ad AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica del divieto. Tra le proposte e non le leggi c’è un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: esito non trovato, divieto in vigore alla data della verifica.

Un ultimo punto che riguarda direttamente chi legge un elenco di bonus: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. In Italia non esiste un tetto di legge all’importo di un bonus di benvenuto né ai requisiti di puntata. Importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ogni singolo operatore, e sono lì che vanno letti. Il che, detto tra noi, è il motivo per cui quel bonus da 5.000 € e quel bonus da 50 € meritano lo stesso identico scetticismo.

Calendario: che cosa si gioca, su quale palinsesto e con quale permesso

Il calcio resta il perno dell’offerta italiana, e le app lo dicono senza girarci intorno. Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Lottomatica mette insieme Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca. Eurobet allarga il palinsesto fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e da lì fino a eventi di spettacolo come musica, cinema, tv e reality show e a eventi di politica come le elezioni.

Le tipologie di giocata sono quelle del vocabolario italiano: singola, multipla, sistema. SNAI offre singole, multiple e sistemi con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento. La sua My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Goldbet copre Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Sisal aggiunge la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate.

Qui però entra in scena la regola che trasforma un catalogo in un documento amministrativo. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di scommessa stiano dentro quel palinsesto non è noto.

Il che significa una cosa controintuitiva e importante: la ricchezza di un palinsesto non è solo una scelta commerciale dell’operatore. È il risultato di un’approvazione. Quando un bookmaker ti vanta «migliaia di eventi», quella cifra è il frutto di un lavoro di autorizzazione che nessun sito non concessionario deve fare. Fuori dall’Italia quella garanzia non c’è: c’è quello che il sito decide di metterti davanti.

Sul fronte degli eventi simulati, la legge è esplicita. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» degli operatori confermano il quadro: il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte; SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; i Virtuali di Lottomatica comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; Eurobet ha partite di calcio simulate con Campionato, Big Match e Derby, corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0.

La ippica in Italia è due cose diverse e conviene non confonderle. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, previsti dall’art. 6, comma 1, lett. c) e dall’art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria. Se un marchio offra online i totalizzatori di ippica nazionale non è noto.

Il betting exchange è un gioco a sé, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può stare dalla parte di chi punta o di chi banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Sui limiti specifici del gioco live, sui ritardi e sui mercati in-play le regole di ADM non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live. Quel che è noto è che il Live è offerto da ogni grande operatore e che esiste una decisione di un direttore di ADM su scommesse e minori che cita il DM 111/2006, il cui contenuto non è noto. Nemmeno l’inclusione degli esport nel palinsesto è nota. Un tetto legale in euro alle puntate nelle scommesse sportive, infine, non è noto: gli strumenti che vincolano davvero restano gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che il giocatore sceglie alla registrazione.

Il costo, per chi legge un calendario, si chiama specificità. Su un mercato grande e liquido — il 1X2 di Serie A — gli operatori si fanno concorrenza e il margine si stringe. Su un mercato di nicchia, che so, i tiri in porta di una partita di Serie C, la concorrenza non c’è e il margine si allarga senza che nessuno te lo dica. La stessa piattaforma che ti offre il payout migliore del listino ti sta trattando con il margine peggiore appena esci dal perimetro dei grandi campionati. È il motivo per cui «il bookmaker con le quote migliori» è una frase senza soggetto finché non ci metti dentro il mercato.

I dieci marchi con concessione, uno per uno

Le schede che seguono seguono l’ordine dell’elenco dei concessionari. Ogni riga è un sito con una concessione propria, e ogni scheda finisce con quello che secondo me conta per chi legge — che non è mai la stessa cosa da una scheda all’altra.

AdmiralBet (concessione n. 16048): gli strumenti di controllo al centro

Admiral Bet S.r.l. è il concessionario dietro AdmiralBet, concessione n. 16048. Sul prodotto sportivo in sé le condizioni richiamate qui non si dilungano: quello che emerge con chiarezza è il pacchetto di controllo sul conto.

In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È la traduzione operativa dell’art. 15, comma 1 e del suo comma 1, lett. a) sugli autolimiti di tempo, spesa e perdita: non un pannello nascosto nelle impostazioni, ma una richiesta in fase di apertura.

L’autoesclusione segue la stessa logica, con durate di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, valide su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Tre livelli di limite scelti da te, prima di aver speso un euro, con la variante lunga che dura quanto vuoi. È il tipo di operatore che ti mette i freni in mano prima di consegnarti le chiavi. Per chi ha già avuto un rapporto complicato con il gioco, questa è la scheda da leggere per prima. Per chi cerca il palinsesto più ricco del listino, non è il posto dove guardare: il profilo di questo marchio è fatto di tetti, non di vetrine.

Planetwin365 (concessione n. 16007): il calcio europeo in un’unica schermata

La concessione n. 16007 è di Pwo S.p.a., per Planetwin365. Qui il centro è il calendario. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, con più di 20 tipologie di sport e risultati in diretta.

Il taglio è quello della copertura ampia più che della profondità su un singolo mercato: chi segue tre campionati diversi contemporaneamente trova tutto in un solo posto, e chi cerca il quinto mercato eccentrico su una partita di provincia probabilmente no. La scheda app non offre dettagli sulle tipologie di giocata oltre il quadro generale, e nessun dato sui requisiti di eventuali promozioni.

Un palinsesto così largo ha un effetto sul costo che va detto: la larghezza non garantisce profondità. Un operatore può elencare venti sport e avere, su ognuno, due mercati. La copertura va misurata sul mercato che giochi, non sulla home page.

Betfair (concessione n. 16028): il marchio che porta l’exchange in Italia

Betfair Italia S.r.l. con la concessione n. 16028 per Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Ma il tratto che distingue questo marchio in Italia non è la Supercombo. È che Betfair è descritto come il primo operatore ad avere un exchange nel mercato italiano, il gioco previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) dove il giocatore può stare da una parte o dall’altra e il concessionario fa solo da intermediario anonimo. La documentazione del marchio è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come la puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto.

Un exchange è un’altra cosa dal bookmaker, e il modo in cui si paga è un’altra cosa ancora: sul bookmaker il costo è dentro la quota; su un exchange è nella commissione sulla vincita, che qui non è quantificata. Chi arriva su Betfair aspettandosi un bookmaker tradizionale con un bonus importante troverà un prodotto diverso. Chi ha già capito che il margine è il costo che conta, invece, ha un motivo concreto per guardare in questa direzione.

StarCasinò (concessione n. 16026): sport accanto alle slot

Azzurri Limited è il concessionario della n. 16026, per StarCasinò. La scheda dell’app è trasparente sul posizionamento: si scommette sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Cioè: il casinò viene prima, lo sport sta di fianco. Le condizioni richiamate qui non descrivono i mercati, non elencano le tipologie di giocata e non quantificano nessuna promozione sportiva. Un lettore che cerca profondità di palinsesto su calcio e basket ha poco materiale per decidere; chi invece vuole un unico conto per slot, live casinò e qualche scommessa sul grande evento ha trovato il profilo che descrive la sua abitudine.

Vale la pena ricordare due cose su questo tipo di offerta combinata. Primo: il conto di gioco è uno, e il limite di deposito che imposti alla registrazione non distingue tra quanto va sulle slot e quanto va sulla schedina. Il tetto è unico e copre tutto. Secondo: una scommessa sportiva e un giro di slot sono prodotti con margini e strutture di costo completamente diverse, e il tetto unico le tratta come la stessa cosa. Per chi gioca di rado e in piccole somme è comodo. Per chi vuole misurare il proprio costo reale, è un dato che si perde.

NetWin (concessione n. 16035): un bonus piccolo, con i paletti in chiaro

Netwin Italia S.p.a., concessione n. 16035, per NetWin. Qui c’è l’unica promozione sportiva del listino descritta nei dettagli operativi: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Due parole su quella descrizione, perché sono le più oneste della pagina. «Bonus reale» significa che è denaro accreditato, non una scommessa gratuita: se vinci, la vincita è tua. «Conto verificato» significa che l’identificazione non è opzionale, e su questo rimando alla sezione su limiti, RUA e identità. «Fino a 50 €» significa che il tetto è basso, e che per prenderlo tutto servono cinquanta euro di primo versamento.

Sul piano del costo, un bonus di questa taglia è un gesto di cortesia più che un incentivo: sull’aspettativa di un giocatore che punta qualche decina di euro a settimana, cinquanta euro di credito spariscono nel margine delle prime giocate. Non lo dico per sminuirlo. Lo dico perché la cifra è chiara, i requisiti sono leggibili e nessuno dei due lati sta recitando. È più di quanto si possa dire di parecchie promozioni «fino a 5.000 €» che circolano.

Sisal (concessione n. 16020): il catalogo più largo, e la sua contraddizione

Sisal Italia S.p.a., concessione n. 16020, per Sisal. Questo marchio mette sul tavolo la mole: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Le tipologie di giocata sono le più articolate del gruppo: Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID, di prenotare le scommesse e di ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Il conto si gestisce dall’app, dove si ricarica con più modalità, e l’assistenza è indicata come a disposizione 7 giorni su 7.

Poi c’è la parte del bonus, ed è qui che la scheda si fa interessante: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Nessun requisito di puntata, nessuna quota minima, nessun tetto indicato nella descrizione. Il che non vuol dire che non esistano: vuol dire che questa descrizione non li contiene, e che vanno letti nelle condizioni complete dell’operatore prima di versare.

Il marchio gestisce anche un mondo a parte, quello dei Virtual, con oltre 3.000 eventi virtuali al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte, l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. E qui sta la contraddizione che vale la pena segnalare a chi legge: quindicimila eventi live sono una promessa di intrattenimento, non un argomento sul costo. Su un catalogo di quella dimensione la maggior parte dei mercati è sottile, e un mercato sottile ha margini larghi. La vetrina più grande del listino è anche quella dove il costo medio per giocata rischia di essere il più alto.

Goldbet (concessione n. 16009): le tipologie di giocata senza fronzoli

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — GBO Italy — con la concessione n. 16009 per Goldbet.it. La scheda è essenziale: l’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Questo è il vocabolario classico delle scommesse sportive italiane, quello che conosce chi gioca da vent’anni. Singole, multiple, sistemi, pre-match e live: tutto quello che serve, niente di esotico. Le condizioni richiamate qui non danno né i mercati specifici, né i dettagli del bonus, né i requisiti di puntata.

Una nota sul sistema, perché è la tipologia che più spesso si sceglie senza capire che cosa si sta scegliendo. Un sistema su quattro partite con le combinazioni a tre costa quattro volte una singola e non quadruplica l’aspettativa di vincita, perché ogni combinazione paga il proprio margine. Chi usa i sistemi per «coprirsi» sta comprando più biglietti, non meno rischio. Vale per Goldbet e per chiunque altro li offra.

BetFlag (concessione n. 16008): il bonus più grande del listino, e i conti da fare

Betflag S.p.a., concessione n. 16008, per BetFlag. Qui c’è la promozione con la cifra più alta che questo listino riporti: il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

La struttura è quella semplice del raddoppio del versamento, con l’accredito direttamente sul saldo. La cifra è dichiarata senza mezzi termini: fino a 5.000 €.

Ed è esattamente il tipo di offerta davanti a cui conviene fare due conti invece di una foto. Un bonus del 100 % del deposito fino a 5.000 € richiede, per essere sfruttato, un versamento di 5.000 €. Nella stragrande maggioranza dei casi il tetto non è la cifra rilevante: lo è il requisito di puntata, che questa descrizione non contiene. E se il requisito è, poniamo, cinque volte l’importo del bonus, su cinquanta euro di versamento significa duecentocinquanta euro di giocate prima di poter prelevare. Su cinquemila euro di versamento significa venticinquemila. La stessa percentuale applicata a cifre diverse moltiplica la noia, e il margine si applica a ogni giro.

Sul lato operativo, questo marchio è anche quello che indica per l’apertura del conto le procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, con il gioco vietato ai minori di 18 anni. Un’indicazione precisa su un punto che altrove resta vago, e che vale più di qualsiasi slogan sui tempi di apertura del conto.

Eurobet (concessione n. 16012): il palinsesto che non si limita allo sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione n. 16012, per Eurobet.it. Sul palinsesto l’app è generosa: si va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e da lì a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e a eventi di politica come le elezioni.

Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0.

Il punto di questa scheda, per chi legge, sta nell’ultima parte dell’elenco più che nella prima. Reality show ed elezioni sono eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM come tutto il resto, ma sono anche il posto dove il margine si allarga di più, perché la concorrenza su quel mercato è quasi nulla: chi scommette sul vincitore di un reality non ha molte alternative con cui confrontare la quota. Chi cerca il valore guarda il calcio. Chi cerca l’evento curioso, su Eurobet lo trova — e lo paga.

Lottomatica (concessione n. 16010): streaming, dati e il conto dietro al marchio

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. tiene anche la concessione n. 16010, quella di Lottomatica.it. La stessa società di Goldbet, su un sito diverso, con un prodotto sportivo diverso.

L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Le funzioni di conto completano il quadro: la Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita; i Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.

Il dettaglio dei pagamenti è quello che conta, e non è un dettaglio tecnico. PostePay e PayPal sono strumenti che la maggior parte degli italiani ha già in tasca e che non richiedono una carta di credito dedicata. Chi vuole tenere separato il denaro del gioco dal conto principale trova qui una soluzione già pronta. Chi cerca il palinsesto più ricco troverà che quello di Lottomatica copre i grandi campionati ma non ha la varietà di Eurobet, e chi cerca la trasparenza sul costo resta al punto di partenza: le condizioni di questo marchio non portano cifre né sul margine né sui requisiti delle promozioni settimanali. E resta la stranezza di due concessioni, due siti e due prodotti sotto lo stesso tetto societario, con l’effetto pratico che un lettore attento deve decidere non solo quale azienda, ma quale dei suoi due siti.

Quanto costa davvero un bonus: il calcolo, e i numeri che non ci sono

Mettiamo in fila le due leve di costo che questa pagina ha in mano, perché agiscono insieme e quasi nessuno le somma.

La prima è il margine, che ho stimato nella banda attorno al 5 % per un mercato illustrativo a due esiti a 1,90 e 1,90. La seconda è il requisito di puntata, che esiste nella forma descritta solo per un’offerta del listino, quella di NetWin per un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 €.

Prendiamo quella configurazione e mettiamo dentro la formula del costo atteso. Un bonus di 50 € da giocare con requisito di tre volte l’importo del bonus su un mercato con margine del 5 % significa, in media, che il costo atteso del completamento è di circa 7,50 €, cioè il 15 % del bonus. Su un requisito di dieci volte, sempre solo sull’importo del bonus, il turnover richiesto sale e il costo atteso con esso, fino a circa 25 €, cioè metà del bonus. La differenza tra i due scenari non sta nell’importo del bonus, che è identico: sta nel numero di volte. Il tetto di 50 € non è il dato interessante dell’offerta. Il rigioco sì.

Ora l’esercizio che rende il tutto concreto, perché è il conto che un lettore può fare da solo con le cifre che ha. Con un requisito di cinque volte l’importo del bonus, un bonus da 50 € richiede 250 € di giocate. Se le giochi a 10 € per volta, sono 25 giocate. Su quelle 25 giocate, con la stessa banda di margine del 5 % che ho stimato sopra, il costo atteso del completamento è di circa 12,50 €, in media, e solo per le giocate che rispettano la quota minima richiesta, perché quelle sotto la soglia non contano ai fini del requisito. Aggiungi il fatto che la quota minima, se c’è, ti obbliga a giocare quote più lunghe e quindi più rischiose, e capisci perché quel numero va letto prima.

Il punto non è la matematica, che è elementare. Il punto è che questi tre numeri — entità del bonus, requisito di puntata, quota minima — arrivano insieme o non servono a niente. Il nostro listino dice con precisione solo il primo. Per NetWin conosciamo il tetto e il deposito minimo, ma non il requisito di puntata né la quota minima. Per BetFlag conosciamo la percentuale del 100 % e il tetto di 5.000 €, ma non il requisito né la quota minima. Per Sisal sappiamo che si accede al bonus con un conto di gioco, una registrazione e una prima ricarica, e che il credito si spende su tutti gli eventi in palinsesto, senza che la descrizione riporti un requisito di puntata. Per SNAI sappiamo che esiste un bonus di benvenuto per i nuovi utenti dell’app, più promozioni settimanali e offerte periodiche, senza cifre. Per Lottomatica sappiamo che esistono bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco e promozioni settimanali, senza cifre. Per Goldbet, che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto, senza cifre.

Fuori dagli operatori, la legge italiana non pone alcun tetto statutario all’importo di un bonus né ai requisiti di puntata. In mancanza di un tetto di legge, l’unico limite è quello che l’operatore scrive nelle sue condizioni.

E qui viene il momento in cui bisogna essere chiari su dove si controlla. Nessuno di questi requisiti è verificabile da fuori. L’unico posto dove stanno è il regolamento della promozione dell’operatore, linkato nella pagina del bonus o nelle condizioni generali del conto. Leggerlo è un lavoro di cinque minuti che nessun bonus può ripagare se lo salti: bastano il numero di volte, la quota minima accettata, la scadenza e la parte del deposito che viene esclusa dal calcolo. Se anche uno solo di quei dati manca dal regolamento, il bonus non è un’offerta, è una scommessa in più su cui non hai nemmeno la quota.

Sul fronte fiscale, un fatto che riguarda il costo reale e che va detto con la sua provenienza. L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa per il D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, come riporta la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, dove prima erano 43 % e 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti bonus entrino nella base non è noto.

Per il giocatore la conclusione è quella che la stampa riporta da anni: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in mano al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione finale: consultare un commercialista.

Sulle vincite da siti non autorizzati o esteri la questione cambia natura, e qui entra un documento preciso: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051. Si controlla che il sito .it del marchio compaia con il suo codice. La verifica va poi chiusa nelle condizioni dell’operatore, dove il concessionario dichiara il numero di concessione e la società.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota: su 10 € a 1,90, la somma restituita è 19 €, di cui 9 € di profitto netto. Su una multipla le quote dei vari esiti si moltiplicano tra loro in un’unica quota finale, e la puntata si applica a quella.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prende il reciproco di ogni quota e si somma. Su un mercato illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90, la somma è circa 1,0526, quindi il bookmaker restituisce circa il 95 % di quanto raccoglie e trattiene all’incirca il 5 %. Il conto vale per un mercato alla volta, non per l’intera offerta.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile su quanto depositare. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco. Le condizioni degli operatori mostrano una riduzione del limite con effetto immediato e sette giorni di attesa per i rialzi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario: la stampa lo riporta come tassazione alla fonte e il giocatore riceve la somma netta. La ricostruzione non è confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: vale la pena consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessun collegamento al RUA, quindi nessuna autoesclusione che ti protegga, nessuna supervisione ADM e nessun obbligo di limiti alla registrazione. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede il blocco dei siti inibiti, con sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per chi viola un ordine. Inoltre la Legge 401/1989, art. 4 sanziona il partecipante alle scommesse di operatori non concessionari.

La parte che resta in mano al lettore

Un elenco di siti di scommesse per l’Italia è un documento che vale quanto il numero di concessione che c’è dentro, e niente di più. Dieci marchi, dieci numeri, dieci società: AdmiralBet con la n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., Planetwin365 con la n. 16007 di Pwo S.p.a., Betfair con la n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., StarCasinò con la n. 16026 di Azzurri Limited, NetWin con la n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., Sisal con la n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., Goldbet con la n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., BetFlag con la n. 16008 di Betflag S.p.a., Eurobet con la n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale e Lottomatica con la n. 16010 della stessa GBO Italy. Tutti verificabili sull’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026, tutti su siti .it propri, tutti soggetti alle stesse regole di base.

Se dovessi ridurre tutto a una scelta, la farei così, e la faccio sapendo di semplificare. Chi ha un rapporto con il gioco che gli fa paura trova in AdmiralBet gli strumenti più espliciti del gruppo, con tre livelli di tetto da impostare in registrazione e un’autoesclusione che passa da 30 a 90 giorni fino al tempo indeterminato. Chi cerca solo il catalogo più ampio guarda Sisal, con oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, e sappia che la vetrina più grande è anche quella dove il margine medio rischia di essere il più alto. Chi vuole capire il costo invece di subirlo parte da Betfair, perché l’exchange è un altro modello di prezzo e perché è l’unico posto dove il margine del bookmaker non è il centro della faccenda.

Le tre cose che porto a casa da questo giro, e che consiglio a chi legge. La prima è che il margine è l’unico costo certo: 5 % su un mercato illustrativo a due esiti è la banda che ho stimato, e su cinquanta giocate da 10 € sono circa 25 € di valore lasciato lì, vinci o perdi. La seconda è che un bonus senza i suoi requisiti di puntata non è un dato: il tetto NetWin di 50 € al 100 % del primo deposito dice più di un «fino a 5.000 €» di BetFlag solo perché è piccolo e vicino alla realtà di chi gioca. La terza è che i freni che contano non sono pubblicitari: sette giorni di attesa per rialzare un limite di deposito, un RUA che blocca ogni piattaforma autorizzata in Italia e non ti segue se esci dal perimetro, un conto che va convalidato entro 30 giorni senza SPID o i prelievi si bloccano. Nessuna di queste tre cose entra in un banner. Le trovi nelle condizioni, o non le trovi affatto.

La lista dei concessionari, con i suoi 52 numeri, non ti dice quale sito scegliere. Ti dice soltanto quali siti hanno il diritto di risponderti. Da lì in poi, il costo lo fai tu.

Prodotto dalla redazione di «Cestisticaamericana».

Quote scommesse a confronto: quanto trattiene davvero il bookmaker
Quote scommesse a confronto: quanto trattiene davvero il bookmaker

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